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Incontro con il cast di Workers – pronti a tutto, da Venerdì nelle sale

Attualità, Conferenze stampa, Interviste, Personaggi

09/05/2012

(Roma) E’ stato presentato questa mattina alla Casa del Cinema Workers – pronti a tutto, debutto cinematografico del regista Lorenzo Vignolo, dietro la macchina da presa di moltissimi videoclip italiani.

La storia prende spunto da un tema molto attuale nel nostro paese, quello del precariato, raccontata attraverso i folcloristici personaggi che chiedono aiuto all’agenzia interinale Workers. Sono proprio i due proprietari a raccontare ai loro clienti tre diversi episodi divertenti, accaduti a giovani in cerca di una sistemazione che gli consenta di sbarcare il lunario. C’è lo scansafatiche Giacomo (Alessandro Tiberi), che per non perdere la casa è costretto ad accettare un posto da ‘badante’ presso la casa di Mario Spada, un uomo che vive da anni sulla sedia a rotelle. Contrariamente a quanto previsto dal ragazzo, Spada si rivelerà una vera spina nel fianco: sboccato, volgare, prepotente, con il vizio del poker, della cocaina e delle prostitute. Italo (Dario Bandiera) è invece un ‘raccoglitore di sperma di tori per la fecondazione’, un lavoro del quale si vergogna e che tiene nascosto soprattutto a Tania (Daniela Virgilio), la donna della quale è follemente innamorato e che cede alla sua corte solo dopo averlo scambiato per un equivoco per un chirurgo, come il suo idolo, il Dottor House. Infine la giovane Alice (Nicole Grimaudo) sogna di fare la truccatrice per il mondo dello spettacolo, ma grazie all’agenzia Workers viene assunta in un’impresa di pompe funebri, dove incontra Saro (Paolo Briguglia), scoprendo di somigliare come una goccia d’acqua alla di lui moglie da poco defunta. Il ragazzo le chiederà di impersonare la consorte durante le celebrazioni ufficiali di famiglia, capeggiata da Don Ciccio (Nino Frassica), boss mafioso super latitante…

Come nasce l’idea del film? “Da un’idea di Galliano Juso, produttore e co-autore del soggetto – spiega il regista Lorenzo Vignolo – L’intenzione iniziale era raccontare cinque storie diverse che abbiamo poi ridotto a tre, facendo attraverso la chiave della commedia, una radiografia del momento che stiamo vivendo attualmente.”

“Volevamo anche far capire però come questi lavori, che nessuno vorrebbe mai fare – interviene lo sceneggiatore Stefano Sardo – possano però rappresentare la possibilità di fare nuove esperienze, diventare una persona meno arida nel caso di Giacomo, o trovare l’amore come in quello di Italo”.

Raccontare il tema dell’handicap in chiave leggera è stata una bella sfida…"Si bè serviva uno stronzo e hanno scelto me – ride Francesco Pannofino – Io e Alessandro (Tiberi n.d.r.) abbiamo ricevuto lo script durante la lavorazione della prima serie di Boris e ci era piaciuta fin da subito. Personalmente mi sono divertito nel porre l’accento su questo aspetto ‘bastardo’ del personaggio, è curioso vedere un portatore di handicap comportarsi così”.

“ Questo perché il cinema ci ha abituato negli anni a degli stereotipi verso questa tematica – interviene Tiberi – come se il portatore di handicap debba essere necessariamente una persona triste o depressa. Noi non volevamo essere buonisti”.

Prima di iniziare a lavorare come attori avete anche voi sperimentato mestieri diversi che vi hanno aiutato ad interpretare questa pellicola? “ Io ho iniziato molto preso a fare l’attore – interviene Pannofino – anche se da ragazzino facevo il ‘bibitaro’ in curva Sud (ride). Un attore però ruba con gli occhi di continuo e nel mio caso, lavorando anche come doppiatore, mi ritrovo a prendere sfumature anche da un Denzel Washington”. Gli fa eco Dario Bandiera: “Io ho fatto il lavapiatti e il cameriere, ma mi hanno cacciato perché facevo troppo casino, così ho iniziato come animatore”.

C’è un dialogo nel film tra Nicole Grimaudo e l’impresario delle pompe funebri, sulla tredicesima e quattordicesima, tutto lavoro pagato in nero…“ Alice rappresenta una generazione capace di superare la frustrazione con grande spirito di adattamento, i giovani di oggi non sono sfigati come direbbe qualcuno – risponde Nicole Grimaudo – Alice trova divertente un lavoro che non è il suo, dimostrazione che i giovani sono appunto pronti a tutto”.

Infine Nino Frassica e Paolo Briguglia come vi siete trovati nel ruolo di padre e figlio?“ Nino è straordinario e io mi sono lasciato coinvolgere da lui su quale registro tenere per il mio personaggio”, dice Paolo Briguglia.

“ Il mio personaggio è autobiografico – scherza Frassica – un mafioso, anche se io volevo interpretare il personaggio della Grimaudo. Don Ciccio è un mafioso pallone gonfiato che non fa paura a nessuno, a differenza purtroppo dei mafiosi veri”.

Workers - pronti a tutto sarà nelle sale questo Venerdì in 81 copie.

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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