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Incontro con Giuseppe Tornatore per La migliore offerta

Attualità, Interviste

18/07/2012

Nella splendida location dell’Ara Pacis di Roma un solare Giuseppe Tornatore ha incontrato la stampa per parlare del suo prossimo film, del quale ha appena terminato le riprese e che da lunedì 16 luglio ha iniziato a montare. La migliore offerta, questo è il titolo della pellicola, scritta e diretta da Tornatore, realizzata e prodotta da un team tutto italiano con in testa la Warner Bros. Entertainment Italia, Paco Cinematografica, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige BLS e Friuli Venezia Giulia Film Commission, per una storia che, invece, di ‘nostro’ non ha nulla. A cominciare dal cast internazionale che vede protagonista Geoffrey Rush insieme a Donald Sutherland, Jim Sturgess e Sylvia Hoeks. Insomma un prodotto italiano, girato in inglese, per una vicenda che vede protagonista un uomo inglese, battitore d’asta, con una ambientazione mitteleuropea.

 

La migliore offerta arriverà nei cinema italiani il 1° gennaio 2013, distribuito da Warner Bros. e all’affabile e pieno di entusiasmo Giuseppe Tornatore abbiamo cercato di estrapolare il più possibile su questo grande progetto, su questa impegnativa mega produzione che lo vede assoluto protagonista. “Per quanto riguarda la trama – dice subito Tornatore – pur avendo accettato molto volentieri l’invito di incontrare la stampa al termine delle riprese, chiaramente, non posso svelarvi più di tanto. Il protagonista è Virgil Oldman interpretato da Geoffrey Rush che di mestiere è battitore d’aste ma questo ambiente rimane solo in sottofondo. Come potrete avere capito dal titolo, La migliore offerta è sì relativa alle aste dove quella più alta è quella vincente ma è un titolo assolutamente allegorico perché il film è una grande storia d’amore. Quindi, questa ‘migliore offerta’ è riferita ai profondi sentimenti che, quest’uomo, prova per una ragazza di nome Claire che è Sylvia Hoeks. Quale sia la ‘migliore offerta’ che si può fare in amore è la vera scommessa del film, e direi anche della vita… la più alta?, la più bassa? E con questa chiave, questa domanda in testa ho girato la storia d’amore, come un vero thriller, come un giallo classico, ma dei sentimenti, non pensate ad omicidi, a morti e feriti perché non vi è nulla di tutto ciò”.

 

Tornatore un film da lei scritto e girato ma che non ha nulla a che vedere con il nostro Paese, una storia pienamente non italiana. Ma quanto c’è di quello che ha realizzato fino ad ora? “Non so. – dice Tornatore – Per come la vedo io questo è un film che rompe con le costanti del mio cinema, un po’ come è successo quando ho girato Una pura formalità. Poi, un giorno, una studentessa di cinema ha scritto una splendida tesi su Una pura formalità dove mostrava quanto era legato a Nuovo Cinema Paradiso. E leggendo il suo trattato non potevo che darle ragione, quindi tutto è molto relativo. Di certo però, La migliore offerta, non è un film autobiografico ed ha una genesi a dir poco curiosa. Come alcuni di voi sanno io tengo tutti i miei soggetti e le mie idee nei cassetti di casa, ogni tanto ne tiro fuori qualcuno e li rileggo. Questo film nasce dall’unione di due progetti da me redatti, molti anni fa, che trovavo però, entrambi, zoppicanti, Poi il primo mi ha fatto venire in mente il secondo e, unendoli, ha preso vita l’idea per questo film. Comunque non è Baarìa che è il film che volevo fare da una vita e non è Nuovo Cinema Paradiso che considero lo spin-off di Baarìa”.

 

Cosa ci può dire del personaggio di Geoffrey Rush e di lui come attore. Dai tre minuti di backstage mostrati si evince un’empatia totale tra voi due? “Per quanto riguarda il personaggio vi posso dire che è un uomo che ad inizio film ha una personalità e alla fine ne ha una completamente diversa. Questo film narra la storia di una trasformazione, che si tratti poi di una evoluzione o di una involuzione, questo lo giudicherete voi e gli spettatori. Geoffrey è stato l’unico attore di questo film al quale ho pensato immediatamente, volevo lui. Gli ho scritto una mail, inviato il copione e, tre giorni dopo, la sua risposta è stata: ‘sì’: voglio fare questo film!. Ci siamo incontrati al Festival di Toronto, e a cena gli ho chiesto cosa l’avesse convinto ad accettare la parte e lui mi ha risposto: ‘mia moglie’. E’ un uomo molto simpatico, semplice nei rapporti umani e molto dentro alla sua professione. Ha un suo metodo direi maniacale/ossessivo ma ha una leggerezza come persona nella vita che lo rende molto versatile. Lo so che tutti i registi parlano bene dei loro attori ma vi giuro, se mi dicessero: ‘un giorno vorresti rifare un altro film con Rush?’, ne sarei onorato e felicissimo. Per me è stato un enorme privilegio”.

 

Dalle poche immagini viste si capisce che l’ambientazione è mitteleuropea. Dove avete girato? “Sì confermo – continua Tornatore – questo è un film di sapore e cultura totalmente mitteleuropea, tanto che inizialmente pensavo di girarlo tutto a Vienna. Poi ci siamo spostati anche a Praga, a Bolzano, Merano e per gli interni anche Parma e Milano. Però la parola giusta è ‘ambientazione’ perché a parte Praga, dove nel film si vede un cartello della città, nessun altro posto è definito. Nulla è dichiarato, i protagonisti non parlano mai della città in cui vivono e niente è mostrato per dare una connotazione chiara e definita. Volevo che questi luoghi che hanno caratteristiche ben precise facessero da sottofondo alla vicenda”.

 

Infine cosa ci può dire dei personaggi e degli altri attori principali? Donald Sutherland è Billy Whislter ed è il migliore amico di Virgil/Rush. Jim Sturgess è Robert ed è un ragazzo che sa aggiustare qualsiasi cosa, nuova o vecchia, qualsiasi macchinario e quindi entra anche lui in contatto con Virgil e con le opere d’arte che mette all’asta. Claire ovvero Sylvia Hoeks è una cliente di Virgil. Come attori anche con loro sono stato fortunatissimo. Donald Sutherland penso non ci sia bisogno di elogiare la sua bravura, mentre per quanto riguarda Jim e Sylvia ho faticato a trovarli. Ho fatto un sacco di provini prima di capire che erano loro quelli giusti, in particolare per il personaggio di Sylvia. Sono caratteri complessi e mi hanno richiesto più tempo prima di capire quale attore era quello giusto. Penso di avere fatto la scelta migliore, come dice il titolo del film. Sylvia Hoeks è un’attrice oltre che bellissima di grande intensità e lo stesso vale per Jim Sturgess, ottimo interprete e persona solare e deliziosa. Sono molto orgoglioso del lavoro fatto, ora mi aspetta il secondo tempo”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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