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Inception: la recensione

Attualità, Recensioni

03/08/2010

"Noi siamo fatti della stessa materia di cui son fatti i sogni". (William Shakespeare - La Tempesta).

E' il film della vita. Ci ha girato intorno per anni, realizzando prima Memento, poi Insomnia, The Prestige. Assemblando (magnificamente) alcune parti di un progetto complessivo, molto più vasto e complesso: questo. Per portarlo a termine Nolan ha dovuto fare uno sforzo molto più grande, rispetto a qualsiasi film precedente, compresi i due memorabili Batman, trasformandosi da autore ad architetto. Poiché questo progetto richiedeva la costruzione di una grande struttura fuori di qualsiasi logica di stabilità. Poggiata sul sogno. Mi piace pensare che Nolan sia partito dall'assioma di Shakespeare: "Noi siamo fatti della stessa materia di cui son fatti i sogni". Trasformandolo scientificamente in una storia dove la realtà ed il sogno si inseguono continuamente, in una rincorsa che spazza via tutte le certezze della realtà, a cominciare dal tempo, dallo spazio, dalla forza di gravità, fino ad arrivare alla vita e alla morte, ed oltre, all'esistenza di un limbo, di un al di là di attesa perenne.

Il protagonista del film Cobb (DiCaprio) ingaggia una giovane architetto con il compito di realizzare un labirinto, dove ben presto ci troviamo imprigionati, e persi. Senza possibilità di uscirne. Dove, proprio come capita all'interno del film, anche noi perdiamo progressivamente coscienza della realtà temporale e fisica. Il protagonista spiega che non si ricorda mai l'inizio di un sogno e che dei sogni che sembrano durare ore, magari durano solo pochi minuti. Cobb è un hacker di altissimo livello. E' capace di infiltrarsi, tramite i sogni, nella mente di altre persone per strappargli i segreti. Adesso, ingaggiato da un potente uomo d'affari, deve cercare di fare una cosa molto più complessa. Non l' 'estrazione' di qualche segreto, ma 'l'introduzione' (Inception) di un'idea nella mente di qualcuno, convincendolo che sia sua. Questo processo non è mai stato fatto prima: le nostre menti in genere reagiscono alle idee che provengono dall'esterno come il nostro sistema immunitario reagisce agli agenti patogeni: distruggendoli. Ma l'uomo d'affari (Ken Watanabe) gli fa un'offerta che non può rifiutare, e che gli permetterebbe di tornare dai suoi figli dopo un esilio forzato. Se fallisce sarà intrappolato per sempre.

Cobb mette insieme un team, composto dal suo socio Arthur (Joseph Gordon-Levitt), dal maestro della truffa Eames (Tom Hardy), dal chimico Yusuf (Dileep Rao), e da Ariadne (Ellen Page), una giovanissima e geniale architetta. La missione di Cobb e del suo team è di indurre Robert Fischer Jr. (Cillian Murphy), l'erede di un magnate dell'industria, a rinunciare al progetto di monopolio del padre. Penetreranno nei suoi sogni, ma dovranno riuscire a sviare il suo subconscio, portandolo in luoghi e situazioni sconosciute, dove i suoi parametri non possono aiutarlo a identificare le idee che gli vengono 'inserite' come estranee. A questo serve l'architetto, costruttrice di spazi onirici, in un progetto dove la scienza è solo un paravento. Un dono quasi divino quello di Arianna, che non a caso è anche il nome della donna che nella mitologia greca aiutò Teseo ad uscire dal labirinto del Minotauro. Non vi sveliamo la grandezza e la inverosimile maestosità delle invenzioni. Il primo livello di sogno parte, ma a proteggere Fischer arrivano delle squadre impreviste quanto micidiali di uomini armati. Sono la prima reazione degli anticorpi? Ma le sorprese del labirinto sono solo all'inizio. Arianna scopre il segreto di Cobb, che confonde i sogni con i ricordi, mettendo a rischio la salvezza di tutti. Di più non diciamo, ma siamo solo all'inizio.

Film epico, fanta-onirico, analitico, d'azione, spy-story, mistery ... Inception è tutto questo, ma l'obiettivo è molto più alto. Matrix sembra un giocattolo di fronte alla grande ambizione artistica di Inception, che trova la sua grandezza nell'essere una grande allegoria sulla vita, sulla morte e sulla possibilità di una vita oltre la morte.

Al centro un memorabile DiCaprio. Che regge, in modo quasi sommesso e senza mai andare sopra le righe tutto l'edificio. Si entra profondamente nel labirinto di Inception perché è lui a traghettarci nel sogno. L'azione muscolare già esibita nei due Batman, c'è anche qui. Con alcune variazioni sostanziali. E' l'immaginazione che produce l'azione, abolendo qualsiasi legge fisica che potrebbe condizionarla.

I film di Hollywood generalmente si rivolgono ad un pubblico con una intelligenza al di sotto della media. Nolan invece si rivolge ad un pubblico in grado di seguire il suo livello di invenzione, che è decisamente alto. Ma vale la pena accettare la sfida.

 

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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