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In viaggio con John Lasseter

09/08/2006

Il regista di Cars racconta come è nata la storia del film e quale filosofia di vita lo ha guidato in questa avventura. Dal 23 agosto nei cinema arrivano i Motori Ruggenti del primo film Pixar/Disney: quando i pixel sgommano.

Il 23 agosto arriverà nei cinema il primo film nato dalla vendita della Pixar alla Disney. Il film distribuito dalla Buena Vista in 500 copie è diretto da John Lasseter, il regista che nel 1995 ha inventato i cartoon 3D con Toy Story, creando un genere, e che ora torna a dirigere la sua incredibile orchestra di animatori Pixar, sei anni dopo la sua ultima fatica Toy Story 2 (1999). E se i film sono un viaggio, e tanto più lo sono nel mondo personale di un autore, Cars affonda le radici nella passione di Lasseter per le automobili e per il viaggio, inteso come percorso che può cambiare una vita. Saetta McQueen, rombante auto da corsa, si trova in viaggio sulle strade che lo porteranno a disputare il campionato della Piston Cup. Quando si perde sulla Route 66, finisce involontariamente nella cittadina dimenticata di Radiator Spring, dove incontra un gruppo di auto che gli insegnano una nuova filosofia di vita: non è importante correre per arrivare sempre primi, l'importante è godersi il viaggio. Ecco cosa ha raccontato al riguardo il regista John Lasseter*. Questa è una storia che la riguarda personalmente. Come è nata questa idea? �? vero, Cars è una storia personale, prima di tutto perché sono cresciuto a Los Angeles, che può essere definita la capitale delle automobili; poi perché mia madre era un'insegnante di arte che mi ha trasmesso l'amore per i fumetti e per il disegno. Mio padre lavorava per un rivenditore della Chevrolet e io anche lavoravo lì nei weekend e d'estate. Ricordo che la Chevrolet era il massimo fra le auto dell'epoca. In realtà sono sempre stato in qualche modo vicino alle macchine da bambino. Perciò il film unisce due lati del mio mondo, mia madre, mio padre e la mia passione per le automobili. Inoltre, è una storia molto personale perché contiene un messaggio che ho imparato sulla mia pelle. Dal 1990 al 1999, ho lavorato nei primi tre film della Pixar, Toy Story, A Bug's Life e Toy Story 2, che sono stati realizzati uno dopo l'altro. Poiché lavoravo troppo, mia moglie a un certo punto mi ha detto: "Un giorno ti sveglierai e ti renderai conto che i tuoi figli sono andati al college e non te ne sei neanche accorto." Aveva ragione. Perciò, dopo Toy Story 2, mi sono preso un lungo periodo di pausa. Io e mia moglie abbiamo comperato una roulotte per fare un lungo giro degli Stati Uniti, senza una vera meta. Volevamo solo partire dall'Oceano Pacifico e arrivare all'Oceano Atlantico. Già sapevo che i personaggi del mio film successivo sarebbero state delle automobili ma non avevo ancora nessuna idea della storia. Dopo quell'estate, invece, avevo deciso: volevo mostrare il viaggio della vita. Si possono raggiungere tutti gli scopi, ricevere tutti gli onori e ottenere tutte le cose che si desiderano, ma è più bello se questo succede insieme a chi ti vuole bene, alla propria famiglia e agli amici, a quelle persone che partecipano al tuo viaggio metaforico. Questa è la vita, un viaggio.

Scritto da ADMIN
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