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In Abruzzo con The American

Attualità

01/09/2010

La scelta di girare il film in Italia ed in Abruzzo è avvenuta prima del terremoto del 2009. Addirittura il regista Anton Corbijn, voleva intitolarlo L'Americano (al posto di The American). “Il paesaggio - ricorda il regista - doveva essere un vero protagonista. Avevo un’idea molto precisa di come dovesse essere, e volevo utilizzare vere città e veri paesi per lo sfondo della vicenda”.

In termini di location puramente italiane, tutti erano rimasti molto affascinati dall’Abruzzo, regione montuosa ad est di Roma che si estende dalla base della catena degli Appennini fino al Mar Adriatico. Remota e maestosa, la regione è “ricca di zone selvagge, un paesaggio genuino che raramente si vede nei film”, spiega Corbijn.

Nell’inverno del 2008, I realizzatori avevano deciso per l’Abruzzo dopo una serie di sopralluoghi compiuti da Corbijn e dai produttori Joffe e, prima ancora, dalla Carey. Poi, il 6 aprile del 2009, in Abruzzo c’è stato un violento terremoto che ha causato più di 300 morti e lasciato oltre 60.000 persone senza casa e ha distrutto gran parte del capoluogo de L’Aquila.

E proprio quel 6 aprile Corbijn si era incontrato con Clooney. Ricorda Corbijn, “Entrambi speravamo che girare The American in Abruzzo avrebbe contribuito a risollevare le sorti economiche della regione, sia grazie al denaro speso in loco durante la produzione ma favorendo anche il turismo in futuro”

Il produttore esecutivo Enzo Sisti aggiunge, “Ho cominciato la produzione ad aprile. Tutti Anton, George, la Focus Featuresdicevano, ‘Dobbiamo girare in Abruzzo. Hanno bisogno di un film come questo, e il nostro film ha bisogno di una regione magnifica come questa”.

Le riprese sono avvenute a Sulmona, a Calascio, Anversa, Castelvecchio, e Pacentro. A causa del terremoto e delle varie zone bloccate, “non siamo mai stati in grado di mettere piede a l’Aquila per poter filmare all’interno della città”, spiega Corbijn.“Avevo trovato li alcuni luoghi adatti già nel gennaio del 2009, ma alla fine non abbiamo potuto utilizzarli”

Tra gli sfondi più straordinari spiccano quelli del fiume Aterno, nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Una curva del fiume è stato il background per due scene cruciali del film.

Scritto da Piero Cinelli
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