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Il trionfo del cinema sul cinema all’ombra della Francia

Attualità, Recensioni

27/02/2012

Tutto annunciato, tranne, forse, il premio più probabile e perfino più ‘giusto’ che, però, da qualche anno continuava a sfuggirle sembrando destinato a non tornare.

Invece, Meryl Streep l’attrice più nominata della storia del cinema torna a vincere l’Oscar quasi trenta anni dopo l’ultima statuetta ricevuta nel 1983 per La scelta di Sophie. The Iron Lady, il geniale biopic sulla vita e gli amori privati e politici di Margareth Thatcher consacra ancora di più nella leggenda l’interprete americana che a fronte di ben diciassette nominations (nessun altro attore hai mai avuto tanta attenzione dall’Academy) ha vinto l’Oscar per tre volte.

Per il resto, The Artist conquista Hollywood così come era ‘scritto’ nelle leggi che muovono i sottili meccanismi degli astri cinematografici: Miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista costituiscono una terna di premi importantissimi per un film figlio di quel cinema sul cinema che sempre più, negli ultimi anni, conquista il pubblico tra fiction e documentari. Lo stesso dicasi per il lavoro di Martin Scorsese e il suo Hugo Cabret che pur vincitore solo di premi tecnici tra cui l’ennesimo meritatissimo Oscar per la coppia italiana Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo è per stessa ammissione del regista italo americano una lettera d’amore al cinema e alla sua magia, nonché alla sua storia.

Se The Artist e Hugo Cabret hanno la Francia nel cuore per motivi differenti, lo stesso dicasi anche per il film di maggiore successo mai diretto da Woody Allen premiato con il riconoscimento più che meritato per la sceneggiatura per il delizioso Midnight in Paris. Una pellicola sull’amore e sulla joie de vivre  dopo ventitré nominations come regista e come sceneggiatore.

Premi equilibrati e tutto sommato pienamente condivisibili: così come l’Oscar per il film straniero andato all’iraniano Una Separazione e come quello per il montaggio per Uomini che odiano le donne diretto da David Fincher. Christopher Plummer si porta a casa la statuetta per il migliore non protagonista così come l’attrice nera Octavia Spencer per il ruolo da non protagonista di The Help: segno che oramai l’Academy è molto oltre tutte le questioni razziali che in passato la toccavano.

Migliore canzone: Man or Muppet tratta dal film dei Muppet a segnare che le accuse al film di essere ‘sovversivo e comunista’ non hanno influenzato la scelta dei giurati che avranno preso le farneticanti accuse del canale televisivo Fox come bisogna prendere tutte le questioni relative ai mondo dei premi e dei tappeti rossi hollywoodiani: ovvero con una bella risata…

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: oscar 2012
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