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Il Sentiero di un’attrice

Attualità, Interviste

09/01/2012

Intervista a Zrinka Cvitesic

Protagonista femminile di Il sentiero diretto dalla regista già vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino, Jasmila Zbanic, Zrinka Cvitesic è un’interprete croata molto apprezzata nel suo paese e all’estero che è stata scelta anche tra gli attori europei più interessanti del 2010. Ne Il sentiero l’attrice interpreta una donna che soffre per la separazione da un marito diventato fondamentalista musulmano. Il fanatismo dell’uomo che tanto ha amato e cui ha dedicato tutta la sua vita, distrugge progressivamente il loro rapporto e perfino il loro amore. “Il mio più grande desiderio era quello di lavorare con Jasmila.” Spiega l’attrice che compirà trentatré anni il prossimo luglio “Avevo visto il suo film Grbavica e ne ero rimasta conquistata. Ho lavorato con tutti i più grandi registi del mio paese e sentivo davvero la necessità di recitare per lei.”

E come sono andate le cose?

In realtà, a sorpresa, è stata lei a contattarmi. Appena ho ricevuto la sua telefonata ho accettato subito senza nemmeno sapere di cosa trattasse la sceneggiatura. Jasmila è un grande talento e io dovevo assolutamente lavorare con lei.

Quando ha letto, poi, il copione cosa ha pensato?

Che era, come mi aspettavo, molto buono, ma che io, al tempo stesso, avevo un po’ paura della mia parte, perché sapevo di non essere pronta per la parte. Lei lo ha capito immediatamente e siamo partite per una piccola isola al largo delle coste croate dove abbiamo provato insieme per dieci giorni ed è stato uno dei momenti più importanti della mia vita professionale: mi trovavo con lei e ho potuto aprire ogni porta dietro alla quale trovare imbarazzo, vergogna, terrore. Poi, pian piano, insieme abbiamo scoperto quello che io rifiutavo di ricordare. Il mio passato di bambina cresciuta durante una guerra terribile e lei mi ha forzato a riconoscermi in nell’adulta che non sapevo di essere diventata. E’ stato un momento commovente ed emozionante. Come artista e come donna. Alla fine di questo workshop intensivo ero pronta per il film.

Un’esperienza terapeutica…

Sì, perché la guerra è una ferita che sia il mio personaggio che io stessa ci portiamo dentro L’elemento religioso, il confronto con una cultura differente, invece, è stato un qualcosa di totalmente nuovo e molto interessante. A Sarajevo, insieme, ad un’assistente che mi accompagnava ovunque, pian piano ho iniziato a capire che cosa significasse diventare bosniaca. Come artista posso dire che girare Il Sentiero è stata l’esperienza più bella della mia vita, perché sono andata più lontano di quanto abbia mai fatto prima di lavorare con Jasmila. Credo che dopo questo film qualsiasi altro personaggio, per quanto complesso possa risultare, sarà per me come una passeggiata nel parco.

Non le sembra di esagerare?

No, tutt’altro. Ho interpretato a teatro Rabbit Hole e mi è sembrato decisamente più accessibile. Oggi posso dire di essere pronta a tutto, perché Jasmila è arrivata nella mia vita con Il Sentiero al momento giusto della mia vita e della mia carriera.

 

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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