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Il Santo e la Ribelle

Attualità, Recensioni

08/10/2012

Un amore a Roma diventa l’occasione per raccontare una favola postmoderna con protagonisti una ‘ragazza perduta’ e ribelle e un giovane studioso tanto innamorato quanto saggio.

Tutti i santi giorni è, apparentemente il racconto divertente e divertito della vita di una giovane coppia in una Roma caotica e volgare: un ragazzo e una ragazza che si appartengono e si ‘bastano’ in un contesto sociale complicato e buzzurro nel cui fare crescere i propri sogni. Interpretata dalla cantante Thony, lei è una giovane un po’ sbandata che una sera incontra un ragazzo estremamente gentile il cui unico piacere e scopo nella vita è avere tempo per leggere libri antichi. Quest’ultimo portato sullo schermo da Luca Marinelli che abbiamo apprezzato soprattutto ne La solitudine dei numeri primi è una figura un po’ anomala: più o meno inconsapevolmente, nfatti, lui ha modellato la sua esistenza su figure cavalleresche che ha conosciuto attraverso i libri che cita in continuazione, mentre lei, invece, tenta di dimenticare la musica e provare a vivere un’esistenza normale.

Quando, però, la ragazza desidera di diventare madre e iniziano le difficoltà del concepimento, ecco che il loro amore viene messo a dura prova dalle decine di visite ginecologiche, i riti moderni della fertilità e, peggio ancora, dalla paura di non potere raggiungere i propri sogni.

Divertente e amaro come le commedie di Monicelli di cui Virzì è certamente l’unico vero erede, Tutti i santi giorni è una favola immersa nella realtà di oggi in cui abbiamo un personaggio improbabile come il protagonista, capace di una bontà ‘gandhiana’ innamorato perdutamente di una ragazza sbalestrata e punitrice di sé stessa. Una mescolanza carica di sorprese che fanno di questo piccolo film una grande lezione su come raccontare una storia apparentemente banale e farla diventare una perfetta metafora dei tempi difficili e contraddittori in cui viviamo. Una pellicola a tratti commovente in cui il cinema di Paolo Virzì riprende a seguire quel filone di film sui giovani che divertono e sorprendono gli spettatori tramite una serie di racconti plausibili di storie insolite.

Un racconto brillante con alcune punte di cinismo e una serie di sberleffi che conquista il pubblico per il suo essere soprattutto la storia di un grande amore in un crescendo forse maldestro e anche un po’ sgraziato, ma anche disperatamente romantico.

Scritto da Marco Spagnoli
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