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Il Sannio FilmFest annuncia fallimento

Attualità

11/01/2011

Nessuna speranza per tenere in vita il Festival Internazionale del Cinema in costume, soffocato dai forti indebitamenti. Negli ultimi tre anni accumulati oltre 400 mila euro di contributi deliberati ma mai erogati dagli enti preposti. E le banche chiedono ora agli organizzatori l'immediato rientro. 

Come il Festival del cinema di Giffoni anche il piccolo grande Festival del Sannio annuncia l'incredibile ed inaspettato fallimento. Rischia fortemente di scomparire infatti uno degli eventi che in assoluto, in 15 anni di attività, ha dato tanto per il rilancio del territorio beneventano e dell'intera regione.

A dichiararlo, con  questo comunicato ufficiale, è l'ideatore, fondatore e direttore artistico Remigio Truocchio, che mai come in questi ultimi anni ha lottato assieme all’amministratore Roberto Iannotta e a tutta l’organizzazione, per cercare disperatamente di tenere in vita il festival, giunto a livelli internazionali, attraverso forti indebitamenti nei confronti delle banche, in attesa dei tanto promessi finanziamenti pubblici, divenuti oramai contributi fantasma.

Ammonta infatti a circa 400 mila euro il finanziamento che l’organizzazione, assieme a fornitori di servizi, collaboratori e società di cinema, attendono invano dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento e dall’agenzia Art Sannio.

L’amarezza e lo sconforto si mischiano alla rabbia che attanaglia il direttore artistico, deciso a mettere la parola fine alla storia del Sannio FilmFest, fatta di tanti successi, ospiti internazionali, indimenticabili mostre e notti magiche di capitelli d’oro.  “Il Sannio FilmFest muore”, recitano le prime dure parole del comunicato di Truocchio, “ucciso dalle stesse mani di chi l’ha fortemente voluto e appoggiato in queste ultime edizioni, da quegli enti pubblici che lo hanno sostenuto ed incoraggiato nella crescita, assicurandone, almeno sulla carta, prosperità e longevità. Negli ultimi tre anni, i più delicati ed importanti del festival, gli Enti finanziatori, attraverso giunte e commissioni, hanno deliberato positivamente sulla crescita ed il consolidamento della manifestazione, assegnando cospicui contributi, quasi mai però erogati, mettendo cosi in forte crisi sia l’organizzazione che tutti i collaboratori.  La situazione oramai si è incancrenita ma chi ne sta pagando le conseguenze siamo solo noi organizzatori, abbandonati al nostro assurdo destino."

“E’ ovvio - prosegue il direttore artistico Truocchioche ci siamo già mossi per vie legali, attraverso denunce ed ingiunzioni di pagamento verso gli enti debitori, ma purtroppo l’organizzazione del festival è sull’orlo comunque del fallimento, alla luce dalla mazzata ricevuta dagli istituti di credito, che, sfiduciati da tanta attesa, chiedono ora l’immediato rientro tra fidi e anticipazioni".

Scritto da Piero Cinelli
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