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Il sangue & l’argento - Anteprima di Wolfman

Anteprime, Attualità, Recensioni

18/02/2010

Wolfman rappresenta, almeno per il momento, un vero e proprio unicum nell’ altrimenti generalmente asfittico panorama dei remakes dei grandi horror del passato.

Pur trovandosi ‘contro’ l’originale del 1941 con Lon Chaney Jr. e un branco scatenato di film legati ai lupi mannari che vanno dal film di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra fino ai più recenti Wolf con Jack Nicholson, Il patto dei lupi e perché no Twilight e Underworld, solo per citarne alcuni, Wolfman sbaraglia la concorrenza con una pellicola dal sapore molto classico diretta da quello straordinario talento di Joe Johnston (October Sky) e scritta da due veri geni del cinema di genere: Andrew Kevin Walker (Seve, 8mm, Il mistero di Sleepy Hollow) e David Self (13 giorni, Era mio padre).

Non solo, infatti, i due sceneggiatori riprendono la trama originale e, purgandola delle cose che non funzionano più oggi, la aggiornano ad una sensibilità moderna, ma costruiscono su di essa una vera e propria tragedia sospesa tra Shakespeare e Freud.

Tutto il film, infatti, viene trasformato in un ambiguo duello psicologico che si alimenta di sensualità, rabbia, rimpianto e – perfino – desiderio di vendetta.

Come se non bastasse, la regia di Joe Johnston fa di questo film un vero e proprio horror in grado di farci saltare sulla poltona e che pur riconducendo la trama ad una sorta di razionalismo, indulge negli immancabili quanto necessari piccoli tipici snodi narrativi legati al cinema di genere.

Insomma, un vero e proprio gioiello in termini di struttura e di suggestioni, impreziosito dalla presenza di un cast interessantissimo che parla seguendo dialoghi molto eleganti dominato dal carisma di Sir Anthony Hopkins.

Se Emily Blunt ci regala una bellezza irresistibile attraverso un’interpretazione efficace, ancora più piacevole e sorprendente è la presenza di un grande Benicio del Toro in un ruolo ambiguo e lacerato ancora prima che il suo personaggio entri a contatto con la maledizione.

Un horror intelligente e avvincente in cui pur restando fedeli allo spirito dell’originale della Hammer, la produzione si diletta in uno sfruttamento ragionato dell’effettistica visiva per produrre un film spettacolare e di grande atmosfera.

Una vera e propria sorpresa: piacevolissima da vedere e da apprezzare in pieno per la sua eleganza puntuale e la sua intelligenza stilistica veramente apprezzabile.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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