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Il ritorno dell’Avatar M.Night Shyamalan presenta L’Ultimo dominatore dell’Aria

Attualità, Interviste, Recensioni

13/07/2010

(Londra) - Dopo il grande successo al Box Office americano del film, il regista de Il Sesto Senso e The Village, M.Night Shyamalan ha presentato anche nella capitale inglese il suo ultimo lavoro ispirato alla famosa serie d’animazione creata da Michael Dante DiMartino & Bryan Konietzko: L’Ultimo Dominatore dell’Aria.

Un film insolito nella produzione del cineasta di origine indiana considerato un maestro del genere thriller che prima di adesso non si era mai cimentato con il cinema d’azione puro, rivolto soprattutto ai teen agers “Sono sempre stato un fan della serie animata e quando ho avuto l’idea di portarla sul grande schermo mi è sembrato un passaggio molto naturale. Volevo farlo e non ho pensato a niente altro. Desidero realizzare i film che mi interessano come spettatore". Spiega Shyamalan che, per la prima volta, adatta una sceneggiatura basandola su un materiale che non gli appartiene “Adoro il lavoro di Hayaho Miyazaki e questa mi è sembrata un’ottima maniera per rendere visivamente omaggio a quel tipo di atmosfere. Da sempre i miei ‘piaceri colpevoli’ sono i thriller e i film di arti marziali. Dopo avere girato molti lungometraggi di un certo tipo volevo provare a fare qualcos’altro.

Realizzato in 3D, sebbene non pensato appositamente con questo nuovo strumento tecnologico, ma convertito in un secondo momento, L’Ultimo dominatore dell’Aria, in uscita in Italia a fine settembre, racconta la storia di una terra mitica,  divisa dalla guerra dopo che l’Avatar, ovvero l’essere più potente del mondo, in grado di dominare i quattro elementi - aria, acqua, terra e fuoco - è scomparso per oltre un secolo. Andando a caccia lungo un’enorme distesa di ghiaccio, due ragazzi del popolo dell’acqua trovano l’Avatar e lo liberano da una lastra di ghiaccio che lo ha tenuto per lungo tempo imprigionato e in stato di incoscienza. Sarà attraverso il loro aiuto che il bambino scappato via dal Monastero della Terra Sud per timore di una responsabilità eccessiva, dovrà riuscire a portare nuovamente la pace sul pianeta scontrandosi contro le forze del male rappresentate dal popolo del fuoco. “Questa è una storia che mi ha sempre molto affascinato, per il suo mescolare filosofia, arti marziali, intrattenimento e azione. Continua Shyamalan che ha girato il film tra la Groenlandia e un enorme set costruito vicino a casa sua a Philadelphia. “Sulla scrivania del mio ufficio ho due statuine: una di Michael Jordan e l’altra di Bruce Lee. Attraverso L’Ultimo dominatore dell’Aria spero di avere saputo dimostrare il mio grande amore per quest’ultimo, esattamente come lui meritava. In alcune mosse soprattutto, i personaggi richiamano lo stile di Bruce Lee e citano apertamente alcuni dei suoi film più famosi.

Tra i protagonisti della storia interpretata da troviamo Dev Patel, visto recentemente in The Millionaire “E’ un periodo molto bello questo per me”. Spiega l’attore indiano “Non so se il successo che abbiamo incontrato con The Millionaire potrà mai tornare, ma, sinceramente, non mi pongo il problema. Mi diverto a fare film totalmente diverso come questo dove posso rispolverare la mia vecchia passione per le arti marziali che mia madre, da piccolo, mi ha mandato a studiare per scaricare un po’ della mia energia". Patel osserva “Il successo è stata una bellissima cosa, ma – sinceramente – non mi aspettavo di essere inseguito dai paparazzi o di finire nei magazine di pettegolezzi. Per me non rappresenta un problema, ma per i miei genitori, che fanno lavori normali, alla fine risulta un po’ stancante dovere ripetere a qualche milione di persone che non sono fidanzato con quella modella o che non mi sto per sposare con quell’attrice. In fin dei conti, la celebrità ha reso la mia famiglia molto più forte e unita".  Riguardo la possibilità che L’Ultimo dominatore dell’Aria diventi il primo capitolo di una trilogia, Shyamalan si dice possibilista. “In un certo senso ognuno dei film potrebbe seguire, in una maniera o nell’altra, ciascuna delle sue tre stagioni. Il finale aperto di questo capitolo, lascia sicuramente lo spazio e la voglia di vedere come va a finire questa storia in cui l’evoluzione dei personaggi gioca un ruolo estremamente importante e interessante”. Il tema centrale del film è sicuramente il destino e – a proposito del suo nuovo lavoro, stavolta in veste esclusivamente di sceneggiatore e di produttore, il regista spiega “Il mio modello di autore è sicuramente Agatha Christie. Mi piacerebbe potere pensare di essere in grado di inventare un centinaio di storie così originali e avvincenti. Il problema è che come regista non avrei mai il tempo di girarle tutte e così, coscientemente, e non senza una certa riluttanza, ho deciso di affidare Devil a qualcun altro, incontrando nuovi registi e attori, che a budget ridotto hanno portato sullo schermo qualcosa che mi appartiene, ma che non è del tutto mio. Come produttore è stato bello replicare il meccanismo di Ai confini della realtà dove sei pienamente coinvolto nel processo creativo e tutto dipende da te. Considero un’esperienza straordinaria vedere il proprio lavoro riletto alla luce del punto di vista intelligente e originale di due filmakers di talento come i Fratelli Dowdle che mi hanno davvero sorpreso”. Nessun rimpianto di avere ceduto il testimone a qualcun’altro? Nessun ripensamento? Shyamalan conclude con una sorta di inaspettata confessione “Quando mi trovavo a New York per presentare L’Ultimo dominatore dell’Aria abbiamo fatto un test per capire il gradimento del pubblico rispetto a Devil. Sono arrivato un po’ in ritardo alla proiezione in un albergo vicino a dove quello mi trovavo e già da fuori sentivo già le persone sedute nel cinema dell’hotel che urlavano e applaudivano. Ho guardato dentro la sala buia e percepivo grande eccitazione ed energia. Ho richiuso la porta senza entrare e dentro di me mi sono detto: “Cavolo, ma perché ho deciso di non girare io questo film….?”

Scritto da Marco Spagnoli
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