questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il Ragno (con)vince ancora

Attualità, Recensioni

21/06/2012

Era una missione difficile, se non addirittura impossibile quella intrapresa da Marc Webb, regista dell’interessante e riuscito 500 Giorni insieme, ovvero quella di dare nuova vita alla franchise cinematografia di Spider-Man dopo l’abbandono di Sam Raimi e dello Spider-Man titolare Tobey Maguire. Un progetto che aveva molti elementi a sfavore, a partire, proprio dalla vicinanza temporale della trilogia di Raimi nata nel 2002 e terminata nel 2007.

 

Il risultato, però, in maniera fortunatamente per noi sorprendente, è quello di avere portato sullo schermo uno Spider-Man molto simile al suo fortunato predecessore, ma anche diverso.

Per chi conosce i fumetti, infatti, il rapporto tra i due film è lo stesso esistente tra il fumetto di Spider-Man e quello di The Amazing Spider-Man con quest’ultimo concentrato sugli anni di liceo di Peter Parker alle prese con i batticuori non per la proletaria Mary Jane Watson, ma per la borghese Gwen Stacy figlio del Capo della Polizia di New York.

 

Interpretato da un Andrew Garfield certamente più vicino al fumetto di quanto possa mai essere stato Maguire, The Amazing Spider-Man mescola gli stessi ingredienti del primo film ad una trama più dark in cui si inizia ad esplorare la misteriosa fine dei genitori di Peter Parker che non è mai stata raccontata in precedenza. Gli zii cui è stato affidato ancora piccolissimo sono interpretati da Martin Sheen e da Sally Field che, certo, restituiscono un’immagine meno working class e meno fragile rispetto alle incarnazioni precedenti. Andato alla Oscorp di Norman Osborn per scoprire qualcosa di più rispetto alla scomparsa dei genitori, Peter Parker viene morso da un ragno e, al tempo stesso, incontra un ex collega del padre, Il Dr. Curt Connors interpretato da un sempre straordinario Rhys Ifans. Mentre il mistero sulla scomparsa del papà si infittisce, un algoritmo del genitore consente a Connors di sintetizzare un vaccino che gli permette, come accade ai rettili, di farsi ricrescere il braccio tempo addietro.

 

Gli effetti collaterali, però, sono disastrosi ed è così che il ‘neonato’ Spider-Man si scontrerà con uno dei suoi nemici più amati dal pubblico, ovvero quel Lizard, lucertolone con il camice da scienziato che minaccerà ancora una volta New York.

 

Come dicevamo, The Amazing Spider-Man è davvero una bella sorpresa:un film intelligente e carico di umorismo, che pur insistendo sull’elemento romantico del rapporto tra Peter Parker e Gwen Stacy non perde mai di vista quello che rende Spider-Man così interessante e amato dal pubblico di tutto il mondo, ovvero un ragazzo come tanti che diventa un supereroe unico, che pur con tante difficoltà personali fa una scelta di campo ben precisa, assumendosi tutte le responsabilità derivategli dall’avere dei grandi poteri. Più ‘pop’ e leggero rispetto al film di Raimi, questo Spider-Man, in compenso, lascia aperti molti interrogativi rispetto all’origine dei genitori del ragazzo e alla loro fine misteriosa.

 

Anche se il 3D è assai curato, non fa molta differenza con un film divertente e brillante come questo. The Amazing Spider-Man è sicuramente il progetto migliore che potevamo vedere dopo The Avengers con cui condivide uno spirito e un certo stile. Da non perdere due scene, per motivi differenti, particolarmente importanti: il cameo di Stan Lee che mette a posto pile di Cd senza accorgersi di quanto gli accade intorno, ovvero una spettacolare battaglia tra Lizard e Spider-Man e il solito teaser dopo la prima parte dei titoli di coda in cui un personaggio nuovo, inizia a mettere le basi per quello che potrà essere un nuovo capitolo cinematografico di questa saga destinata a durare ancora a lungo. Fortunatamente per tutti noi che amiamo i fumetti, ma che soprattutto adoriamo vedere un buon cinema fatto di idee e storie avvincenti.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA