questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il Ragazzo Invisibile, al Future Film Festival i segreti degli effetti speciali made in Italy

Attualità, Personaggi

07/05/2015

Lo scorso Dicembre 2014 il regista Gabriele Salvatores ha scosso il cinema italiano con un film di fantascienza dal sapore internazionale, Il Ragazzo Invisibile. Scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, questo progetto coraggioso raccontava la storia di Michele, un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l'attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio. 

Si è creata subito una certa curiosità intorno a questo film, per la sua realizzazione e la scelta di osare nel campo della tecnologia e degli effetti speciali, un settore che l’Italia ha paura di esplorare per le risorse economiche necessarie. Tuttavia Salvatores si è confermato ancora una volta un pioniere della settima arte, accettando la sfida di sperimentare qualcosa di nuovo, come ha raccontato Stefano Marinoni al Future Film Festival: “Gabriele è il regista più visionario in Italia perché riesce a comunicarti la sua visione. Ha una grande capacità di farti vedere la scena quando te la racconta”. Marinoni e Paola Trisoglio di Visualogie sono stati infatti ospiti del festival di Bologna, per illustrare le origini e le modalità del loro lavoro nel campo delle arti visive digitali e gli effetti speciali al cinema. Sono loro che hanno reso possibile il primo film di fantascienza italiano da dieci anni a questa parte con Il Ragazzo Invisibile. 

Abbiamo cominciato con la prima società nel ’91 in modo casuale. All’epoca la computer grafica era poco conosciuta. Facevo l’illustratore tradizionale, e insieme a Paola ci siamo appassionati a queste attrezzature nuove ed è nata come una piccola bottega di pubblicità, non pensavamo al cinema” ha continuato Marinoni La pubblicità è stata la prima in Italia ad utilizzare strumenti digitali. Nel’96 abbiamo debuttato al cinema con il primo lavoro sul film Nirvana di Salvatores, e poi una volta toccato il cinema non siamo mai tornati indietro e fino ad oggi contiamo più di 250 titoli di cui ci siamo occupati in circa 20 anni di carriera. Gabriele fece una sorta di bando di concorso con delle strutture che si occupavano di pubblicità, sfidandole ad interpretare venti pagine di sceneggiatura e abbiamo vinto”. Dietro Il Ragazzo Invisibile si nota una professionalità attenta ai dettagli e una produzione che non ha avuto paura di investire per soddisfare sia la squadra creativa sia il pubblico in sala. Il giovane Ludovico Girardello, al fianco di Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio nei ruoli principali, ha arricchito il film con un’interpretazione verosimile e coinvolgente. Anche il lavoro di un attore risente della presenza ingente di effetti speciali che scuotono l’organizzazione sul set, come ha affermato lo stesso regista in un’intervista: “La tecnologia serve per raccontare qualcosa di speciale che altrimenti non potresti raccontare. Sono stati utilizzati molti modelli 3D ricostruiti ed identici alla realtà. Gli effetti fotografici si sono uniti agli effetti digitali e alcuni alla Mélies, come il filo di nylon invisibile per spostare una sedia o chiudere una porta. Anche per gli attori un’esperienza diversa”.

I responsabili di Visualogie lavorano con diversi registi e tanti generi di film, dalla commedia al poliziesco, e, durante l’incontro bolognese hanno spiegato l’iter del loro lavoro, che include soprattutto la visita sui luoghi delle riprese e una partecipazione attiva sul set. Infatti il loro intervento su un film può essere richiesto come supporto produttivo e, ogni tanto, come supporto alla storia. “A volte pensiamo ad effetti di post produzione per aggiustare qualche dettaglio e basta quando ci arriva il film già fatto, mentre per Il Ragazzo Invisibile abbiamo lavorato in pre produzione. Nove mesi prima abbiamo fatto diverse riunioni con Gabriele in base alla sceneggiatura per capire come tradurla in immagini, con tocco poetico e delicato, senza cadere nello splatter o scimmiottare gli americani” ha sottolineato la Trisoglio. “Il nostro interlocutore privilegiato è il Direttore della Fotografia. In Italia questa questo lavoro non è un’industria, come d’altra parte quella cinematografica. In realtà qui sei un artigiano anche se lavori con tecnologia sofisticate”.

Scritto da Letizia Rogolino
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA