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Il pubblico, innanzitutto

15/09/2008

Intervista a Massimo Boldi

Dopo il successo di Olé, primo film nato dopo il divorzio dal compagno cinematografico di sempre Christian De Sica, Massimo Boldi è il protagonista di Matrimonio alle Bahamas diretto da Claudio Risi ed interpretato insieme al solito cast di personaggi sopra le righe e scanzonati. Dalle ‘bellissime’ Victoria Silvstedt e Lucrezia Piaggio, alle simpaticissime Anna Maria Barbera e Loredana De Nardis fino ad arrivare a Enzo Salvi, Biagio Izzo e i Fichi d’India. Un film scritto dai Fratelli Vanzina che apre la fortunata stagione del cinema italiano di Natale. “Non mi piace che questi film vengano chiamati ‘cinepanettoni’.” Commenta Boldi “E’ un termine che ho sempre odiato. Lo trovo ‘ingiusto’. I nostri film in generale e Matrimonio alle Bahamas in particolare sono come tanti altri. Trovo volgare definire questi lavori come ‘cinepanettoni’. Sono pellicole semplici che servono solo a divertire e a fare trascorrere un paio di ore di serenità agli spettatori. Questo film in particolare mi rende particolarmente orgoglioso, perché al suo interno c’è l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro.

Un film scritto da Carlo ed Enrico Vanzina…
Sì, due autori con cui ho un rapporto fraterno da più di trent’anni. Il mio primo film l’ho fatto con loro: si intitolava Luna di Miele in tre. Era il 1975…Da lì abbiamo camminato molto e ci siamo incontrati più volte nella nostra strada.

Qual era la difficoltà di questo film?
Dopo tanti anni bisogna cercare di mantenere una freschezza e un’originalità tali da arrivare sempre a raggiungere un elemento divertente e bello.

Lei, però, dimostra sempre una grande passione per quello che fa…
Il cinema è tutta la mia vita. Sono sempre stato un appassionato. Il mio papà mi aveva regalato un proiettore otto millimetri. Poi mi sono comprato un sedici millimetri. Infine, quando ho avuto una casa di proprietà, ho allestito una stanza a piccola sala cinematografica. Volevo il cinema in casa e sono diventato un collezionista di pellicole a sedici e a trentacinque millimetri. La mia è una vera passione…
Diventata una professione…
Non vorrei definirla solo così: vede, per me è stata una vera e propria magia quella di entrare a fare parte del cinema italiano. Non ci avrei mai creduto. E’una sensazione gratificante. Arrivato alla mia età, se devo fare un consuntivo, posso dire di essere molto sereno.

Cosa la divertiva del personaggio di Matrimonio alle Bahamas?
Più che il personaggio mi entusiasmava la storia che era divertente e molto riuscita. Io ho sempre pensato che il cinema dovesse andare incontro al pubblico. Il lavoro che faccio da tanti anni nel cinema e nella televisione è sempre stato dedicato al grande pubblico, perché penso che sia giusto per un artista come me e che pratica la commedia come faccio io, pensare soprattutto agli spettatori. Io cerco sempre di fare divertire il pubblico e di farlo sognare. Soprattutto, però, desidero ‘non tradirlo mai’.
Non mi interessa fare come altri che pensano soprattutto a loro stessi quando realizzano i propri film raccontando cose che interessano solo a loro. Io penso al pubblico.

Non ha mai pensato di curare anche la regia di un suo film?
Sì alle volte l’ho fatto. Fare il regista è una professione ‘vera’ e non è per niente facile. Probabilmente è un’esperienza che prima o poi farò. Per adesso sono entrato nella fase produttiva e sono affascinato dalle complicazioni e dalla modalità attraverso cui nasce un film. La regia è un passo in più che potrò fare quando sarò davvero convinto della sceneggiatura in mio possesso. Da lì parte tutto. Con una sceneggiatura precisa,forse, avrò il coraggio di fare il regista. La commedia è fatta di tempi. Matrimonio alle Bahamas durava originariamente oltre due ore e dieci. Lo abbiamo sintetizzato in un’ora e mezza per avere sia il racconto che i tempi comici giusti. Nel cinema comico, la tempistica è tutto per dare vita ad un film veloce e, soprattutto, divertente.

Qual è la sua sfida, oggi?
Produrre film per il pubblico, offrendo delle nuove storie. Cercare, pian piano, in Europa e – chissà – anche nel cinema americano.

Scritto da ADMIN
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