questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il potere rende intoccabili, ma prima o poi tutti cadono!

Attualità, Interviste

19/02/2013

Sessantatré anni portati benissimo, grande fascino e una classe che è data dalla sua calma, dalla sua lucidità, dal suo rispondere sempre in maniera profonda senza scomporsi mai… Si vede che Richard Gere ha assorbito in tutti questi anni gli insegnamenti del buddismo e sono diventati la sua vera essenza. Ma qui a Roma è arrivato per presentare un incredibile thriller dell’esordiente Nicholas Jarecki, Arbitrage, che uscirà con il titolo italiano, La frode, il 14 marzo per M2 Pictures e il suo personaggio, Robert Miller, è un uomo ben lontano dai pensieri e dagli insegnamenti dell’amico e maestro di Richard Gere, il Dalai Lama.

Se la storia non vi sembrerà particolarmente originale è la sceneggiatura, scritta sempre dal giovane Jarecki, a fare la differenza. Ogni personaggio del film ha una sua visione del mondo e noi spettatori osserviamo la vicenda da diverse angolature. Apprezzatissimo dalla critica, La frode, narra di Robert Miller (Richard Gere), miliardario, che sembra il ritratto del successo sia negli affari che nella vita famigliare. Ma c’è del marcio a New York e, soprattutto, nel mondo dell’alta finanza e, questo lo sappiamo anche noi, che non facciamo parte del club. In realtà il suo impero finanziario sta andando in malora, Miller cerca di vendere tutto prima di arrivare al tracollo, ma proprio nel momento in cui sta per chiudere l’affare viene incriminato, per errore, e questo mette sulle sue tracce il detective Michael Byer (Tim Roth). Nel frattempo la sua carissima moglie Ellen (Susan Sarandon) e la figlia Brooke (Brit Marling) cominciano a capire come stanno le cose… anche se ancora non sanno dell’amante di Miller, ovvero Julie, una splendida Laetitia Casta

“Arrivo ora da Amsterdam – esordisce Gere – dove ho presentato il film e dove c’è la sede della mia Associazione per il Tibet e là sono tutti silenziosi, educati, arrivo a Roma e scoppia un casino… mi piacciono le situazioni mutevoli. Inoltre questo film sembra perfetto per il vostro Paese: potere, corruzione, sesso, uomini d’affari che per anni hanno detenuto un enorme potere e ora sono in caduta libera… non è un’offesa sia chiaro, io adoro l’Italia, è una delle tante constatazioni che si possono fare girando per il mondo a presentare una pellicola”.

Mister Gere, La frode, è un thriller dalla trama già sentita ma scritto e girato in maniera sorprendente. Come si è affidato a Nicholas Jarecki che è un esordiente? “Perché sapete anche se io faccio parte degli intoccabili – del mondo del cinema – le cose sono, fortunatamente, molto cambiate in questi ultimi anni e io amo molto lavorare con  gente che mi stupisce. Quando Nicholas mi ha inviato la sceneggiatura sono rimasto veramente allibito dalla bellezza, profondità di analisi e di pensiero dello script e ho detto di sì subito… In realtà sono scritti tutti molto bene i personaggi e questo rende Arbitrage un grande film – anche se in realtà lo abbiamo girato in 31 giorni e con pochissimi soldi – perché dà la possibilità allo spettatore di immergersi in una famiglia che a causa dell’errore del maschio Alfa, del capofamiglia, cambierà punto di vista su tutto… e poi oltre alla famiglia c’è la legge e il povero innocente che viene messo in mezzo dall’uomo di potere. Chi ha potere pensa di essere un intoccabile e che tutto gli sia dovuto. Nel film tutti lavorano per Miller, anche i membri della sua famiglia, quindi devono stare alle regole del gioco. A volte si vince e, a volte, si va a fondo”.

E’ vero che con il fatto che lei è buddista molti fan ma anche giornalisti si stupiscono che lei interpreti uomini corrotti, assetati di potere, ambiziosi, gelosi, egoisti… “Sì è verissimo e questa è una cosa che mi fa sempre molto ridere e, allo stesso tempo, mi sorprende ogni volta. Io sono buddista, ho l’onore di conoscere e frequentare il Dalai Lama, ma come lavoro sono un attore, quindi posso interpretare chiunque… quello che, invece, cerco sempre di fare, in particolare con personaggi come Robert Miller è renderli umani per il pubblico. Il mio lavoro è rendere gli errori, i compromessi, le bugie che diciamo tutti noi - attraverso i miei personaggi – umani. Perché nessuno di noi penso possa affermare di non avere mai mentito o di non essere mai sceso a compromessi nella sua vita?! Certo il caso Miller è portato ad un livello sociale altissimo e quindi lo scandalo e la caduta sono rapportati al suo status. Ma non è un serial killer, non è uno psicopatico, è un uomo che ha fatto errori, anche molto banali, le cui conseguenze, però, hanno trascinato nel baratro anche tutti quelli vicino a lui, in primis la sua famiglia, poi i suoi collaboratori, e la sua amante. Io penso che quando si recita non bisogna mai dimenticarsi di chi siamo e di quello che sta avvenendo nelle nostre esistenze”.

Infatti uno degli aspetti più forti di La frode è che la storia è la rappresentazione di quello che la società chiede oggi agli esseri umani… “Esattamente. Per questo ho amato così tanto la storia. Un uomo come Miller pensa che tutti siano al suo servizio, che tutto gli sia dovuto, perché ha soldi e potere. Questa è la nostra maledizione. Il film non ha un messaggio, il messaggio è: guardati allo specchio! Una volta che ti sei sporcato l’anima come convivi con la tua coscienza? Questo ci ha portato a discutere molto sul finale del film. Volevamo aprire mille domande ma fare in modo che fosse il pubblico a trovare le risposte. Arbitrage è un film che ti spinge a guardare dentro te stesso, anche se non fai parte dell’alta borghesia newyorkese perché tutti i nostri problemi nascono dal fatto che ognuno di noi pensa che c’è solo lui al mondo, è questo ego smisurato che ci fa sentire al centro dell’Universo che ci porta alla rovina. Perché le cose non stanno in questo modo!”.

Il cast del film è tutto di altissimo livello, però sappiamo che lei conosce Susan Sarandon, che qui interpreta sua moglie, da molto tempo. Come è andata questa volta? “Conosco Susan da circa quarant’anni ed è una delle persone che stimo di più al mondo. Credo sia la seconda volta che in un film recita come mia consorte e sapete a volte è difficile lavorare con persone che conosci da tanto tempo ma non è il caso di Susan. Litighiamo in continuazione ma la nostra intesa è eccellente. Sarà per il fatto che per molti anni della nostra vita abbiamo abitato nella stessa casa, una parete divideva le nostre famiglie, e abbiamo condiviso tanto tra figli, scuola, vita quotidiana, rapporti di coppia… abbiamo sempre parlato molto io e lei di quello che pensiamo della vita, di come relazionarci con gli altri che è alla base della nostra società e quindi del mondo nel quale viviamo e che ognuno di noi partecipa a costruire”.

Mister Gere sappiamo che lei, oltre all’attività che da anni porta avanti per la liberazione del Tibet, è sempre impegnato in varie cause. Attualmente a cosa si sta dedicando? “Direi che il mio lavoro a tempo pieno è analizzare come funziona la mente umana. Facendo meditazione e grazie al buddismo ho capito quanto i pensieri siano la causa del nostro malessere. La mente è molto più del pensiero, che è un frutto di questa, quindi – veramente a tempo pieno – mi dedico a trovare la via per avere una mente sempre più calma, lucida e quindi focalizzata solo sulla mia vera identità. Questo porta a vedere quello di cui si ha realmente necessità e non ci si lascia distrarre dalle agitazioni, dai desideri, dalla ricerca del piacere che non servono a nulla, se non, a renderci solo ancora più vuoti e infelici. Vi assicuro che è un lavoro duro, perché non è semplice scardinare l’ambizione, la competitività, l’avidità che è insita nell’essere umano, o almeno nella maggior parte degli esseri umani, soprattutto occidentali e tutti improntati verso la ricerca del potere, del piacere, del denaro, dell’affermazione, dell’essere sempre migliori degli altri… ecco, questi sono i nostri migliori alibi per il fallimento esistenziale!”.

Grazie mille, Mister Gere, è sempre un onore e un piacere poterla ascoltare!

Ultima foto il regista: Nicholas Jarecki

La frode, sarà nei cinema italiani dal 14 di marzo, distribuito dalla M2 Pictures.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA