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Il Natale della Mamma (Im)Perfetta il 17 dicembre in sala

Recensioni, Serie TV

14/12/2013

Se fino a ieri potevamo pensare che Una mamma imperfetta fosse una brillante e finemente intelligente sitcom scritta e diretta dal geniale Ivan Cotroneo, oggi, con questo film per il cinema in uscita solo il 17 dicembre, mutuato dallo special di Natale televisivo dobbiamo ricrederci.

Questo show, in realtà, è qualcosa di più profondo e complesso e, sia il grande schermo (dove - si dice - 'si vede tutto'), sia la durata, mettono in luce la sua forza e la sua intelligenza.

Ma andiamo con ordine: la serie creata da Cotroneo ha allietato con due stagioni il 2013. Puntate autoconclusive di otto minuti che raccontano, episodio dopo episodio, le avventure di Chiara interpretata da Lucia Mascino e delle sue amiche: Alessia Barela, Vanessa Compagnucci, Anna Ferzetti. Poi ci sono i figli, i baby sitter, i baristi, le amiche

lontane,  ma soprattutto i mariti a partire da quello di Chiara,  interpretato dall'attore rivelazione Fausto Maria Sciarappa che con carismatici portamento e dignità supporta e sopporta le avventure cibernetiche e non della moglie.

In breve tempo questa serie televisiva prodotta dalla Indigo di Francesca Cima, Nicola Giuliano e Carlotta Calori in collaborazione con 21, società dello stesso Cotroneo, Raifiction e Corriere della Sera è entrata nell'immaginario collettivo del nostro paese, deflagrando come una bomba narrativa fatta di grazia e intelligenza.

Perché? Perché Una mamma imperfetta è una serie femminile, ma anche sulla famiglia moderna che non propone un modello borghese come tanta fiction italiana, bensì suggerisce un'idea imperfetta di un modus vivendi nonostante le tante problematiche intorno.

E' chiaro che Cotroneo, giustamente, non pesta l'acceleratore sulla realtà: problematiche economiche, personali e di altro genere restano un po' fuori dalla porta delle case delle mamme imperfetta, ma questo non per buonismo o perbenismo, bensì per una scelta narrativa precisa, ovvero quella di concentrare la serie e le storie

sui rapporti umani, facendo concessioni alla follia stile 'Ally McBeal' o al Woody Allen di 'Io e Annie' con cameo di Pierfrancesco Favino, Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini.

Come un postmoderno George Cukor (regista di grandi attrici e di film indimenticabili sulle donne) Ivan Cotroneo utilizza dialoghi e montaggio serratissimi per una serie che crea e acconta un universo, un immaginario collettivo che assomiglia alla nostra realtà o almeno a quella di una generazione per esplorare qualcosa

di molto più profondo di quanto appare. Le amiche di questa serie sono un po' delle Sex and the city girls, concentrate più sulla scuola dei figli che sul 'sex', ma non di meno, le loro storie divertono e talora riescono a scaldare il cuore perfino dei più cinici spettatori.  

In questo senso Il Natale della mamma imperfetta è una vera sorpresa: 90 minuti adrenalinici dove con un montaggio di Ilaria Fraioli stile documentario o serie americana e una sceneggiatura che rappresenta una delle cose migliori scritte in Italia da sempre dal punto di vista tecnico narrativo, Cotroneo, come un novello Mago di Oz, 'perturba' 

il suo universo narrativo con un crescendo di situazioni simil paradossali che vanno dalla 'paura del cenone', all'ossessione per i regali e per le decorazioni' fino ad arrivare all'inevitabile gran finale a sorpresa.

Un film vero e proprio dove il mondo che abbiamo conosciuto nelle puntate viste in Tv diventa qualcosa di più profondo e complesso e che conquista, come tutte le grandi storie, una dignità letteraria pur nella sua semplicità e nella sua vocazione inevitabilmente e giustamente commerciale. 

Il Natale della mamma imperfetta è una sorta di cine-tele panettone popolare e intelligente che affonda le sue radici nell'immaginario collettivo dell'Italia del ventunesimo secolo e - così facendo - lo influenza proponendo un canone di femminilità alternativo a quello che ci viene proposto in genere.

Merito di Cotroneo sceneggiatore, ma anche regista di donne che ha preso queste quattro attrici di talento e le ha spinte al limite in un binario di dialoghi e di storie borghesi fatte apparentemente di dialoghi banali che tutte hanno interpretato in maniera equilibrata, intelligente e diventando - a modo loro - delle icone

esattamente come le loro colleghe d'oltreoceano Sarah Jessica Parker & Co. 

Merito, però, anche di una produzione lungirmirante che dimostra come si può fare del cinema e della televisioni intelligenti e commerciali, senza rinunciare alla qualità e ad un gusto per la narrazione dove la normalità può essere raccontata per come è, senza dovere andare a flettere o ad esagerare.

Il Natale delle mamme imperfette è un gioiello, che rappresenta una delle cose migliori mai realizzate in Italia per il grande pubblico, perché con ritmo, velocità e divertimento colpisce lo spettatore per oltre un'ora e mezza.

Non ci sono esplosioni, ammazzamenti, sesso selvaggio, droga, ambiguità e nemmeno battutacce e situazioni pecorecce, c'è la realtà, o almeno una sua idea e intepretazione che vive in uno spazio e in un tempo ben preciso, diventando un universo narrativo non troppo dissimile da quello dei fumetti Marvel o delle lunghe serie americane.

In questo il lavoro di Cotroneo rappresenta un unicum di intelligenza e di smagliante brillantezza narrativa. Anche se qualcuno potrà obiettare che la serie ha dei limiti sul piano della visione del mondo e che - spesso - gli uomini e i padri sono meglio di quanto vediamo raccontato, in realtà quello che potrebbe sembrare un difetto è il suo

pregio più grande perché Il Natale della mamma imperfetta è la rappresentazione ed esplicitazione di un universo narrativo a sé stante, dove vigono regole precise e nel quale Cotroneo propone un racconto ed un'interpretazione della realtà e non un modello di narrazione.

Per questo le concessioni alla follia che vanno dagli incubi horror alla mamma che fa finta di essere ebrea pur di rinunciare al cenone, costituiscono le chicche che un grande sceneggiatore, un ottimo regista e uno scrittore dal talento ancora tutto da scoprire ci regalano con questo film che, in fin dei conti, alla base del suo valore produttivo

e tecnico ha soprattutto l'essere un grandissimo divertimento visionario, da non perdere per chi ha amato la serie, ma anche per chi vuole essere sorpreso da una produzione italiana dove sotto l'apparente leggerezza nasconde una magmatica genialità creativa. 

Bravo Cotroneo che con questo film si candida ufficialmente ad essere il Richard Curtis italiano e uno degli sceneggiatori e registi di punta del nostro paese: tra televisione e cinema. 

Scritto da Marco Spagnoli
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