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Il giorno in più di Fabio Volo

Attualità

06/12/2010

Il giorno in più è il primo dei romanzi scritti da Fabio Volo ad essere adattato per il cinema: arrivato nelle librerie nel 2007 è riuscito a vendere ben un milione di copie, iniziando un fenomeno editoriale che ha portato l'autore ad avere in classifica contemporaneamente quattro libri: Esco a fare due passi, E' una vita che ti aspetto, Un posto nel mondo e Il tempo che vorrei. Fabio Volo interpreta il ruolo di Giacomo Bonetti (vero cognome dell’autore), impeccabile nel lavoro, di successo con le donne e in grado di evitare ogni legame affettivo e sentimentale. Tutto cambia quando incontra una ragazza su un tram (Isabella Ragonese) e la sua immagine e la sua bellezza lo colpiscono al punto tale da diventare una vera ossessione. Ogni mattina non aspetta altro che vedere lei e Giacomo inizia a chiedersi se ci si possa innamorare di una donna di cui non si sa nulla. Ma un giorno lei gli chiede di prendere un caffé insieme. Lei si chiama Michela e il giorno dopo si trasferirà a New York dove ha ottenuto un incarico in una famosa casa editrice... Dopo molte consultazioni con la sua amica del cuore, Silvia, Giacomo deciderà di prendere un aereo. Destinazione: New York City. Il film, le cui riprese sono finite, è stato diretto da Massimo Venier e nel cast ci sono anche Pietro Ragusa, Stefania Sandrelli, Jack Perry, Roberto Citran e Luciana Littizzetto che apparirà in un piccolo cameo.

La sceneggiatura de Il giorno in più è stata scritta da Michele Pellegrini, Federica Pontremoli, Fabio Volo e Massimo Venier e la produzione è stata affidata a Beppe Caschetto per ITC Movie e RAI Cinema. Il film uscirà per 01 Distribution il prossimo anno.

Abbiamo incontrato Fabio Volo alle Giornate Professionali di Sorrento e abbiamo chiacchierato del film, e non solo... Volo le riprese del film sono finite. Avete girato tra New York e Milano com’è andata? Benissimo perché la cosa che mi premeva di più è che il film venisse intriso di quell’atmosfera che solo una città come New York possiede... e ci siamo riusciti, questo mi dà molta carica e soddisfazione. Anche perché New York è veramente una città dove può accadere qualsiasi cosa e quindi la storia che racconto io, con quello sfondo, sta in piedi perfettamente.

Da dove nasce l’idea di Il giorno in più? E’ un libro dedicato molto alle donne, perché mi ha sempre dato fastidio sentire quelle frasi del tipo: ‘Ma hai già trent’anni e non sei ancora sposata?’. Io non ho nulla contro il matrimonio sia chiaro ma nemmeno penso che sia la realizzazione di tutte le esistenze sulla Terra. Ognuno di noi è una persona e ha i suoi obiettivi e la sua evoluzione può passare attraverso le strade più diverse. In questo modo ho dato vita ad un fidanzamento a termine, Michela e Giacomo decidono di stare insieme per nove giorni... e poi... arriva ‘il giorno in più’. Quello che voglio dire è che nel personaggio di Michela mi nascondo io, o lo ‘scrittore’ che ogni tanto esce in me, ho fatto dire a lei le cose che penso. Se uno ha letto il libro vedrà che Michela dice sempre tutto quello che pensa... sulla famiglia, sull’amore, sui figli, sui sogni, sul lavoro, su qualsiasi cosa...

Ha sempre pensato ad Isabella Ragonese per interpretare il ruolo di Michela? Veramente no. Ci è venuta in mente mentre stavamo scrivendo la sceneggiatura, ad un certo punto è uscito il suo nome e, io, sono stato uno dei suoi sostenitori. Ma devo dire che in generale un po’ a tutti è sembrata l’interprete perfetta... e così è andata.

Quando è nata l’idea di fare un film dal romanzo Il giorno in più? Me lo hanno proposto non è stata una mia idea. E devo dire che, effettivamente, era il più adatto ad essere portato sul grande schermo. L’unica condizione che ho chiesto è stata quella che avrei detto di sì solo se potevo partecipare alla stesura della sceneggiatura, più ancora che interpretare il ruolo di Giacomo. Questo è venuto dopo, in un primo momento, non era affatto detto che lo dovessi impersonare io. Poi con il passare del tempo sono entrato sempre di più dentro il progetto e quindi è venuto abbastanza naturale anche il fatto che diventassi anche il protagonista della mia storia. Ma partecipare alla stesura della sceneggiatura era, in assoluto, la cosa a cui tenevo maggiormente.

Ci sveli un segreto... Lei si presenta sempre come un single convinto, un po’ cinico verso le relazioni sentimentali. I protagonisti dei suoi libri sono abbastanza diversi ma abbiamo il sospetto che le assomiglino più di quello che vuole ammettere... Ma, credo che quello che avete detto sia vero. Giacomo mi assomiglia?! Sì nel senso che in ogni personaggio che faccio al cinema o che diventa protagonista di un mio romanzo, chiaramente, c’è una parte di me. Personalmente però sono piuttosto cinico, è vero. Non penso che nella realtà di oggi ci siano molte storie d’amore come quella che descrivo ne Il giorno in più. Io costruisco un personaggio e poi da una sua caratteristica amplifico tutto e lo faccio diventare una vicenda che non è detto abbia attinenza con quello che vivo io. E anche il contrario. Come con le donne, basta a volte che mi piacciano le mani di una donna, e io parto subito con un gran entusiasmo. Per me è già sufficiente, poi mi concentro su quello e ‘volo’ – scusate il gioco di parole – con la fantasia. Tornando invece alla scrittura, i bravi scrittori non sono mai completamente un personaggio dei loro libri, io, invece, entro un po’ dentro tutti. Ma come dice Barbara Alberti: ‘L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è copia’.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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