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Il Gatto con Gli Stivali: Antonio Banderas ‘ il mio felino dal cuore grande’

Attualità, Personaggi

25/11/2011

“Quando appare per la prima volta in Shrek, Gatto pronuncia una frase che è stata profetica: ‘abbiate paura di me, se potete’. Fare un film su di lui era praticamente destino”. E’ Antonio Banderas a parlare nella conferenza stampa romana de Il Gatto con gli Stivali 3D, che sarà nelle sale per Universal in 400 copie, a partire dal 16 Dicembre. Lo attende una concorrenza spietata, perché in campo scenderanno l’ormai immarcescibile cinepanettone, Sherlock Holmes 2, Finalmente la felicità e Le Idi di Marzo.

Spin off dedicato al caliente felino apparso per la prima volta in Shrek 2, il film è un prequel che ci porta alle origini della storia del micio, prima ancora che incontrasse l’orco verde. Lo troveremo alle prese con il furto dell’Oca dalle uova d’oro, accompagnato da Humpty Dumpty e dalla volitiva gattina Kitty, doppiata da Salma Hayek. Banderas presta movenze e voce all’irresistibile protagonista, oltre ad essersi prestato anche al doppiaggio italiano. Simpatico, entusiasta e divertito, l’attore risponde così a chi gli chiede come mai non parli nella nostra lingua anche durante la conferenza: “ Non mi hanno scritto le riposte da leggere (ride)”. E poi prova ad interagire: “ Io amo l’italiano, però ho paura di ‘esbagliare’, that’s why no lo parlo molto”.

Regia, produzione e cast, avete sentito la responsabilità di portare sul grande schermo un personaggio così amato? Risponde il produttore Jeffrey Katzenberg: “ Bè si, ma abbiamo avuto la fortuna di avere in regia Chris Miller, che è stato per 10 anni nel team creativo di Shrek. Lui ha voluto prendersi questa responsabilità”. Ci sono possibilità di un sequel? Miller: “ Tutto dipende come sempre dall’accoglienza del pubblico in sala ed ovviamente dalla disponibilità di una buona storia”. Quali sono state le difficoltà tecniche nella realizzazione? Miller: “ Abbiamo impiegato quattro anni per portare a termine il film. L’unica difficoltà era l’esigenza di creare dei personaggi morbidi, ‘pellicciosi’. Per Gatto abbiamo creato un mondo nuovo, la sceneggiatura infatti non richiama mondi delle fiabe come Shrek, ma è ambientata in un mondo della fiabe più latino e mediterraneo".

Salma Hayek e Antonio Banderas, quanto vi siete divertiti nell’interpretare questi personaggi? Hayek: “ E’ stato un lavoro meraviglioso, perché per la prima volta non avevo bisogno di essere truccata! Il personaggio di Kitty è bellissimo, lei è forte, femminista divertente”. Banderas: “Una volta dati dei parametri e dei limiti al personaggio, è tutto molto divertente, per quanto sia stancante la prima fase di animazione e anche il doppiaggio, soprattutto in una lingua diversa”.

Mr Banderas, il film ha la tendenza a puntare tutto sulla fratellanza e sull’amicizia. Succede a Gatto con Humpty Dumpty che ne combina di tutti i colori… “Se torniamo all’inizio della storia di Gatto, in Shrek, lui viene presentato come un assassino che viene agganciato da Shrek e Ciuchino - spiega l'attore - Rimane con loro perché in loro trova una famiglia e in questo film scopriamo perché è così predisposto per l’amicizia. E’ cresciuto in orfanotrofio, ha bisogno di essere amato”. Lei ha dichiarato che Gatto è molto simile a lei. Per quali aspetti? “ Davvero? E quando lo avrei detto? (ride). Scherzi a parte, mi somiglia nell’aspetto spagnoleggiante, lo abbiamo reso malagueno come me, ma lui ha delle caratteristiche umane che io vorrei avere, è leale, sa perdonare, è coraggioso, io adoro questo personaggio”.

Quali sono state le difficoltà nel doppiarlo nelle varie lingue? “ Bè quando doppi devi addattarti alle caratteristiche del personaggio, aggiungendo come puoi cose qui e là. In generale ci siamo divertiti a creare il contrasto con il suo aspetto tenero, e la vociona roca.Nella versione spagnola abbiamo calcato molto sulla ‘s’ sonante, mentre in italiano ha solo uno spiccato accento spagnolo, io ho aggiunto qualche sospiro, qualche battuta in più qui è là”. Le piace il cinema italiano? Le piacerebbe lavorare qui? “ Io sono dell’idea che si può lavorare in qualsiasi posto, quando c’è una buona storia – dice – Recentemente ho cambiato agente e adesso lavoro solo con chi mi trovo bene. Anni fa Sorrentino mi propose una storia su un cubano che va a cercare suo figlio negli Stati Uniti, ma non la dirigerà lui e non so quando verrò effettivamente coinvolto. Sono molti impegnato con altre produzioni e ho anche una società d’animazione (con la quale è stato candidato agli Oscar per il corto La dama y la muerte)”.

Vi ritroveremo in un sequel quindi? Hayek: “ Io e Antonio stiamo già scegliendo i nomi per i nostri gattini”. Banderas: “ Certamente. Adesso però ‘soy un gato, molto stanco’!”.

 

Scritto da Manuela Blonna
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