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Il futuro è una lotteria. Waiting for Superman di Davis Guggenheim

Attualità, Recensioni

04/11/2010

Davis Guggenheim, regista di Una scomoda verità in cui Al Gore raccontava al mondo i problemi della situazione ecologica mondiale, si prende una pausa dalla sua attività di autore televisivo per tornare ad occuparsi del problema molto complesso legato all’istruzione negli Stati Uniti.

Waiting for Superman è un ritratto impietoso del sistema scolastico americano pieno di inefficienze, oberato dalla burocrazia, incapace di rispondere alle istanze della modernità e lacerato dalle contraddizioni. Nel paese dove i licenziamenti senza giusta causa risultano essere più semplici che altrove, mandare a casa un insegnante inetto, fannullone, lascivo o anche violento risulta estremamente difficile.

Non solo, le scuole peggiori sono quelle che segnano irrimediabilmente l’avvenire dei propri studenti, nonostante una consapevole ribellione dei genitori.

In tutto questo esistono delle scuole pubbliche modello, dove accedere, però, diventa in compenso difficilissimo: così il film dedica ampio spazio a raccontare le storie di bambini e preadolescenti che hanno un sogno: quello di potere studiare davvero e, così, nonostante condizioni sociali talora disagiate, arrivare, finalmente, al College.

Come entrare, però, in scuole, di fatto, a numero chiuso? Partecipando alle lotterie che gli istituti scolastici tengono per fronteggiare in maniera cristallina al surplus di domande e per selezionare i nuovi alunni.

Le palline che girano, i numeri estratti da uno speaker dotato di microfono segnano così, forse, irrimediabilmente il destino di ragazzi e ragazze che altrove non avranno la possibilità di trovare quello che queste rare oasi di efficienza offrono.

Il cuore si stringe dinanzi al racconto in lacrime di madri che fanno sacrifici immani, talora senza riuscirvi, a mandare i loro figli nelle scuole giuste, cercando di conquistare per loro uno spicchio di quel futuro che Bill Gates, il fondatore di Microsoft, considera saldamente legato alla questione dell’educazione negli Stati Uniti, un paese costretto a “importare” occupati altamente qualificati sul piano tecnologico.

Gli sguardi smarriti di due bambine, una cui addirittura è stato ‘sequestrato’il diploma perché la madre single non era in grado di pagare la retta, diventano un vero e proprio dolorosissimo atto d’accusa di un sistema preso in ostaggio da scartoffie e burocrati, contro cui perfino alcuni riformisti più illuminati sembrano impotenti.

Esemplare il caso di Michelle Rhee, sovraintendente delle scuole di Washington impegnata in una lotta serrata contro le pretese dei sindacati e in difesa del tentativo di rinnovamento di un sistema inefficiente in maniera conclamata.

Dopo una lunga e fruttuosa battaglia, Rhee si è dimessa perché costretta a confrontarsi con un sistema educativo fatto di privilegi e di partiti presi.

Waiting for Superman in tutta la sua lucida crudezza è anche la storia di come educatori lungimiranti come Geoffrey Canada hanno saputo creare valide alternative realizzando dei veri e propri miracoli di efficienza: piccoli Supermen in grado, se non di salvare l’intera umanità, almeno di aiutare alcuni singoli a potere sperare in un futuro migliore.

Un documentario interessante, rilevante e coerente con l’analisi di un mondo occidentale in sofferenza in quanto incapace di registrare e assimilare i cambiamenti di un’epoca che richiede non solo una flessibilità dinanzi alle istanze di un pianeta sempre più globalizzato e veloce, ma anche una sempre maggiore cura nei confronti della più grande ricchezza dell’umanità: le giovani generazioni.

Scritto da Marco Spagnoli
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