questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il futuro della Marvel dopo The Avengers

Attualità, Interviste, Personaggi

23/04/2012

Intervista esclusiva a Kevin Feige, Produttore di The Avengers e Presidente dei Marvel Studios

Produttore di The Avengers e Presidente dei Marvel Studios sotto la guida di Avi Arad, Kevin Feige, secondo Variety, potrebbe diventare il nuovo capo mondiale della produzione Disney, dopo il licenziamento in tronco di Rich Ross lo scorso weekend. “Ho letto anche io la notizia e non so nulla di preciso, perché sono stato diverse ore in aereo per venire qui a Roma.” Dice diplomaticamente Feige, responsabile della produzione Marvel a partire dagli ultimi dodici anni quando si sono formati i Marvel Studios “Preferisco procedere un passo alla volta e i miei prossimi passi sono Iron Man 3 e Thor 2. Vede l’obiettivo di tutti quelli che lavorano ai Marvel Studios è quello di sviluppare l’esperienza dei fumetti e di portarla sul grande schermo. Questa è la nostra passione e il nostro sogno: fare provare al pubblico quello che qualsiasi lettore di fumetti ha provato in vita sua. Girare le pagine per vivere sorprese continue. Questo è sempre stata la nostra più grande ambizione. Un film come The Avengers senza avere al suo cuore dei caratteri interessanti e una storia, sarebbe stato solo un grande caos pieno di effetti speciali noiosissimi. Per questo abbiamo scelto un regista come Joss Whedon capace di fare un cinema dove sono i personaggi a contare davvero. A dispetto del grande spettacolo, ero certo che con lui alla guida, nessuno dei tanti protagonisti si sarebbe “perso” lungo la strada. Crediamo che il senso dell’umorismo connesso al suo lavoro riesca a guidare sempre più in profondità il pubblico rispetto a queste storie.”

Cosa è cambiato da quando siete diventati autonomi?

Abbiamo deciso di assumerci dei rischi che con altri Studios, forse, non sarebbe stato possibile correre. Scegliere Robert Downey Jr. per Iron Man, a molti, era sembrato un azzardo e un rischio di una quantità eccessiva di denaro. Per noi, però, le vere Star sono i film e le storie. Tale situazione ci ha reso liberi di potere scegliere gli attori migliori per i ruoli nei nostri film. Né Robert Downey, né tantomeno Chris Hemsworth avevano portato sulle spalle delle produzioni tanto grandi e importanti, ma hanno dimostrato di saperlo fare molto bene. Certo, ci tremano i polsi mentre facciamo certe scelte, eppure, alla fine, siamo convinti che i veri rischi starebbero nel comportarci altrimenti e piegarci alle regole hollywoodiane che, di tanto in tanto, determinano l’insuccesso di alcune produzioni.

Come avete fatto a restare fedeli ad una visione che non sceglie l’attore o l’attrice di moda, che non mette alla guida del film il regista videoclipparo che non sa nulla di fumetti, che non snatura i personaggi, ma li adatta alla trasposizione per il grande schermo?

Grazie al pubblico che viene a vedere i nostri film: fino a quando avremo successo potremo farlo. Noi siamo fedeli alle storie e ai personaggi Marvel. Tutte le nostre decisioni vanno in questa direzione: non seguiamo le mode e non facciamo le nostre scelte pensando a chi e cosa sono al numero uno del Box Office il lunedì mattina.

Non crede che voi, in fin dei conti, avete un approccio “autoriale” al vostro lavoro?

Probabilmente, ma sa questo accade perché impari dai tuoi errori e da quelli degli altri. Quando abbiamo iniziato a pensare al primo X Men c’era stato un film come Batman & Robin che aveva insegnato a Hollywood come non basti mettere delle grandi Star nei film per avere successo. Noi abbiamo preferito scegliere un regista come Bryan Singer e metterlo alla guida di un progetto dove la storia e i personaggi fossero al centro della narrazione. Hugh Jackman, in quegli anni, non era certo una Star. La regola è che tutto deve partire dai fumetti.

Cosa avete imparato dai vostri errori?

La mia fortuna è quella di potere avere lavorato con i diversi Studios che hanno prodotto e distribuito i film Marvel prima del nostro accordo con la Disney. Ho seguito personalmente i momenti in cui sono stati scelti Singer e Sam Raimi, capendo molte cose. Ho visto come le cose possono funzionare bene con la scelta di alcuni attori e di quanto possano andare male con la scelta di altri che non le nominerò, ma che sono sicuro lei e i lettori di Primissima hanno bene in mente. Dai nostri errori e da quelli degli altri abbiamo imparato a costruire un modello di lavoro che ci sta dando grandissime soddisfazioni e che incontrano i favori del pubblico. La regola aurea? Produrre film per cui faremmo la fila al cinema come spettatori. Siamo anche dei fans.

Voi avete dato dignità ai “Nerd” di tutti il mondo…

E’ vero: nessuno voleva ammettere di essere un “Nerd”, mentre oggi ci sono persone che si spacciano per esserlo stato…va anche detto però che i nostri film sono pensati ‘per tutti’. Vogliamo che funzionino per il grande pubblico così come per gli appassionati. Non ho mai letto i libri di Harry Potter, ma amo la serie di film. Lo stesso facciamo noi alla Marvel: vogliamo creare storie che possano riguardare tutti gli spettatori.

Il vostro lavoro sembra essere stato pianificato a partire da Iron Man…

In realtà Iron Man è stato un tentativo di prendere una direzione nuova: Marvel detiene i diritti di 8000 personaggi e per noi era molto interessare potere sfruttare l’interconnessione tra tutti quanti loro nei nostri film. Da quel film abbiamo iniziato a introdurre nei film nuove figure dell’universo Marvel senza sapere davvero se avrebbero funzionato alla fine.

Adesso quanti anni di lavoro avete già programmato?

Con The Avengers si chiude la fase “uno” costituita dai primi film di Iron Man, Hulk, Capitan America, Thor e dal secondo Iron Man. Ora inizia la seconda fase che potrebbe portare, se questo funziona, al secondo film sui Vendicatori: le riprese di Iron Man 3 iniziano tra quattro settimane, quelle di Thor 2 ad agosto eppoi arriveranno Capitan America 2 e, forse, Ant-Man. In estate, se tutto va bene, dovremmo potere fare un grande annuncio. Edgar Wright ci sta lavorando da qualche anno e speriamo, presto, di potere raccontare delle novità a riguardo.

Parliamo di Deadpool e di un re-boot dei Fantastici Quattro?

I diritti sono della 20Th Century Fox, quindi non posso dire nulla a tale riguardo…

Il film sul Dottor Strange?

Lui e Ant Man sono i personaggi che tutti desideriamo vedere presto al cinema.

I fumetti Marvel hanno sempre affrontato temi come la diversità e le problematiche personali. Avete dei progetti in tal senso nel prossimo futuro?

Certamente ci stiamo pensando: prima che io arrivassi alla Marvel Wesley Snipes ha fatto un grande lavoro con Blade. Adesso noi abbiamo qualche idea per personaggi come Luke Cage e Pantera Nera. Ci piace la diversità dei nostri personaggi e intendiamo sfruttarla.

Avete mai pensato ad un incontro tra i vostri eroi e quelli della DC Comics?

Al momento è impossibile, ma ‘mai dire mai’. Solo qualche anno questi film che stiamo facendo era impossibili da immaginare, ed ‘eccoci qua’ quindi…

Nei titoli di coda di The Avengers si vede un personaggio amato dai fan…avete progetti per lui?

Non riveliamone il nome per non rovinare la sorpresa al pubblico. Lo vedremo, forse, presto, ma non Iron Man 3 che è una storia tutta incentrata su Tony Stark e su una serie di guai molto seri che si troverà ad affrontare.

Tornando alla scelta dei registi, come lavorate sui prossimi film?

Non miriamo all’effetto sorpresa, ma a scegliere le persone migliori per raccontare le storie con il tono che vogliamo. Non abbiamo l’idea di tutta la storia, per questo motivo incontriamo molte persone e, alla fine, scegliamo quelle che ci piacciono di più e che riteniamo in grado di guidare in porto i nostri progetti che richiedono tra i due tre anni per il loro compimento. Sto incontrando in questi giorni alcuni registi per i film del futuro e il metodo è sempre lo stesso: basarsi sulla professionalità di chi ti trovi davanti e sull’istinto.

Avremo delle sorprese?

Penso proprio di sì anche se, guardando in retrospettiva i film che abbiamo fatto, oggi nessuno pensa ai nomi di Jon Favreau e di Kenneth Branagh come a delle sorprese, bensì a delle scelte ovvie.

Ha incontrato John Lasseter come capo della produzione animata Disney?

Sì e stiamo valutando se realizzare un film d’animazione su un personaggio che non abbiamo ancora portato sul grande schermo. E’ un tema che affronteremo non necessariamente con la Pixar, ma più probabilmente con i Walt Disney Animation Studios.

Parliamo di televisione?

Ci sono dei progetti rispetto alle possibilità di una serie legata a Punisher e, in futuro, di un’altra su Hulk. Vedremo.

La vostra sfida principale per il futuro?

Prendere decisioni come quella che ci ha portato a scegliere di ambientare il primo Capitan America negli anni Quaranta. Fare sempre film che riguardano il cuore dei personaggi e non i costumi che indossano. Noi puntiamo a raccontare storie universali allargando la definizione stessa di quello che può essere un blockbuster tratto da un fumetto ambientando i film non solo sulla Terra, ma anche su altri mondi e nello spazio profondo.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA