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Il Friuli Venezia Giulia censura Bellocchio

Attualità

21/05/2012

Niente fondi dal Friuli Venezia Giulia per La bella addormentata, film di Marco Bellocchio interpretato da Toni Servillo e Alba Rohrwacher, che trae ispirazione dalla vicenda di Eluana Englaro (nella foto), tenuta in coma vegetativo per diciassette anni, finché grazie alla determinazione del padre contro tutto e tutti, non gli sono state sospese le cure. 
Nonostante il finanziamento di 150mila euro fosse stato già approvato dalla Film Commission della regione, la giunta Tondo nella persona di Edoardo Sasco (Udc) ha proposto di dirottare i fondi altrove, censurando di fatto un autore come Bellocchio. Evidentemente le recenti dichiarazioni del regista, nelle quali precisava che Eluana Englaro è solo lo spunto per il suo film e che la vicenda è totalmente inventata, non devono aver convinto la giunta di centrodestra. Oltre al film del regista emiliano, il taglio orizzontale che azzera di fatto il Fondo Cinematografico del Friuli, colpirà anche il film di Giuseppe Tornatore, The best offer, a cui la film commission aveva assegnato 70 mila euro.

Soddisfazione per questa azione 'punitiva' è stata espressa dall'Assessore alle Attività produttive Federica Seganti (Lega Nord) che ha commentato che quel rifiuto rappresentava «l’unica soluzione tecnicamente legittima che potevamo adottare» e aggiunge «a titolo personale, sono contenta di averlo fatto e lo rifarei».

La vicenda ha provocato una dura reazione da parte dell'Anica, come si legge nel comunicato appena trasmesso: "La decisione presa dall’Assessora regionale alla Cultura del Friuli di privare i fondi alla Film Commission regionale, è di una gravità dirompente. E’ evidente che la decisione, che rende inefficaci le legittime delibere già assunte dalla Film commission in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti, è stata presa per ragioni strumentali e ideologiche, per impedire che il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio ricevesse il contributo cui aveva diritto.

 Le conseguenze sono devastanti: anni di buon lavoro della Film commission, che aveva saputo attirare in Friuli produzioni importanti e qualificate, vanno in fumo per la perdita di autonomia e credibilità che le viene inflitta.

Si crea un alibi e un incentivo alla delocalizzazione della produzione: episodi di questo genere certo non possono succedere in nessuno dei Paesi concorrenti (incluse Romania, Bulgaria, Ungheria…). Si fa cadere l’intero edificio degli incentivi volti ad attrarre investimenti esteri in Italia: quale produzione straniera si fiderà a venire in un Paese in cui il potere politico può agire arbitrariamente senza alcun rispetto per la legge, per puri motivi propagandistici?".

Scritto da Piero Cinelli
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