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Il film evento dell’anno: The Social Network di David Fincher

Attualità, Recensioni

02/11/2010

In un certo senso, The Social Network è un film molto simile a quelli sulla nascita dei Supereroi. Tutti sappiamo come è andata a finire la storia di Mark Zuckerberg e se state leggendo questa recensione c’è una buona possibilità che sia nella versione di Primissima su Facebook e quindi ci troviamo in un vero e proprio paradosso in cui il mezzo e il messaggio sono molto vicini.

La differenza tra le pellicole dove ‘con grandi poteri arrivano grandi responsabilità’ sta, però nel fatto che il protagonista di questo film non è né simpatico, né tantomeno un eroe, bensì un vero genio naturale che, sotto l’apparenza di un ragazzo come tanti, ha cambiato la storia recente del mondo, trasformando un’intuizione in qualcosa di più concreto, ovvero un mezzo di comunicazione di massa utilizzato costantemente da oltre cinquecento milioni di persone.

La trama parte quando Zuckeberg e un gruppo di amici fonda Facemash prima e The Facebook poi. Siti e concetti, antesignani del moderno Facebook che solo sei anni fa ha fatto la sua comparsa in rete diventando un successo immediato, grazie ad un’insolita quanto sapiente strategia di lancio.

Grazie alla regia solida di un ritrovato David Fincher e ad una sceneggiatura altrettanto intelligente, ironica e concreta scritta dal creatore di West Wing, Aaron Sorkin, The Social Network conquista immediatamente l’attenzione dello spettatore, perché le cause intentate al protagonista dai suoi ex amici costituiscono uno strumento interessante per arrivare al cuore di un personaggio controverso, che – paradossalmente – pur avendo creato lo strumento in grado di mettere in comunicazione il più alto numero di persone possibili, appare condannato, dal proprio carattere e perfino dalla sua stessa visione del mondo, ad un’incredibile e disperata solitudine. Un film dall’ottimo ritmo che coinvolge fino in fondo il pubblico: al di là dell’elemento biografico quello che colpisce lo spettatore, è la capacità di restituire in maniera molto diretta una serie di intuizioni geniali, facendo di questo film, certamente una pellicola di grande intrattenimento, ma, al tempo stesso, sicuramente una storia dall’orizzonte narrativo più ampio. Avere scelto grandi talenti come Jesse Eisenberg, Andrew Garfield e Justin Timberlake nei ruoli principali ha consentito a Fincher, di proporre la storia della nascita di Facebook in tutta la sua nomalità e banalità. Un modo per conoscere ragazze, diventato un’attività commerciale dal valore, oggi, di venticinque miliardi di dollari.

Interessante, insolente e talora spregiudicato nei suoi giudizi sulla nostra società, The Social Network è senza dubbio uno dei migliori film dell’anno, ma anche, di per se stesso, un vero evento cinematografico per il suo avere come protagonista un personaggio al limite dell’autismo, di cui non si può che apprezzare l’enorme talento e di cui spaventa, o perlomeno dispiace, l’essere drammaticamente anaffettivo. Una persona vulnerabile capace di difendersi con sarcasmo e genialità, entrato in conflitto con un mondo che ha compreso in pieno, ma che non sembra affatto disposto ad amare.

Scritto da Marco Spagnoli
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