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Il Festival di Roma si apre con Alessandro Genovesi e il suo magico Soap Opera

Attualità, Conferenze stampa, Eventi

16/10/2014

La prima giornata della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma è stata avvolta dal sogno e dalla neve di Soap Opera, il nuovo film di Alessandro Genovesi che ha portato un cast spettacolare negli studi di Cinecittà, per realizzare una commedia agrodolce, sospesa in un luogo e in un’epoca indefiniti, per commuovere e far sorridere il pubblico dall’inizio alla fine. Le storie degli inquilini di una palazzina qualsiasi, si intrecciano e si completano con una serie di situazioni esilaranti, romantiche e drammatiche. “Aprire il festival con Soap Opera è stato un atto di coraggio, di cui il cinema italiano ha bisogno” ha dichiarato Giampaolo Letta della Medusa, durante la conferenza stampa del film, nella quale il regista e il cast hanno raccontato questa loro esperienza dentro e fuori dal set.

Soap Opera nasce da una mia idea scritta in un primo momento per il teatro. Poi non è mai stato messa in scena, è rimasto da parte per qualche anno e poi grazie a Medusa e a Colorado Film ha preso vita al cinema. E’ stato riscritto per il cinema e sono cambiate molte cose rispetto alla stesura originale, coinvolgendo gli attori da subito. Io sono abituato all’idea di compagnia poiché ho fatto l’attore di teatro per molti anni. Mi interessava che il film fosse accogliente, un luogo in cui tutti vorrebbero vivere. C’è freddo fuori, ma gli interni li volevo caldi. Anche la pellicola dà questo effetto, perché il film è girato in 35mm e all’interno di Cinecittà, ricostruendo tutto quello che vedete” ha spiegato Alessandro Genovesi, che confeziona un prodotto di respiro internazionale, ricco di colori, ironia e una poeticità che ricorda i film di Wes Anderson o Gondry, come afferma lui stesso: “I miei riferimenti sono nel cinema anglosassone. Mi piace Wes Anderson, perché ha inventato un nuovo modo di raccontare le storie. Se c’è una similitudine, sta nel mettere un cast di attori e star in un mondo bizzarro, inventato. Quel gruppo di creativi sono i più interessanti per questo tipo di cinema, Kaufman, Spike Jonze, Gondry etc… Sono nato nel 1973 quindi per gli altri sono troppo piccolo per sentirmi simile a Fellini, Scola o altri”.

Fabio De Luigi è Francesco, un uomo semplice che ha tradito la sua fidanzata, ma è ancora perdutamente innamorato di lei. Quest’ultima, interpretata da Cristiana Capotondi, si è fatta un’altra vita, mentre Paolo, il miglior amico di Francesco, interpretato da Ricky Memphis, aspetta un figlio da Elena, ma vive una crisi di identità pensando di essere innamorato dell’amico. Alice (Chiara Francini) è una frizzante e sensuale attrice di soap opera con un debole per gli uomini in divisa. Tutti i personaggi vivono nella palazzina di proprietà di due gemelli diversi, con il volto di Ale e Franz, e quando un inquilino si toglie la vita ad inizio film, il motore della storia inizia a girare, catturando l’attenzione dello spettatore in un’atmosfera artificiale ma coinvolgente e avvolgente. “Questo è il mio mondo e il mio tipo di ironia, questa storia si prestava a questo tipo di narrazione. Il film è molto semplice, ha come argomento principale quello dell’amore. Il titolo ti consente di mettere dentro tante cose, come un contenitore. E poi molto dipende dagli attori, ho tenuto ad uno stile recitativo realistico e naturalistica” ha spiegato Genovesi, che ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di scrivere e raccontare storie originali, per un tipo di cinema nuovo ed insolito nel panorama italiano. 

Questo film è ricco di momenti di puntuale e sagace intelligenza ed ironia, proprie del mondo di Alessandro. Questo film rispecchia infatti la sua personalità. E’ un film molto rotondo e un bell’esperimento e spero abbia successo” ha dichiarato Cristiana Capotondi, mentre Fabio De Luigi, che aveva già diviso la scena con lei nel film Il Peggior Natale della Mia Vita, ha aggiunto: “Ci sono dialoghi nella sceneggiatura in cui gli attori come me, Diego o Ale e Franz, sono abituati a far proprio il personaggio e d’istinto rendono più credibile quel dialogo”. La forza infatti di questa commedia è la sceneggiatura, ricca, dinamica e attenta ad ogni dettaglio, con una descrizione e caratterizzazione di ogni personaggio che solitamente è difficile da identificare. Il cast, estremamente convincente sia singolarmente, che nelle scene corali, dà vita ai dialoghi brillanti con semplicità, umorismo e una sincera naturalezza.

“Ho cercato di mettere un gruppo di attori bravi in un mondo che cammina sulla linea sottile tra realtà e finzione. In realtà non mi piace molto il mondo di oggi, quindi metterlo in scena al cinema mi sembrava davvero troppo. La commedia fa sempre incassare al botteghino, quindi vuol dire che tanta gente le va a vedere. Girarla quindi con poca cura, credo sia una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico” ha concluso poi il regista, rimandando al 23 ottobre, data di uscita del film al cinema in ben 450 copie.

Scritto da Letizia Rogolino
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