questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il fascino letale della burocrazia

Attualità, Personaggi, Recensioni

03/09/2012

La città ideale di Luigi Lo Cascio

L’esordio alla regia del grande attore Luigi Lo Cascio è un interessante dramma psicologico che affonda le sue radici in un racconto dalle suggestioni kafkiane.

La città ideale del titolo è quella che un ecologista convinto, cerca di vedere realizzata attraverso una politica energetica moderna e attenta al riciclo. Mentre la sua vita si focalizza sull’ottenere questi risultati encomiabili, all’uomo viene chiesto di accompagnare ad una cena l’amante del suo datore di lavoro. Guidando la macchina per la prima volta dopo tanto tempo, il protagonista incorre in un incidente per poi, poco dopo, trovare il corpo di un uomo cui presta soccorso. Un personaggio potente della città di Siena di cui, l’ecologista diventa inizialmente una sorta di salvatore all’occhio dei media. Ma la gloria del momento è destinata a durare molto poco: la polizia indaga sull’accaduto e, in breve, da testimone, lo studioso si trova a diventare l’indagato di un processo per omicidio colposo. Tra raccomandate e messi comunali, avvisi di garanzia e interrogatori tutt’altro che amichevoli, la chiarezza e la “verità” anelate dal protagonista iniziano lentamente ad allontanarsi e ad appannarsi. Perfino l’immagine che noi avevamo di lui comincia a differire da quello che noi stessi immaginavamo.

Un uomo senza qualità e presuntuoso nella sua missione di salvezza per l’umanità si rivela per essere una vittima più o meno inconsapevole di un sistema che lui affronta in maniera superficiale e anche, forse, “fatale” per il suo stesso destino.

Il suo dire troppo e male, il suo comportarsi in maniera ‘strana’ lo mettono nei guai e lo spingono, purtroppo, ad una difesa impacciata e complicata, precipitandolo in un dramma da cui lo spettatore, fino all’ultimo attende, l’uscita.

L’esordio alla regia di Luigi Lo Cascio è una sorpresa, perché il suo raccontare è compatto, lineare e – in crescendo con molti momenti esilaranti grazie alla presenza di Luigi Maria Burruano nei panni di un mefistofelico avvocato palermitano chiamato in causa come ultima ancora di salvezza. Un film interessante in cui l’apparente banalità della burocrazia e la sua rigidità si stringono come una morsa intorno al collo del protagonista interpretato da Lo Cascio solo con toni di grigio e volutamente senza simpatia.

Pieno di riferimenti colti, come il tono che ricorda le atmosfere di Kafka e le rivelazioni che avvengono ironicamente nella sala del Buon governo a Siena dinanzi al celebre affresco che ritrae anche gli effetti del cattivo governo, La città ideale è un solido film d’autore che nel genere pesca la possibilità di parlarci di noi mettendoci dinanzi al fascino letale di una burocrazia ostile e piena di pregiudizi, con un potere giudiziario più interessato, nel caso del film a fare giustizia che ad accertare la verità.

Un racconto filosofico che Lo Cascio distilla in un film semplice e rarefatto con un colpo di scena finale in cui l’apparente altruismo del suo personaggio si trova dinanzi tutta la paradossale drammaticità della propria condizione.

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA