questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il Divo: (L’Ultimo Bacio di Toto’ Riina…)

15/09/2008
Il Divo è un film che cerca di mettere in evidenza i guasti del teatrino della politica: sarebbe triste che per la sua uscita si verificasse ‘un teatrino’.” Così Paolo Sorrentino sintetizza le sue aspettative rispetto alle eventuali polemiche intorno all’uscita de Il Divo che arriva oggi in 340 sale cinematografiche di tutta Italia “La politica ha un’autoreferenzialità esasperata. Un atteggiamento che mentre si può tollerare nella moda, diventa inaccettabile quando si tratta di tempo sottratto alla soluzione dei veri problemi del paese. Mi auguro che non ci siano polemiche sterili, anche se non mi faccio troppe illusioni riguardo al fatto che ci potranno essere delle dietrologie di bassa lega.”

Il regista coglie l’occasione per ribattere alle critiche pervenute al suo film e a Gomorra da Pino Daniele e dalla modella Afef secondo cui questo tipo di cinema ‘non farebbe bene all’immagine del paese’: “E’un atteggiamento che non capisco e che considero perfino un po’ dilettantesco.” Puntualizza Sorrentino in maniera molto severa “I film non sono depliant turistici ed è dalle origini del cinema che i film servono per evidenziare i problemi. E’ un equivoco pensare il contrario: il cinema e la letteratura non hanno un’altra vocazione, né – tantomeno – una funzione promozionale o consolatoria. Non esiste un buon film che non sia critico verso qualcosa o qualcuno. A parte Frank Capra non ce ne sono altri. E’ una questione mal posta che da parte di Pino Daniele ha qualcosa di perfino “paradossale”: ma come? Parole del genere arrivano da un musicista come lui che ha raggiunto il successo come una canzone come “Napule è” che parlava del peggio della Napoli di quegli anni?”

Paolo Sorrentino ribatte anche a chi lo critica per essere stato troppo ‘morbido’ con il Senatore a Vita Il Divo è un film ambiguo perché segue l’ambiguità dietro a cui Andreotti si è parato per molto tempo. Tranne nella scena del monologo dove a parlare,non è più Andreotti, ma una mia ‘ipotesi’. Oggi è troppo facile dire che non si prende posizione: mi sembrava strano mettere in gioco una serie di elementi eppoi non scoprire le mie idee. In quella scena, dunque, sono uscito fuori dall’ambiguità e Servillo lascia il registro tenuto per tutto il film ed esprime una mia idea di come sono andate le cose. Un’ipotesi, ovviamente.”
Scritto da ADMIN
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA