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Il cinepanettone sbarca a Rodeo Drive, parla Christian De Sica

Attualità, Interviste, Personaggi

04/12/2009

La serie Natale a… ritorna in America e per precisione a Los Angeles 90210 ovvero Beverly Hills. Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Alessandro Gassman, Gianmarco Tognazzi e molti altri vi portano nel lussuoso quartiere della città degli angeli per due storie incrociate ricche di gag, personaggi strani, equivoci vari che danno vita alla solita marea di risate in arrivo il 18 dicembre 2009, distribuito da Filmauro. Di Natale a Beverly Hills ne abbiamo parlato con il capocomico: il Signor Christian de Sica.

De Sica a quanti cinepanettoni siete arrivati? Se non sbagliamo ormai la collaborazione con Filmauro e poi Neri Parenti è ventennale…

Per la precisione questo è il mio ventiseiesimo film che faccio per Natale, un bel traguardo non c’è che dire. E ringrazio sempre il Signore per questa opportunità che mi ha dato nella mia carriera perché sono film che facciamo divertendoci, e questo non è un privilegio da poco, e poi con Neri Parenti siamo fratelli, amici. Lui non è solo un regista è un vero e proprio attore comico.

Quest’anno avete ambientato la storia a Beverly Hills, quartiere extra-lusso di Los Angeles dove sono stati ambientati tanti film (Pretty Woman) o serie tv (Beverly Hills 90210). Come vi siete trovati?

A Beverly Hills ci siamo trovati benissimo con tutti i comfort possibili e immaginabili. Speriamo di ripetere il successo che abbiamo ottenuto l’anno scorso con Natale a Rio. Ci sono due storie incrociate per dare maggiore ritmo al film e quella mia vede coinvolti Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Paolo Conticini, Propizio e la Quattrociocche e poi c’è quella della Hunziker, Gassman e Tognazzi. Io, come al solito, faccio un misogino, mascalzone, imbroglione, un ex gigolò che ora sta con una vecchia signora oramai novantenne chiaramente solo per i soldi. Giunti a Beverly Hills rincontro la mia ex-moglie che è interpretata dalla Ferilli e da lì partono una serie di equivoci. Credo che questa volta sia venuto fuori un film molto, molto comico… c’è qualche parolaccetta ma i dialetti sono anche fatti di quello e devo dire che c’è una straordinaria Sabrina Ferilli. Dico straordinaria perché quest’anno Sabrina l’ho trovata veramente in forma e ha fatto una performance davvero alla grande, tant’è che abbiamo anche pensato di fare del teatro insieme, per quanto ci siamo trovati in sintonia sui tempi comici.

Lei ha affermato: “Il successo dei nostri film dipende dal fatto che sono cotti e mangiati, dalla freschezza di quello che raccontiamo”. Pensa che questa sia la formula del vostro oramai conclamato successo?

Sì confermo ne sono convinto, aggiungerei la rapidità. Perché sono film che colgono molti aspetti della nostra società e, la possibilità di farli in tempi così immediati, li rende comici e la gente si ritrova e si diverte.

Che ci dice dei giovani, vedi Michela Quattrociocche, Emanuele Propizio o l’outsider, nel senso che non è un attore, Rossano Rubicondi?

Quest’ultimo fa una particina ma è bravissimo perché fa un giovane gigolò che mi porta via la mia vecchia e io rimango per strada a dormire sulle panchine. Per quanto riguarda Michela Quattrociocche non ci avevo mai lavorato ed è una bellissima ragazza, anche lei ha un piccolo ruolo, ma lo fa molto bene. Emanuele Propizio, invece, è già non posso dire una ‘vecchia’ conoscenza ma abbiamo lavorato insieme in precedenza, e in questo film è mio figlio. E’ buffo con lui perché è stato in altri film figlio di Ghini ma anche di mio cognato Carlo Verdone ed è un attore a tutti gli effetti. E’ un professionista con un bellissimo futuro davanti a sé, è un ragazzo davvero molto preparato per la sua giovane età.

 

Mentre siete riusciti a mettere insieme, dopo parecchio tempo, due figli d’arte come Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi… 

Alessandro non lo conoscevo invece Gianmarco lo conosco molto bene perché ero molto amico di suo padre. Quindi mi ha fatto un piacere enorme quando ha accettato di tornare a fare un film di Natale insieme a me perché il primo film della sua vita lo ha fatto proprio con me quando aveva tredici anni e prese parte all’oramai mitico Vacanze in America dove io facevo il famoso Don Buro. Mi ricordo ancora che venne accompagnato sul set da sua madre Franca Bettoia perché era minorenne e rivederlo ora, uomo maturo, che fa il protagonista in un mio film mi ha dato una grande gioia.

 

“La cosa più bella è vedere quanto ridono attori e tecnici americani sul set senza capire neanche una parola di italiano” – ha dichiarato Neri Parenti in una intervista. E’ d’accordo?

Questo che ha detto Neri è assolutamente vero devo dire che quello che a me fa più piacere nel fare questi film è di portare un po’ di risate in un momento così brutto per il mondo. Non parlo solo dell’Italia ma dato che abbiamo girato in America abbiamo visto com’è difficile e dura anche lì la situazione. E per uno che fa il mio mestiere vi assicuro che è una grande soddisfazione regalare qualche momento di buonumore e di risate, in questi momenti così tragici. Non c’è critica, non c’è successo che non vedere la gente che passa un’ora e quaranta senza pensieri.

 

Invece nel film che ha fatto con Pupi Avati, ‘Il figlio più piccolo’ ha un ruolo drammatico…

E’ un film molto profondo, credo che sia un grande film e speriamo di potere avere le soddisfazioni che merita perché ha attori straordinari come Laura Morante e Luca Zingaretti e, soprattutto, Pupi Avati è un grande maestro di recitazione che mi ha ricordato per certi versi la capacità che aveva mio padre nell’insegnare agli attori. Io faccio un ruolo tremendo ma è il film che è molto doloroso, diverso dagli altri film di Avati perché non è ambientato nel passato ma nel presente, nell’Italia di oggi. E’ un film sulla competitività, sul denaro che è al primo posto su tutto, sulla volgarità del nostro Paese in questo momento, ma è anche pieno di tenerezza. Mi auguro che sia preso in concorso al prossimo Festival di Berlino dato che uscirà a febbraio.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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