questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Il cinema innanzitutto - Intervista a Michael Moore

03/11/2009

"Non faccio film per lanciare dei messaggi, ma per divertire il pubblico e fare in modo che lasci la sala cinematografico mosso in maniera profonda da quello che ha visto."

Michael Moore non ha dubbi rispetto alla rilevanza del suo lavoro e all'importanza di fare un cinema che il pubblico apprezzi immediatamente e senza riserve "Il mio desiderio è quello di realizzare pellicole che incontrino l'interesse degli spettatori e che risultino stimolanti portando lo spettatore a piangere, a ridere, a pensare, a indignarsi per ciò che vede." Continua il regista che con Capitalism: A Love Story realizza il suo film documentario più ambizioso e commovente, toccando un tema come quello delle banche estremamente attuale e ponendo l'interrogativo rispetto al futuro del Presidente Obama e alla sua capacità di cambiare un sistema politico profondamente influenzato da quello finanziario al punto da diventarne addirittura complice.

"La mia funzione è quella di prendere il posto di milioni di persone che vorrebbero fare quello che faccio io al cinema quando mi presento a Wall Street per arrestare gli Amministratori Delegati dei grandi gruppi finanziari che hanno affossato l'America, oppure quando discuto con i politici. Sono molto fortunato, perché ci sono pochissimi cineasti di sinistra come me negli Stati Uniti in grado di raggiungere un pubblico tanto vasto. Questo è un privilegio molto grande e intendo usarlo non solo per parlare a chi è della mia stessa parrocchia, ma a tutti gli Americani. Per me è importante, attraverso il mio lavoro, portarvi laddove la CNN non vi guiderà mai e farvi sapere che non tutti gli Americani sono pazzi e non tutti sostengono George W. Bush." Moore spiega la ricetta del suo cinema: "Io faccio buoni film che sono visti da tutti non solo da gente di sinistra. Le persone vanno a vedere tutto, purché sia interessante. Purtroppo molti cineasti pensano che il messaggio sia più importante del modo attraverso cui esprimerlo. Non è così. La politica deve venire sempre dopo l'avere fatto un film interessante e divertente. Bisogna rispettare la forma d'arte cinematografica e non provare a somministrare messaggi come medicine o leggi rivelate. Bisogna rispettare il cinema, innanzitutto, perché la gente va sempre a vedere qualsiasi buon film. So che è difficile convincere le persone a vedere una pellicola intitolata Capitalismo: Una storia d'amore, ma so anche che se il film è buono troverà il suo pubblico anche se si intitola "Merda che si asciuga sul muro!"

 

Scritto da ADMIN
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA