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Il cinema è un’eccezione culturale: Franceschini ci mette la faccia

Attualità, Trade

15/04/2014

In margine alla presentazione dei dati sulla produzione e distribuzione cinematografica nel 2013, è intervenuto a commentarli, per la prima volta pubblicamente il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, anticipando quelle che saranno le linee guida del proprio dicastero. Franceschini premette che qualsiasi intervento non può prescindere dall'attuale situazione di crisi economica, ma ciònonostante si attiverà sia nell'evitare ulteriori tagli che nel cercare di portare nuove risorse. Non ha ribadito ciò che aveva detto il giorno prima in Commissione Cultura:  "Questo può essere il ministero economico più importante", ma il neo Ministro illustrando i punti cardine della sua agenda, ha confermato una forte determinazione a investire maggiormante nel settore, per rilanciare l'immagine dell'Italia nel mondo. Una combinazione che non a caso arriva dopo l'accorpamento dei Ministeri della Cultura con quello del Turismo. Cinema e cultura, cinema e turismo, legate saldamente da una comune immagine "vincente" di bellezza, che ha trionfato nel cinema con il film che ha vinto l'Oscar di Paolo Sorrentino, e che potrebbe riequilibrare la dicotomia  tra un paese che risulta tutt'ora al primo posto nelle intenzioni di viaggio mentre è sceso al quinto posto nei flussi turistici. 

Non a caso al primo punto dei desiderata del Ministro c'è un forte incremento alle coproduzioni, assieme ad una possibile revisione del tetto dei cinque milioni di euro per le produzioni straniere, per attrarre maggiori investimenti e maggiore attenzione.

Mentre il tax credit resta il cardine portante della produzione italiana, un capitolo a parte riguarda il rapporto cinema-televisione. Intanto si auspica un maggiore controllo sui contributi obbligatori che le televisioni devono fornire a sostegno del cinema, tra l'altro modificando l'entità delle sanzioni per i non adempienti, ed inoltre si dovrebbe intervenire anche sulle norme che regolano la programmazione di film di produzione italiana nei vari canali televisivi. A questo proposito Franceschini osserva come la Rai sia più attenta alle norme sul sostegno alla produzione, ma programmi un numero irrisorio di film italiani in prima serata nei propri canali, mentre Mediaset, meno presente quantitativamente per quanto riguarda il sostegno produttivo, programmi invece un maggior numero di titoli italiani in prima serata. Per quanto riguarda invece il proprio Ministero Franceschini anticipa che cambierà completamente il sistema di nomine dei componenti delle commissioni chiamate a decidere sull'accoglimento dell'interesse culturale e sull'assegnazione del Fus, che verranno eletti pubblicamente sulla base degli effettivi curricula, mentre l'eccezione culturale dovrebbe diventare un tema europeo, per difendere la produzione culturale dalle logiche di mercato. Franceschini chiude il suo intervento esortando i numerosi produttori presenti a 'mostrare le bellezze italiane'. Tra i vari interventi che hanno seguito il discorso del Ministro il produttore di La grande bellezza Nicola Giuliano ha sottolineato le difficoltà a girare, come chiede il Ministro, nei luoghi artistici italiani (per girare una scena in notturna a Caracalla ha dovuto pagare alla sovrintendenza 30mila euro) ed inoltre, per quanrìto riguarda le coproduzioni, come l'Italia sia esclusa dal megacircuito coproduttivo europeo (Francia, Germania, Olanda, Belgio, Polonia etc.) per inadeguatezza normativa e soprattutto sistemica.  

Per quanto riguarda invece i dati sull’andamento del cinema italiano nel 2013 elaborati dal MiBACT e dall’ANICA si evidenzia quanto la produzione di film di nazionalità italiana si mantenga stabile registrando un lieve aumento, nonostante il calo del 27% degli investimenti nel settore, scesi a 358 milioni di euro. In diminuzione anche il costo medio delle produzioni: i film 100% italiani hanno un budget medio di 1,7 milioni mentre quelli di iniziativa italiana di 1,8 milioni. Diminuiscono soprattutto i film ad alto budget mentre aumentano soprattutto i film a bassissimo budget

Per quanto riguarda le fonti di investimento, la più importante è quella degli apporti degli investitori esterni, pari a 42 milioni di euro, 9 milioni in meno rispetto al 2012. Anche le altri componenti “storiche” – FUS e credito d’imposta - sono in calo. Positivo l’aumento dei fondi sovranazionali e dei fondi regionali, questi ultimi evidenziati per la prima volta e giunti a circa 7 milioni di euro.

Il valore del credito d’imposta richiesto, in particolare, si contrae da 60 a 53 milioni, calo giustificato in parte dalla riduzione dei budget di produzione di cui il credito è una percentuale, e diminuisce anche il numero dei film per cui esso è richiesto. Unico dato in controtendenza, l’aumento del tax credit distribuzione, da 4 a 5 milioni.

Anche il numero dei passaggi televisivi di film  è in lieve calo, così come il numero dei titoli. Il numero dei film italiani programmati dalle tv generaliste in prima serata aumenta da 140 a 164: migliorano Rai1, Rai3,Canale5 e Italia1. Cala invece La7. Spicca Canale5 per il numero di titoli italiani recenti programmati in prima serata (oltre la metà): 36 film su 60 totali vs 11 di Rai3 (valore più alto per Rai). Sull’intera giornata, sono solo 86 i passaggi di film italiani prodotti dopo il 2010 programmati dalle reti generaliste. Oltre la metà dei passaggi si riferisce a titoli italiani di catalogo (1950-1979)

La fascia oraria più utilizzata per i film italiani è quella notturna (dopo le 23). Tra le top10 di film in tv, 5 sono titoli italiani. Maggiori successi su Canale5 per titoli recenti, Per Rai1 solo titoli Usa tranne “La vita è bella” (1997)

Per quanto riguarda le reti tematiche e satellitari, nel 2013 anche su Sky sono diminuiti passaggi e titoli unici. Per i titoli italiani prevale di gran lunga Mediaset (1073 titoli su 2081, pari al 62% dei titoli italiani programmati), con la parte del leone fatta da Iris. La Rai si ferma a 584 titoli italiani su 1917.

Sul fronte della distribuzione il primo trimestre del 2014 indica un aumento di presenze per i film italiani rispetto al 2013 e al 2012, a parità di quota di mercato del 33%, circa 10 su 30 milioni di biglietti venduti.

La distribuzione per mesi nel 2013 ha visto numeri migliori rispetto al 2012 in quasi tutti i mesi, escluso gennaio. Particolarmente positivo novembre. Da segnalare i risultati dei mesi estivi.

Infine la digitalizzazione degli schermi è arrivata al 75%, anche qui con una discreta differenza tra territori.

Scritto da Piero Cinelli
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