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Il cinema è una risorsa

Attualità, Eventi

24/11/2010

E' stata la conferenza stampa dell'orgoglio del cinema, del movie-pride, che si prende una rivincita sugli attacchi e le negligenze di una classe politica incapace non solo di gestire i problemi, ma anche di capire la realtà del paese. Una rivincita conquistata sul campo, con un 'fare' concreto e non demagogico, che in un momento di crisi nera di un paese che vede crollare i consumi, fa segnare al mercato cinematografico un +15,19% di presenze, un +23,30% di incassi, ed una quota record (30%) di cinema italiano. Un risultato netto e solido, che dovrebbe portare a fine anno il numero totale di spettatori al traguardo dei 120 milioni, una cifra che non si toccava dagli anni 80. Un risultato che spazza via sia il preconcetto della crisi del cinema che quello, ancora più insultante, del settore parassitario e premia a pieno titolo la capacità imprenditoriale ed artistica di un settore che ha saputo fare a tempo debito le scelte di trasformazione e rinnovamento. Tra tanti numeri positivi il dato più esaltante è quello relativo al cinema italiano, che conquista quasi un terzo di tutto il mercato (contro lo zoccolo duro del 60% del cinema americano) e che, a ben guardare, è il propellente della crescita generale. "Il cinema italiano non è un problema, ma una risorsa" ha detto chiaramente Riccardo Tozzi, Presidente dell'Unione Produttori Anica, che ha inquadrato questa tendenza positiva del cinema italiano in un quadro complessivo "una generale fioritura dell'industria culturale" che vede quest'ultima in controtendenza rispetto agli altri comparti industriali del paese. Inevitabile, a questo punto, una amara constatazione sulla miopia e inadeguatezza di una classe politica che non è riuscita a cogliere questi segnali e che dimostra di essere incapace di governare il settore, che pertanto deve riuscire a sviluppare autonomamente al più presto una capacità sostitutiva alla governance politica. Anche Paolo Protti, Presidente Agis ed Anec, ha parole molto dure nei confronti della classe governativa, che non dimostra attenzione verso le attività imprenditoriali del settore e verso le migliaia di persone che ci lavorano, lanciando un allarme "nonostante gli ottimi risultati di mercato, la prospettiva di un Fondo unico dello spettacolo (Fus) che rischia di scendere a livelli mai visti dalla sua istituzione, la perdurante assenza di riforme, l'inspiegabile ritardo del rinnovo dei provvedimenti, costituiscono un ostacolo insuperabile e dirompente".

Carlo Bernaschi, Presidente Anem, segnala come nella crescita complessiva dei multiplex (+25,26%) e delle multisale da 5 a 7 schermi (+36%), anche gli schermi cittadini, incluse le monosale, dopo anni di emorragia, non solo non registrino ulteriori chiusure, ma abbiano finalmente interrotto il declino che sembrava inarrestabile con un segno finalmente positivo di un +12,82%.

Scritto da Piero Cinelli
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