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Il cinema e oltre

Attualità, Conferenze stampa

29/07/2010

L' Edizione n. 67 della Mostra del Cinema di Venezia non è più un segreto. Tutti i titoli, le trame (non solo quelle filmiche) ed i numeri sono stati svelati dalla coppia massima Marco Mueller Direttore Artistico e Paolo Baratta, Presidente. Un'edizione nuova per molti versi, che cerca di guardare al futuro del cinema come industria in evoluzione. Sui cambiamenti della rinnovata sezione Orizzonti - diventata un vero e proprio laboratorio - abbiamo già scritto ieri. Ma il vento di rinnovamento soffia molto forte anche nelle altre sezioni, sia per l'età media degli autori, mai così bassa: 45,5 per i registi in concorso e 47 per tutte le sezioni, che per l'insofferenza ai moduli ed ai formati.

La parte del Leone la fanno gli Usa e l'Italia: 6 film contro 4. Niente male su un totale di 22 (a cui si aggiungerà un titolo a sorpresa). Segue la Francia con 3 titoli, il Giappone con due, e poi un cinese, un tedesco, uno spagnolo, un canadese, un greco, un cileno ...

I quattro italiani in lizza per il Leone sono La pecora nera, opera prima di Ascanio Celestini che è la sorpresa del concorso di Venezia 67, La passione di Carlo Mazzacurati con Silvio Orlando, La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, il film tratto dal celebre romanzo di Paolo Giordano e Noi credevamo di Mario Martone, imponente rivisitazione dell'Italia risorgimentale con Luigi Lo Cascio e Toni Servillo. Titoli già noti da tempo (a parte il film di Celestini che veniva dato in probabile altra sezione). Assente, come già sapevamo, il film di Pupi Avati Una sconfinata giovinezza, che dopo la polemica dell'esclusione dal Concorso ha rifiutato sdegnosamente la collocazione fuori concorso che gli era stata proposta. La collocazione fuori gara invece è piaciuta molto ad altri colleghi, forse meno paludati, di Avati come Michele Placido che porta il 'suo' Vallanzasca – Gli angeli del male interpretato da Kim Rossi Stuart, o Marco Bellocchio con Sorelle mai, Piergiorgio Gay con Niente paura - Come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue, Emidio Greco con Notizie dagli scavi, con Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini; Stefano Incerti con Gorbaciof interpretato da Toni Servillo; ed inoltre alcuni documentari d'autore come Vittorio Gassman una vita da mattatore di Giancarlo Scarchilli, un omaggio a Goffredo Lombardo formato da Giuseppe Tornatore, 1960 di Gabriele Salvatores. In tutto sono 41 i titoli italiani presenti a Venezia, di cui 4 in Concorso e 29 nella Selezione Ufficiale. 19 complessivamente i titoli provenienti dagli Stati Uniti, di cui 6 in Concorso.

L'annunciato film d'apertura Black Swan di Darren Aronofsky (già Leone d'Oro nel 2008 con The Wrestler), Somewhere di Sofia Coppola, girato tra Milano e Los Angeles, con Laura Chiatti e Simona Ventura accanto a Benicio del Toro, Promises written in water di e con Vincent Gallo, Road to nowhere di Monte Hellman, Miral di Julian Schnabel (coproduzione con Francia, Italia e Israele), con Freida Pinto, Willem Dafoe e Vanessa Redgrave e infine Meek's Cutoff di Kelly Reichardt. A questi va aggiunto il canadese Barney's version di Richard J. Lewis, coprodotto da Usa e Italia (la nostra gloriosa Fandango) e interpretato da Dustin Hoffman e Paul Giamatti. A proposito di star, quest'ultimo è l'unico film americano in Concorso che potrebbe portare delle autentiche star sul tappeto rosso. Sono comunque 19 i titoli a stelle e strisce, altri sei sono fuori concorso, tra cui il film di mezzanotte d'apertura ovvero Machete di Roberto Rodriguez ed il film di chiusura The Tempest di Julie Taymor con Helen Mirren e Russell Brand. In mezzo The Town opera seconda di Ben Affleck (dopo il convincente Gone Baby Gone), un documentario su Joaquin Phoenix realizzato da Casey Affleck, un omaggio allo scomparso Dennis Hopper con il ripescaggio (inedito per l'Italia) di un suo film del 1971 The Last Movie, un documentario su Elia Kazan firmato da Martin Scorsese (che non verrà a Venezia), John Turturro che rivisita con Passione la canzone napoletana. Quattro film in 3D, tra cui il primo film cinese steroscopico, l'animato Space Guy di Zhang Yuan. Il numero più importante: 12 milioni ovvero il costo complessivo della Mostra (di cui 7,7 dal Ministero della Cultura).

Scritto da Piero Cinelli
Tag: venezia 67
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