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Il cinema con Laudadio

Attualità, Eventi

31/05/2010

Folla straripante stamani alla Casa del Cinema di Roma, in risposta all'appello del Direttore Artistico Felice Laudadio, contro la riorganizzazione e 'alterazione' annunciata dall'Assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi.

Una folla di cineasti, registi, sceneggiatori, attori, doppiatori, insomma il circo del cinema italiano al gran completo mobilitato, a fianco di Laudadio, in occasione dell'ennesima minaccia contro la cultura. Una minaccia che nel caso specifico diventa quasi un esproprio, visto che il Cinema italiano da sempre vive questa istituzione come la propria Casa, quella dove si incontra il pubblico, si presentano i progetti, si confrontano le idee. L'incontro si è aperto con la proiezione di un video che ha mostrato le centinaia di personaggi che in questi cinque anni e mezzo hanno animato la Casa del Cinema, con Lezioni di Cinema, Conferenze e Seminari. Dopodiché Felice Laudadio ha rivendicato con un lungo ed appassionato intervento il merito di aver fatto diventare la Casa del Cinema il luogo di incontro dei cineasti di tutto il mondo, un istituzione che ha operato 365 giorni l'anno, con un bilancio di eventi a tre zeri, e con un affluenza di pubblico di circa 100.000 persone l'anno. Laudadio lancia un attacco frontale all'Amministrazione comunale ed all'Assessore Croppi che lo ascolta in silenzio. Rimandando al mittente l'accusa 'strumentale' di buco di bilancio nella gestione 2009, sia perché lui non è mai stato Amministratore della Casa del Cinema, ma semplicemente Direttore Artistico, e inoltre ricordando i veri motivi del deficit, dovuto al venir meno di storici finanziatori come Lottomatica e Rai Trade, oltre alla mancata erogazione del contributo promesso dal Comune. Poi la proposta: “La Casa del Cinema può vivere autonomamente. Affidateci la gestione, non vogliamo soldi pubblici, anzi siamo disposti a pagare un affitto, possiamo autogestirci, ma vogliamo indipendenza”.

Subito dopo prende la parola l’Assessore Croppi, che rivendica il diritto-dovere dell’amministrazione comunale di scegliere le politiche gestionali, precisando che “le finalità della Casa del Cinema rimarranno inalterate". Nega fermamente qualsiasi operazione di Spoil System: “Il fatto che Laudadio sia ancora qui, due anni e mezzo dopo l'insediamento della nuova Giunta, dimostra che non l’abbiamo fatto”, chiedendo, e promettendo, la massima collaborazione sulle scelte di future da parte della gente del cinema. Ma la tensione è palpabile. In sala una dipendente del Centro Sperimentale chiede di leggere un Comunicato contro, dopo il taglio netto del Fus, la minacciata chiusura da parte del Ministro Tremonti della storica scuola di Via Tuscolana. La preoccupazione è di ciò che sta accadendo a tutto il settore cinematografico, con la politica che non solo non perde occasione per denigrarlo, ma che lo considera apertamente come residuale. “Questa è la nostra casa - ha ribadito il produttore Angelo Barbagallo - e siamo disposti, se necessario, a gestirla in totale autonomia economica”.

Scritto da Piero Cinelli
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