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Il cinema compatto contro il Governo

Attualità, Personaggi, Trade

22/07/2013

Sembra proprio destinata ad una 'bruttissima fine' la legittima e sacrosanta mobilitazione del mondo del cinema, una volta tanto compattissimo, contro il taglio del 50% del tax credit (unica forma di finanziamento 'privata' del cinema, con un taglio secco di 45 milioni di euro rispetto ai 90 del 2012 e 2011 e che il governo aveva inizialmente promesso di mettere a regime). Le  promesse del premier Letta “Mai più tagli alla cultura, se dovesse avvenire mi dimetterei” e quelle del suo Ministro Bray, si stanno rivelando una tragica presa in giro.

Il Governo ha di fatto impedito l’approvazione del rifinanziamento del tax credit, mentre tutto il Parlamento all’unanimità l’avrebbe approvato. Dopo che al FUS sono venuti a mancare circa 22 milioni di euro, ora si tagliano altri 45 milioni al Tax Credit, rendendo impossibile produrre cinema e audiovisivo in Italia, impedendo alle produzioni straniere di venire a produrre da noi, con gravissimi danni per esempio a Cinecittà, aprendo di nuovo la strada alla delocalizzazione delle produzioni italiane, mettendo a rischio di chiusura le sale cinematografiche più piccole, che non potranno digitalizzare gli impianti. 

Al danno si aggiunge la beffa del Ministro dei Beni Culturali che indice una assise a Venezia (Stati generali?!) per parlare di cinema. Tutte le associazioni, ancora una volta unite e compatte, non parteciperanno ad alcun convegno veneziano, ritireranno immediatamente i propri rappresentanti dai tavoli preparatori degli “Stati Generali”, riterranno sgradita la presenza di chiunque del Governo voglia presenziare a manifestazioni veneziane, annunciando fin d’ora di uscire dalle sale di proiezione se questo accadesse, metteranno in campo da oggi le iniziative di lotta e mobilitazione più utili, efficaci, eclatanti, per far capire ai cittadini come l’Italia sarà più povera senza il proprio cinema.

Al Governo, ancora una volta, spetta di dimostrare, al Paese prima che ai professionisti del settore, che idea ha dello sviluppo dell’Italia: come si esce dalla crisi economica? Soltanto tagliando risorse? Il Governo sta costringendo alla chiusura importanti settori dell’industria e della creatività Italiane. Da oggi tutta l’Italia è più povera, più povera di film, immaginazione, cultura, e POSTI DI LAVORO e dovrà tornare ad emigrare per produrre le storie che questo Governo non vuole più che vengano raccontate in Italia. E il Governo intanto continua a raccontare una storia che nessun italiano riesce più a capire.

Le Associazioni dell'Audiovisivo: 100autori, ANICA, AFIC, AGIS, AGPC, AIDA, ANAC, ANEM, ANEC, AMC  , APE, ART, ASIFA, DOC/IT, FIDAC, ITALIAN FILM COMMISSIONS, ISTITUTO GIURIDICO DELLO SPETTACOLO, LARA, SACT, SNGCI e UILCOM UIL 

Scritto da Piero Cinelli
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