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I veri uomini come Bond sanno anche cucinare

Attualità, Interviste, Personaggi

31/10/2012

Ho sempre voluto essere parte di un film di 007: non volevo necessariamente essere una Bond Girl, ma certo mi avrebbe fatto piacere lavorare in un film così. E’ stato bello avere questa opportunità soprattutto per riuscire a scoprire quanto siano professionali e umane le persone che lavorano in un progetto come Skyfall.

Bérénice Marlohe, trentatreenne attrice francese soprattutto di televisione racconta così il suo coinvolgimento nell’ultimo film di James Bond in cui interpreta la malinconica e sensuale Severine, unica vera ‘Bond Girl’ della pellicola diretta da Sam Mendes “E’ stata un’esperienza che non dimenticherò mai.” Continua Bérénice “Quando Sam mi ha chiamato per dirmi che avevo ottenuto la parte ero molto serena. Ero felice e consapevole che mi sarei dovuta dedicare seriamente a questo progetto.”

La scena dell’isola deve essere stata particolarmente spettacolare…

E’ vero: ricordo un set incredibile ricreato ai Pinewood Studios di Londra. Mi trovavo con Javier e Daniel e mi sono resa conto che quella scenografia era così realistica proprio per aiutare gli attori ad entrare in pieno nelle circostanze del momento.

Nel film lei, in un certo senso, è la donna contesa tra i due…preferisce Bond o il cattivo?

Io preferisco gli uomini che hanno un grande senso dell’umorismo e che sanno cucinare. Mi piace ridere e mangiare…detto questo Daniel Craig è una persona esilarante che fa sempre molte battute. Ci siamo divertiti molto insieme, perché lo spirito era quello di lavorare ad un cortometraggio tra amici su larga scala…

E un giudizio da donna su 007?

Il James Bond di Daniel Craig è un vero uomo nel senso che è forte, ma anche vulnerabile e sensibile come solo i veri uomini sanno essere. I veri uomini sono così, i macho no…e poi i veri uomini migliori sono quelli che sanno anche cucinare.

Ci sono delle Bond girl che ammira? Barbara Carrera e Famke Janssen, perché mi piacciono le interpreti in grado di prendersi dei rischi e non hanno paura di spingersi oltre i limiti creando qualcosa di insolito e divertente. Entrambe erano delle psicopatiche e Famke portava sullo schermo un’assassina che aveva degli orgasmi mentre uccideva le persone. Era decisamente insolito, ma funzionava ed è la sorpresa quello che la gente cerca sempre quando va al cinema.

Lei si sente una ‘Bond girl’?

No, io sono una Bond Woman nel senso che sarebbe carino, cinquanta anni dopo l’inizio della saga, che la gente si riferisse a tutte le attrici come a delle donne più che a delle ragazze…

E adesso?

Dopo otto anni come attrice in Francia ero già pronta ad andarmene a Los Angeles chiedendo il visto. Desidero essere un’attrice internazionale lasciando il mio paese per lavorare soprattutto all’estero. Il mio intento è quello di recitare in tutti i campi del nostro lavoro, ponendomi molte domande. Essere parte di un film come Skyfall aiuta la tua carriera anche perché ti consente di avere fiducia nelle tue scelte e nel seguire il tuo istinto.

Scritto da Marco Spagnoli
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