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I soliti idioti: nuovi ‘mostri’ della nostra quotidianità

Attualità, Interviste

03/11/2011

Trasmissione televisiva nata quattro anni fa, in sordina su MTV, andava in onda alle 23.30 di sera, I soliti idioti, è diventato ora un vero fenomeno di culto oltre che un film che dal 4 novembre potrete vedere nei cinema. 550 copie per Medusa.

Cifre che vi possono dare l’idea di quanto sia attesa la trasposizione sul grande schermo dei personaggi creati da Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio che oltre ad interpretarli, hanno scritto la sceneggiatura insieme al loro autore Martino Ferro e composto alcune canzoni della colonna sonora.

Chi conosce I soliti idioti sa anche di quanto la serie sia visualizzata attraverso You Tube dove la gente si vede e si rivede gli sketch di quella che ha già raggiunto la terza serie e, vi assicuriamo, che arriverà anche la quarta. Come molto probabilmente ci sarà un secondo film che ci racconterà come si evolveranno gli eventi raccontati in questo primo. L’intento di Mandelli, Biggio e di tutta la squadra vincente che ha ideato I soliti idioti in tv, poi a teatro e ora al cinema, è quella di portare una comicità cinica e ‘politically scorrect’ fatta di personaggi che hanno una forte attinenza con la realtà. Dietro quelle maschere si prendono in giro, bonariamente, vizi e virtù molto italiane. Non per niente, senza volere fare paragoni, è un film come I Mostri di Dino Risi al quale i due fanno riferimento per fare capire come lavorano. In tv Mandelli e Biggio hanno forgiato circa trenta personaggi, inutile, dire che al cinema ne arrivano molti, molti di meno e che il filo conduttore sono il padre autoritario, volgare e disonesto, Ruggero (Mandelli) e il suo candido e sensibile figlio Gianluca (Biggio).

Non mancano la coppia omosessuale, la postina e il pony express, e altri ruoli di contorno ma, il nucleo è un on the road di Ruggero e Gianluca da Milano a Roma, dove non mancheranno varie e divertenti (dis)avventure all’interno delle quali incrociamo gli altri caratteri.

“Inizialmente – ci dice Mandelli – volevamo inserire nel film molti più personaggi. Poi, sia in fase di sceneggiatura che mentre lo giravamo, ci siamo accorti che non avrebbe funzionato e che, Ruggero e Gianluca, erano i veri protagonisti del film. Hanno un respiro cinematografico maggiore e sono i due che abbiamo sviluppato più in profondità. Consapevolmente abbiamo deciso che alla fine la pellicola doveva ruotare sulle loro corde”.

Non mancando parolacce e volgarità, anche se non gratuite in quanto fanno parte del Dna dei protagonisti, I Soliti Idioti ha avuto da parte della stampa un’accoglienza piuttosto discussa e critica. A questo proposito Francesco Mandelli afferma: “Abbiamo letto le recensioni che sono state fatte sul film e che si fermano all’aspetto del linguaggio che è, in effetti, abbastanza scurrile. Ma ci fanno piacere perché comunque già che si parli del nostro lavoro a questi livelli è un onore. Certo, ci dispiace, in quanto il nostro intento è far ridere ma anche raccontare – attraverso maschere – delle storie che fanno parte dell’essere italiani. Soprattutto non ci permetteremmo mai di ardire a fare un film o una sitcom che sia generazionale o che rappresenti i giovani. Non siamo né dei sociologi, né degli educatori. Anche perché non pensiamo nel modo più assoluto che i giovani siano vuoti o senza ideali, e peggio ancora, se qualcuno lo pensa dopo avere visto il nostro lavoro”.

“Io ho trentanni – continua Mandelli – ho iniziato a lavorare per MTV che ne avevo diciotto ed è stata la più bella e fortunata esperienza della mia vita. Mi hanno dato la possibilità di fare quello che volevo fare nella vita, non avevamo pressioni, ed è stata una scuola, un laboratorio per me. E, ora, insieme al mio compagno di viaggio Biggio siamo arrivati a fare un film. Che volere di più? Mi auguro solo che ad altri giovani siano date le stesse nostre opportunità. Perché quello che penso io non è che i giovani siano senza idee o voglia di fare ma, al contrario, vedo tante persone, e non solo giovani, che fanno una grandissima fatica a trovare qualcuno che creda in loro e gli dia una opportunità. Quella che hanno dato a me, e a quelli con cui lavoro”.

“Sono assolutamente in accordo con Francesco – dice Biggio – non abbiamo mai avuto la presunzione di raccontare una generazione ma solo quello che vediamo. Il personaggio della postina nasce dal mio andare alle Poste e osservare la realtà. E questo vale per ogni personaggio che abbiamo creato. Il rapporto padre e figlio è di una verità sconcertante. Le pressioni che i genitori fanno sui figli, per mantenere un controllo su di loro, è tangibile in moltissime famiglie. Quindi mi auguro che se tanta gente ci segue e ci ama è perché ha colto l’essenza del nostro lavoro che è questa: osservare la realtà e riproporla sotto forma di personaggi portati all’eccesso”.

“Questo poi è un film e quindi gli omaggi cinematografici che abbiamo inserito sono un ringraziamento a tutto ciò che amiamo e che ci nutre. A questo proposito ringrazio anche la produzione, nella persona di Valsecchi e Medusa, perché ci ha permesso di mantenere interamente la squadra televisiva anche per la realizzazione del film. Questo per noi era un punto centrale, indispensabile”.

“Sul successo della serie – conclude Biggio – vorrei ricordare anche Internet perché I soliti idioti è diventato un culto anche grazie a Facebook e You Tube. Detto questo se non ci fosse stata data la possibilità di realizzare prima di tutto la serie televisiva, non saremmo neanche qui e a parlare, addirittura, di un film tratto da un prodotto nato per il piccolo schermo”.

Ricordiamo nel film le importanti partecipazioni di attori e cantanti fan della serie come Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese, la band dei Verdena, Gianmarco Tognazzi, Valeria Bilello, Giordano De Plano, Miriam Leoni e Marco Foschi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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