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I premi di Valladolid

Attualità, Eventi

01/11/2010

VALLADOLID. In mattinata si era sparsa la voce di una possibile vittoria del film argentino “Sin retorno” di Miguel Cohan. Cosí è stato. Il film ha vinto la Spiga d’oro, il premio Pilar Miró al miglior regista esordiente, e il premio della critica internazionale, Fipresci. Tuttavia, ha dovuto dividere la Spiga d’oro, ex aequo, col film di Abbas Kiarostami “Copia conforme”. La spiga d’argento è andata invece al catalano “La mosquitera” di Agustí Vila, giá vincitore del Globo di Cristallo a Karlovy Vary, e che a Valladolid ha vinto anche il premio di interpretazione a Emma Suarez. Particolarmente apprezzato il premio speciale della giuria a “Na putu”, (In cammino) della regista di Serajevo Jasmila Zbanic. Miglior attore lo svedese Jesper Christensen, protagonista di “In famiglia” di Pernille Fisher Christensen. Il premio Miguel Delibes alla migliore sceneggiatura è andato a Denis Villeneuve e Valérie Beaugrand-Champagne per il film “Incendies”. Migliore fotografia a Nagao Nakashima per il film di Taiwan “Il quarto ritratto” di Chung Mong-hong. Migliore colonna sonora quella di Cyril Morin per il film israeliano “Il direttore delle risorse umane” di Eran Riklis.

Il premio della gioventú è stato assegnato a “Incendies” di Denis Villenueve, che ha vinto anche il premio del pubblico. La giuria di giovani ha assegnato un premio anche all’originale e sperimentale film americano “Obselidia” di Diane Bell visto nella sezione Punto de Encuentro. Premio del pubblico per questa sezione: “Retratos en un mar de mentiras” (Ritratti in un mare di menzogne) del colombiano Carlos Gaviria. Miglior film, invece, “Sebe” dell’iraniano Babak Najafi, e menzione speciale per lo spagnolo “The unmaking” (Come non si fece) di Chumilla Carbajosa. E moltissimi altri premi assegnati da istituzioni e giornali della provincia.

Dopo la presentazione dell’ultimo film di Claude Chabrol “Bellamy” e il premio consegnato alla figlia del cineasta recentemente scomparso, la 55 Seminci si è chiusa con la presentazione del film di Bruce Beresford “L’ultimo ballerino di Mao”, in presenza del regista che ha tratto la vicenda del ballerino dal suo libro che racconta il matrimonio Usa nel 1980 per restare in America, e i grandi successi posteriori che lo hanno riconciliato col paese e col partito.

Scritto da Renzo Fegatelli
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