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I più grandi di tutti, l’intervista ai protagonisti!

Attualità, Personaggi

29/03/2012

(Roma) In una immaginaria cittadina della Toscana, quindici anni fa i Pluto erano una rock band acclamata: energici, sboccati estremamente talentuosi, in breve tempo avevano girato L’italia, inciso un album e composto un brano per uno spot tv. Poi si cresce, si litiga furiosamente e così i componenti hanno preso strade diverse: Maurilio detto Mao era il cantante, Sabrina la bassista, Loris il batterista e Rino il chitarrista. La memoria di quell’esperienza avventurosa e sfrenata sembra essersi perduta per sempre, fino a quando Loris, ormai padre di un bimbo, non riceve una sorprendente mail: forse per i Pluto c’è la possibilità di tornare in scena…

E’ stato presentato a Roma questa mattina I più grandi di tutti, che per la regia di Carlo Virzì sarà nelle sale il 6 Aprile grazie ad Eagle Pictures. Un progetto al quale Virzi teneva moltissimo e del quale va molto fiero. “ Immaginavo questo film da molto tempo – ha spiegato – è il massimo per chi fa questo lavoro poter immaginare una storia che ci appartiene almeno simbolicamente”. Abbiamo incontrato brevemente i protagonisti per voi.

Virzì lei vive a Roma da moltissimi anni, eppure la pellicola è stata girata tra Livorno e Rosignano Solvay. Nostalgia di casa? "Amo Roma – risponde Virzì – ma avevo bisogno di utilizzare ‘toni’ che conosco non sarei riuscito a percorrere certe emozioni in un contesto diverso". Come è nata l’idea del film? "Per affetto  - ha spiegato - L'ambiente dei gruppi rock che non sono veramente riusciti a sfondare, mi è familiare, anche perché come musicista rock ho suonato in una band di quel genere. Volevo raccontare quello che c'è dietro un musicista rock, ciò che uno si aspetta di trovare e ciò che invece non trova.I miei protagonisti sono degli ‘inadeguati’, dei ‘Soliti Ignoti". Alla fine del film intervengono Irene Grandi, Vasco Rossi, i Baustelle, quasi a far pensare che la band Pluto sia esistita davvero.. "Si bè hanno accettato di dare il loro contributo con grande sportività”.

Protagonisti sono Claudia Pandolfi, Marco Cocci, Alessandro Roja, Corrado Fortuna e Dario Cappanera. Attori e musicisti… “Un cast molto affiatato bisogna sottolineare – prosegue il regista – su tutti Claudia Pandolfi, che sa già suonare molti strumenti di suo e ha imparato a suonare il basso per calarsi nei panni di Sabrina”.

Marco Cocci oltre ad essere conduttore ed attore è anche e soprattutto cantante ed autore dei Malfunk. Deve essere stato un gioco da ragazzi interpretare un musicista…”Un sogno che volevo realizzare da anni – risponde l’attore – anche perché la storia rispecchia molte realtà del circuito underground. Il mio personaggio è un tipo che non vorrei mai incontrare, un egocentrico, anche un po’ ignorante”.

Alessandro Roja, noto per Tutta la vita davanti, deve però la popolarità a Romanzo Criminale – la serie, dove per due stagioni ha interpretato il controverso ruolo del Dandy. Adesso lo ritroviamo nei panni di un papà un po’ timido che vive nella nostalgia dei tempi di gloria…”il mio personaggio Loris mi ha dato la possibilità di approfondire meglio il mio lavoro – risponde Roja ed è uno shock sentirlo parlare con una dolcezza e un tono completamente diverso dal suo Dandy - Mi ha fatto divertire molto. E’ in antitesi sia con me stesso sia con quello che probabilmente mi ha reso più famoso: il Dandy. Dell’intero cast tu sei l’unico che non ha dimestichezza con gli strumenti musicali…”E’ stato molto più difficile per me imparare l’accento livornese in realtà – ride - Carlo mi ha dato delle indicazioni su che tipo di accento simulare, dolce in contrasto con gli altri personaggi. Con la batteria è stato più complicato, ma la produzione mi ha mandato una batteria elettronica a casa e ho preso diverse lezioni da Rolando, il cugino di Dario Cappanera. Mi hanno addirittura detto che ho una ‘bella pacca’ cioè che batto bene, forte".

Claudia Pandolfi è invece l’unica donna in un cast di soli uomini…”E’ andata benissimo, il cast era molto affiatato – conclude l’attrice – mi sono divertita soprattutto perché mi piace la musica e mi piace suonare nella vita privata. Io mi definisco una donna rock, non sono una tipa posata, certo non sono jazz, non sono sofisticata, o pop … sono proprio rock”.

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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