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I Numeri dell’Industria Culturale in Italia

Attualità, Eventi

09/06/2010

300mila addetti per 17mila imprese e un fatturato annuo di 16 miliardi di euro. E' quanto è emerso stamani in occasione del primo incontro organizzato da Confindustria Cultura Italia, la Federazione confindustriale che raggruppa tutte le aziende italiane impegnate sul fronte 'caldissimo' della Cultura.

“Il settore della cultura, è un comparto industriale vero e proprio, in grado di generare profitto  e creare occupazione” - così Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria nel suo saluto introduttivo alla prima uscita pubblica di Confindustria Cultura Italia, la Federazione Italiana dell’Industria Culturale, che raccoglie al suo interno 10 Associazioni che si riferiscono ai settori del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo (AGIS, ANICA, APT, UNIVIDEO), della musica (AFI, FIMI, PMI), dell’editoria (AIE, ANES) e dei videogiochi (AESVI).

“Con un fatturato di 16 miliardi di Euro nell’anno 2008, con 17mila imprese che occupano circa 300mila addetti, le imprese di Confindustria Cultura sono un elemento imprescindibile della nostra economia”, ha affermato nel suo intervento, il Presidente di Confindustria Cultura Italia, Paolo Ferrari (Presidente di ANICA - associazione nazionale industrie cinematografiche, audiovisive, multimediali – nella foto sopra) sottolineando l’importanza, per le associazioni dei diversi settori, di essere federate nella casa comune di Confindustria. “E’ fondamentale, di fronte ai nuovi scenari che si aprono, ai nuovi modelli di business che stiamo consolidando, che l’industria fondata sulla creazione di contenuti marci il più possibile in maniera compatta”.

Gisella Bertini Malgarini, vice Presidente di CCI e Presidente ANES, associazione nazionale editoria periodica specializzata, ha sottolineato quanto l’industria culturale sia “un settore cardine della vita sociale e dell’attività professionale e imprenditoriale italiana. Il comparto industriale da noi rappresentato sta affrontando la sfida della multimedialità, una profonda trasformazione operativa e del modello di business, accompagnata da importanti investimenti economici e nelle risorse umane, che ci auguriamo possano essere finalmente riconosciuti dalle Istituzioni nell’interesse del Sistema Paese”.

Enzo Mazza, consigliere di CCI e Presidente FIMI – federazione industria musicale italiana -  si è soffermato sui contenuti della “Digital Agenda”, il documento che la Commissione Europea ha diffuso lo scorso mese di maggio: "è fondamentale che l'Agenda Digitale proposta dalla UE sia più determinata nella definizione di una strategia per lo sviluppo dei contenuti digitali e per la loro tutela perché oggi è in gioco il futuro dell'industria culturale europea nelle reti digitali".

Gaetano Ruvolo, presidente di AESVI, associazione editori software videoludico italiana, ha rimarcato le opportunità che l’innovazione tecnologica è in grado di offrire ai produttori di contenuti culturali italiani: "l'industria dei videogiochi è un esempio di come tecnologia e cultura possono fondersi. In ogni settore dell'industria culturale l'innovazione è una realtà ma anche una priorità per lo sviluppo".

Scritto da Piero Cinelli
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