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I film in uscita attraverso le dichiarazioni dei protagonisti

Attualità

29/10/2013

Fra i film attesi in uscita nel weekend di Halloween, troviamo la commedia dai toni amari "Zoran, il mio nipote scemo", l'ultimo capitolo della trilogia diretta da Richard Linklater "Before Midnight", e il francese "Un castello in Italia". Scopriamo cosa ne pensano i protagonisti attraverso le loro dichiarazioni.

"Zoran, il mio nipote scemo"
Quando chiedono al regista Matteo Oleotto cosa lo ha spinto a raccontare questa storia, il giovane regista dichiara: "Ho voluto mettere assieme alcune cose che volevo raccontare. Un luogo geografico, i personaggi della mia terra e una bizzarra relazione tra due personaggi opposti. E così è uscito Zoran, il mio nipote scemo. Ho sempre pensato che per fare un primo film, bisogna concentrarsi su qualcosa che si conosce bene. Come per me la realtà raccontata nel film, conosco la mia terra, con le sue stranezze e le sue bellezze, conosco i personaggi che la abitano e da sempre sono attratto dal loro modo di relazionarsi con il prossimo. Volevo una storia che racchiudesse tutto ciò."
Al protagonista della pellicola viene chiesto a chi si sia ispirato per il ruolo di Paolo, Battiston risponde: "Io e Matteo (regista) abbiamo iniziato a pensare a questo progetto quattro anni fa insieme, poi sono subentrati gli sceneggiatori, le diverse revisioni che erano necessarie per far crescere la storia. Sapevamo quali erano le dinamiche delle persone del nostro territorio, se ne trovano molti di personaggi come nel film. E' un lavoro molto meticoloso che abbiamo fatto nel tempo la mia naturalezza nel personaggio deriva da quello" - e ancora - "Paolo è un quasi balordo, è solo perché è un egoista fiero di esserlo. Fin quando non ha nostalgia della sua famiglia, non vuole far ridere, ma è il primo alla fine, che ride della sua pochezza."

Before Midnight
Quando ai due protagonisti, Ethan Hawke e Julie Delpy viene chiesto come è stato tornare a lavorare insieme i due attori hanno risposto:"Ci siamo ritrovati, abbiamo ritrovato insieme quel raro piacere che è il seguire i nostri caratteri e lasciarci ispirare dalle nostre esperienze."
Hawke: "Quello che determina la bellezza di questi film è pensarli scriverli e provarli insieme. E' un processo molto lento, ma quando ci mettiamo di fronte la macchina da presa, tutto accade in maniera naturale. In quel preciso momento sappiamo che stiamo facendo una cosa veramente bella."
Delpy: "La nostra è stata un'occasione unica, fare il lavoro che tutti gli attori sognano di fare:mettere nero su bianco e scrivere il background dei nostri personaggi. Li abbiamo inventati noi, in ognuno di questi film c'è una distanza di nove anni dall'altro, il che implica il riempimento di uno spazio narrativo all'inizio di ciascuna pellicola. Quindi non possiamo mai pensare a cosa accede nel film se non abbiamo ben chiaro cosa è successo nel tempo che non vedete sullo schermo."

Un castello in Italia
Valeria Bruni Tedeschi racconta com'è il mestiere di attrice e cosa l'ha spinta a dirigere:"Una tentazione che ho provato è stata quella di smettere di fare l'attrice, momenti in cui il desiderio di fare cinema si era sbiadito. Agli attori capita spesso, può essere dovuto dal poco lavoro, o dal troppo, sono diverse le motivazioni che possono portarti a dire basta. Alla fine però, a me piace il mio lavoro, mi piace nei miei film e anche in quelli degli altri. E' un vero privilegio."

Scritto da Sonia Serafini
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