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I documentari: la faccia più tosta di Venezia

Attualità

03/09/2014

Mentre ci avviciniamo velocemente alla fine della rassegna, è lecito chiedersi cosa resterà di questa 71a edizione. Cosa ricorderemo e cosa presumibilmente avremo scordato tra qualche mese? Tra i non pochi titoli sopravvalutati delle sezioni principali ed i controversi e spesso discutibili documentari, chi avrà la meglio nel nostro immaginario? Birdman o Belluscone, la Gainsbourg o la Loren, la Trattativa o Leopardi? 

Come è successo l'anno scorso con il Leone d'Oro a Sacro Gra di Rosi, il documentario rischia di rubare la scena ai titoli delle sezioni più importanti. 

Sono circa una ventina i documentari sparsi nelle varie sezioni della Mostra, una conferma anche numerica del peso sempre maggiore che il cinema del reale occupa nelle principali rassegne internazionali, sia come testimonianza diretta della realtà che come rilettura artistica delle persone e degli eventi. Una galleria di personaggi, di storie e di provocazioni a dir poco memorabile, dall'incontro fulminante di Alex de La Iglesia con il calciatore argentino Messi, alla dolente e non pacificata riscoperta dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini di Abel Ferrara, al Giulio Andreotti. Il cinema visto da vicino di Tatti Sanguineti, una lunga conversazione, avvenuta qualche anno fa, con il senatore Andreotti sul suo rapporto con il cinema italiano, a Donne nel mito: Sophia racconta la Loren di Marco Spagnoli, dove la più grande diva italiana di sempre si racconta sia come attrice che come donna, al collettivo Italy in a Day di Gabriele Salvatores che ha selezionato e montato migliaia di video inviati da persone comuni per raccontare un giorno nella vita degli italiani oggi. Tre i titoli più 'arrabbiati', il polemico e poetico La trattativa di Sabina Guzzanti che ricostruisce come in una fiction tv la sempre meno presunta trattativa Stato-Mafia, dove compaiono in umiliante ordine sparso tutte le istituzioni, dalla politica alle forze dell'ordine, alla chiesa,  Belluscone Una storia siciliana di Franco Maresco, dove l'epopea berlusconiana si riflette nel quartiere Brancaccio di Palermo, tra cantanti neomelodici, mafiosi, piccoli impresari, e grandi sogni di ricchezza per tutti ed infine Patria di Felice Farina che porta sullo schermo il libro monumetale di Enrico Deaglio per raccontare attraverso la notte di protesta di tre operai sulla torre di una fabbrica torinese, gli ultimi trent’anni della nostra storia di occasioni mancate. 

Da segnalare, tra i molti documentari di montaggio dei materiali dell'Archivio Luce, il curioso ed esilarante Me ne frego! dove la linguista Valeria Della Valle ed il regista Vanni Gandolfo narrano un’avventura poco conosciuta: il tentativo del Duce di creare una lingua unica, un “italiano nuovo”, popolare e fascista. 

Scritto da Piero Cinelli
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