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I David si aprono al mondo

04/05/2012

Qualcuno - sbagliando – potrebbe considerare i sei David destinati a talenti stranieri come una debolezza del cinema italiano.

In realtà i premi per Michel Piccoli (Habemus Papam), Zhao Tao (Io sono lì), David Byrne (Migliore colonna sonora e migliore canzone di This Must Be the Place), Luisa Abel e Kim Santantonio rispettivamente truccatore e costumista di This Must be the place costituiscono un momento di ‘svolta’ del nostro cinema.

In realtà, i David ‘multietnici’ che hanno, tra l’altro, nominato il bellissimo film di Guido Lombardi La bas, tra le migliori opere prime riconoscono la ricchezza di un cinema che può avvalersi di interpreti e artisti stranieri per raccontare storie rilevanti per il nostro presente in cui l’Italia è parte di un mondo globalizzato.

Le grandi cinematografie del mondo, a partire da quella hollywoodiana, hanno sempre fondato la loro forza espressiva sulla diversità e la multiculturalità. Così anche il cinema italiano si avvale di artisti di grande livello internazionale per affrontare una modernità complessa e problematica sia sul piano artistico che tecnico. In questo senso bisogna citare il commento di Babak Karimi attore di Una separazione vincitore del premio per il Miglior film straniero che, in perfetto italiano, ha ringraziato il nostro paese dove si è sposato, è cresciuto e diventato uomo. Il cinema italiano, dunque, può – anche grazie ai David 2012 – rivendicare la posizione di una grande cinematografia che si avvale dei miglori al mondo per raccontare le sue storie con intelligenza e semplicità.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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