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Hop, ecco a voi James Marsden ovvero Fred l’amico di C.P.

Attualità, Interviste

23/03/2011

Come vi dicevamo in Hop il protagonista umano, dato che l’altro è un coniglio di peluche, è Fred interpretato da James Marsden. Arrivato a Roma per il lancio del film (in uscita il primo di aprile per Universal Pictures) l’attore americano oltre ad essere oggettivamente molto bello è altrettanto oggettivamente molto intelligente e alla mano. Tre punti a suo favore, anzi quattro perché è pure bravo. In Hop è Fred, un trentenne americano (Marsden è del 1973 ma sembra parecchio più giovane di quello che già è), sfaticato e soprattutto demotivato. Non ha una passione che lo spinge in qualche direzione mentre sono i suoi genitori a volerlo spingere fuori di casa. Fino a quando non entra nella sua vita il simpaticamente disastroso C.P., un coniglio pasquale, che gli sconvolgerà la quotidianità per allargargli gli orizzonti. In realtà questo corto circuito avviene per entrambi, insomma, si aiuteranno - senza averlo progettato – reciprocamente.

James Marsden che per il suo ‘Phisique Du Role’ sarebbe stato destinato a fare il bello di turno ha una carriera, invece, piuttosto variegata. Dal Principe irresistibilmente imbecillotto di Come d’incanto a film come The Box, X-Men, 27 volte in bianco, Le pagine della nostra vita, Zoolander e Hairspray - Grasso è bello. Prossimamente lo vedremo in Straw Dogs ovvero il remake di Cane di paglia, film mitico del 1971 diretto da Sam Peckinpah con Dustin Hoffman. Marsden è David Summer.

Inoltre lo vedremo al fianco di Jessica Biel, Jake Gyllenhaal, Catherine Keener e Tracey Morgan nel film di David O. Russell (il regista del magnifico The Fighter, Oscar a Christian Bale) dal titolo: Nailed.

Marsden guardando la sua filmografia possiamo dire che la parola più adatta da usare è che lei è un attore davvero versatile... “Grazie. – ci dice l’attore – Per me questo è un gran complimento e vi dico il perché... da quando ero bambino volevo fare l’attore, questo è sempre stato il mio sogno, il mio obiettivo. Quindi dopo i miei studi in Oklahoma, dove sono nato, mi sono trasferito a Los Angeles e ho provato a fare questo mestiere. Sono stato molto fortunato, grazie anche al mio aspetto, ho iniziato a trovare dei ruoli ben presto. Però proprio perché non mi sono mai considerato cool, o il figo della scuola, non sono mai stato molto a mio agio con il mio aspetto. Inizialmente quindi accettavo quello che mi proponevano, dovevo lavorare e dovevo farmi conoscere, poi, con il passare del tempo, ho cercato di togliermi dal ruolo di bel ragazzo. Volevo che il mio talento fosse spalmato su tutto. Ho cominciato a cercare sfide sempre nuove, in tutti i generi cinematografici. Ho sempre cercato di andare al di sotto dell’aspetto fisico, di prendermi in giro, di giocare con la mia immagine proprio per fare emergere il più possibile di me”.

Lei è sposato da anni con la stessa donna e ha già due figli di cinque e dieci anni. Piuttosto raro a Hollywood. E’ vero che ha fatto Hop soprattutto per i suoi bambini? “Sì – afferma Marsden – anche se ancora i miei figli non hanno visto il film dato che esce il primo aprile anche in America. Spero tanto che gli piaccia. Chiaramente ho accettato anche perché trovavo la storia molto divertente, sagace e, soprattutto, per tutti. Hop non è un film per bambini, è un film per persone di qualsiasi età. Per quanto riguarda la mia famiglia devo dire che io ho sempre avuto una venerazione per Paul Newman, non solo perché l’ho sempre ritenuto uno dei migliori attori che abbia mai visto, ma perché ha tenuto sempre la sua famiglia lontana da Hollywood. Ha avuto una vita privata solida e io voglio fare la stessa cosa. Amo mia moglie e i miei figli, sto bene con loro, e quando non lavoro faccio altre cose, altrettanto interessanti, insieme a chi voglio bene. E’ questo stile di vita che mi rende felice e farò di tutto per mantenere questo equilibrio”.

Quali altri attori ama? “Chiaramente ce ne sono tantissimi – ci dice Marsden – Che posso dire... Robert De Niro e, indubbiamente, Brad Pitt. Lo trovo un eccellente interprete e una persona che sa gestire la sua carriera molto bene, nonostante le mastodontiche pressioni che potrebbe avere... invece lui è uno che io prendo come esempio, uno che passa da Mr. e Mrs. Smith, o altri film leggeri e di puro intrattenimento, a L’assassinio di Jesse James fino a lavorare con un genio assoluto come Terrence Malick. Un grande professionista. Uno che si sa muovere dentro un apparato come Hollywood che realizza i tuoi sogni ma che te li può anche frantumare”.

A questo proposito in Hop quando il coniglietto se ne va via dall’Isola di Pasqua digita sulla macchina del teletrasporto la parola: ‘Hollywood’, la terra dove i sogni si avverano... è così? “Per me lo è stato, però questa risposta è altamente soggettiva. Un altro vi potrebbe dire tutto il contrario. E’ molto complesso definire che cosa è Hollywood. In base alla mia esperienza è il posto che, come in una fiaba, ha realizzato il mio sogno di bambino: diventare un attore”.

Lei ha realizzato il remake di Cane di paglia. Un film culto dove impersona un personaggio che al tempo fu di Dustin Hoffman. Ha avuto dei timori? “Sicuro. -  ci dice James Marsden – Timori, dubbi, paure, ero intimidito dal passato: Dustin Hoffman e Sam Peckinpah, non so se rendo l’idea... Allo stesso tempo voi avreste detto di no ad una proposta simile? Quindi, come mio solito, ho cercato di dare il meglio di me e, aiutato dal regista Rod Lurie, insieme a tutto il cast ritengo che ne sia uscito un dignitosissimo remake. Anche se in molti diranno: ‘ma che bisogno c’era di rifare un capolavoro del genere’... io però, aspetto il giudizio del pubblico. Vedremo cosa ne dirà la gente, gli spettatori”.

Una curiosità. Siamo dei grandissimi fan di Hugh Laurie, meglio conosciuto come Dottor House, che in Hop doppia il papà del coniglietto. Lo ha incontrato? E dato che lei ha fatto una stagione di Ally McBeal - come guest star - cosa pensa delle serie tv americane? “Io adoro Hugh Laurie – come vi capisco – però vi giuro che non l’ho mai incontrato, nemmeno una volta, spero nella Prèmiere di Hop. Almeno lì verrà! Le serie tv americane sono qualitativamente molto alte, quindi se mi offrono di comparire per una stagione in una saga che apprezzo, accetto molto volentieri. Sono realizzate talmente bene che non trovo differenza con il cinema, non mi sento affatto sminuito come attore se lavoro in tv o per il grande schermo. Le mie preferite, quelle che cerco di non perdere mai, oltre ad Ally McBeal of course, sono Mad Men, fantastica, uno dei progetti migliori creati in questi ultimi anni; Boardwalk Empire, capolavoro, non per niente c’è Martin Scorsese dietro all’operazione e poi aggiungerei In Treatment”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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