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Hop, arriva il Coniglio Pasquale – Intervista ai doppiatori, parte 1

Attualità, Interviste

23/03/2011

Hop è un film per tutti. Divertente, avventuroso, con quella giusta dose di morale nella storia che lo rende davvero interessante. I creatori di Cattivissimo  Me hanno realizzato una nuova e riuscita commedia che mescola il live-action con la più sofisticata tecnica di animazione.

Insomma attori in carne ed ossa si mescolano a pupazzi animati, in particolare a conigli e pulcini, dato che Hop narra la storia di C.P., un giovane coniglietto che vive sull’Isola di Pasqua il cui padre è il Coniglio Pasquale, proprietario di una vera e propria fabbrica di dolciumi destinati ai bambini di tutto il mondo per festeggiare la ricorrenza. Ma C.P. cova un altro sogno: fare il batterista. Nello stesso tempo, nel nostro mondo, a Los Angeles vive Fred, interpretato dall’ottimo James Marsden (il Principe Azzurro di Come d’Incanto ma anche il marito di Cameron Diaz nel thriller The Box), che a trent’anni vive ancora con i suoi e non sa che fare della propria vita. Quando C.P. scapperà dal regno di cioccolata per approdare nella terra dove ogni sogno si avvera, ovvero, Hollywood, le loro esistenze si incontreranno e i due diventeranno – dopo varie traversie – inseparabili.

Il film che arriverà nelle sale italiane il primo aprile per Universal Pictures ci ha dato modo di incontrare James Marsden e due dei doppiatori italiani: Luca Argentero che dà la voce al personaggio di Fred/Marsden e Francesco Facchinetti che è la voce del simpaticissimo coniglietto C.P.

Argentero e Facchinetti raccontateci un po’ la vostra avventura in veste di doppiatori di questo ‘gioiellino’... “Per quanto mi riguarda – ci dice subito Argentero – è stata una esperienza splendida e graditissima, visto che mi hanno chiamato. Essendo io un attore, con una moglie doppiatrice che proviene da una famiglia di doppiatori – non per niente la nostra direttrice del doppiaggio è stata Fiamma Izzo – da sempre ammiro ogni tipo di mestiere che fa parte del lavoro dell’attore. Sono abbastanza nuovo al settore, avevo già doppiato un altro umano in Beverly Hills Chihuahua, ma per il resto è con Hop che ho avuto la prova più impegnativa. Prima di tutto, dato che sapete che non nasco come attore, io sono uno spettatore. Vedo moltissimi film e sono particolarmente interessato ad ogni aspetto della realizzazione. Quindi anche per il doppiaggio ho cercato di dare del mio meglio, visto il fatto che doppiare un altro attore non è affatto semplice. C’è sempre una certa sofferenza, un dubbio che ti accompagna. Riuscirò a rendere giustizia al lavoro che lui ha fatto attraverso la mia voce o rovinerò tutto? Ammirando molto James Marsden e ritenendo Hop un ottimo film sono stato molto attento, molto preciso nel cercare di dare una prestazione al mio meglio. Devo dire che se ci sono riuscito il merito va a Fiamma Izzo che ci ha diretti in maniera impeccabile”.

“Sono d’accordo – aggiunge Francesco Facchinetti – è più difficile doppiare un attore che un pupazzo.  Nel mio caso ho avuto maggiore libertà e incoscienza. Perché con un essere inanimato ma, al contempo, così vivace come C.P. ti senti più libero di interpretare. Ci ho messo tantissimo di mio in questo doppiaggio, da espressioni come ‘Bella di padella’ che oramai è diventata una vintage, a parole come: ‘togo’, ‘papo’, ‘strabello’... tutti modi di dire che ho rubato al figlio della mia compagna che ha nove anni. Però è stata la tranquillità interiore che mi ha comunicato Fiamma Izzo a permettermi di dare il meglio. Se non arrivi tranquillo davanti al leggio, dove sei tutto solo, con le immagini che ti scorrono davanti può diventare un lavoro davvero arduo e stressante, in particolare per chi non lo fa di mestiere. Invece per Hop mi sono molto divertito e penso di avere tirare fuori del talento, io che non sono un doppiatore. Ho fatto del personaggio di C.P. un coniglio italiano e penso che questo sia importante, dato che il pubblico si deve rivedere in lui e certe espressioni americane non ci appartengono. Quindi non è stato semplicemente leggere delle battute ma un adattamento vero e proprio dove ho inserito tantissime cose che mi appartengono o che fanno parte della mia vita. E’ stato un progetto completo che sono riuscito a portare avanti grazie ai professionisti che ho avuto come compagni in questa avventura”.

Però lei e Argentero non vi siete mai incontrati in sala di doppiaggio? “No – ci dice Facchinetti – perché come ben sapete ognuno doppia la sua parte separatamente”. “Però – continua Argentero – abbiamo parlato molto fra di noi, prima di passare al momento clou. Abbiamo discusso su che tipo di performance volevamo fare. Non è un lavoro asettico doppiare, rimane un lavoro di gruppo nonostante lo si faccia separatamente”.

Argentero questo è un buon momento per il cinema italiano, che ne pensa? E’ d’accordo? “Per fortuna posso dire di sì – dice l’attore – solitamente si parla sempre male del nostro cinema e, invece, ora, soprattutto grazie alla commedia che ha un successo di botteghino pazzesco, a mio avviso, dovuto ad un’alta qualità dei prodotti che si realizzano, siamo in un periodo positivo. Eppure non si direbbe, dato che arrivano lamentele, notizie funeste e tagli da tutte le parti. Proprio per tutti questi motivi lancio un appello affinché il nostro cinema sia maggiormente difeso e tutelato, non assistito, ma considerato, riconosciuto per l’immenso valore che ha. C’è tanto talento, ci lavorano e bene un sacco di persone, allora perché non prendere le idee migliori delle industrie cinematografiche straniere che sanno valorizzare il loro lavoro e farle nostre. E’ semplice, non vi è nulla di complicato. Come, ad esempio, applicare piccoli escamotage fiscali che però aiuterebbero la nostra industria. Il cinema è arte, basta questo per capire che va trattato al meglio delle sue potenzialità”.

“Io che non lavoro nel cinema – aggiunge Facchinetti – ma più nella musica voglio allargare il discorso e dire che l’Italia è piena d’arte, intrisa d’arte. Siamo un popolo di artisti e ci facciamo battere dagli Stati Uniti - che sono bravissimi - ma che se la sono dovuta inventare l’arte con la fantasia. Noi l’abbiamo in casa! Il talento, l’arte sono valori importantissimi, fondamentali per le persone perché fanno nascere le passioni che rendono interessante la vita. Mai lasciare andare un patrimonio simile, è un delitto”.

“Per quanto riguarda i famosi progetti futuri – afferma Argentero – dopo Hop uscirà C’è chi dice no, una commedia davvero divertente e anomala che ho girato con Paolo Ruffini e con Paola Cortellesi, attuale campionessa al botteghino con Nessuno mi può giudicare. E, a breve, inizierò a girare Lezioni di cioccolato 2”.

“Io, invece – sorride Facchinetti – rifinisco in televisione dato che dall’8 aprile mi ritroverete al fianco di Belen in Ciak si canta. Insomma, per ora rimango, nel campo degli show dedicati ai talent musicali, poi si vedrà”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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