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Holy Motors, a Cannes si rivede: Leos Carax!

Attualità

23/05/2012

Quando uscì nel 1991 Gli amanti del Pont-Neuf, in moltissimi si innamorarono del cinema di Leos Carax (nella foto), che aveva già fatto notare il suo particolare e originalissimo universo in film come Rosso sangue e Boy Meets Girl. Ma in 28anni di carriera Carax ha diretto pochissimi film ed era da dieci anni, da Pola X, che non lo si rivedeva al lavoro.

Ora, arriva a Cannes, in concorso, con questo suo ultimo film dal titolo: Holy Motors con un cast a dir poco eterogeneo che comprende: Eva Mendes, la cantante Kylie Minogue (nella seconda foto), Michel Piccoli, Denis Lavant, Jean-François Balmer, Edith Scob, Karl Hoffmeister.

“Certamente il film più preso di mira della selezione”, ha affermato il Direttore Artistico di Cannes, Thierry Frémaux. “Holy Motor si annuncia come un’esperienza, un poema visivo, un film a chiave. E’ anche una dichiarazione d’amore al cinema”, ha concluso Frémaux.

In molti concordano che il personaggio principale di Holy Motors, che si chiama Merde ed è interpretato da Denis Lavant, richiama alla mente quello del corto Tokyo, film ad episodi che Carax ha girato insieme a Michel Gondry e Bong Joon-ho. Anche perché l’episodio del film citato e diretto da Carax aveva lo stesso attore, con lo stesso soprannome: Merde.

Denis Lavant in Tokyo era un essere piuttosto rivoltante, laido, chiamato appunto Merde, senza un occhio, delle unghie orrende e lunghissime, che parlava una lingua incomprensibile e seminava il terrore per le vie della capitale giapponese. Questo personaggio è di ritorno in Holy Motors ma, questa volta, non è che uno dei personaggi interpretati da Monsieur Oscar (sempre Denis Lavant) che si reincarna da una vita all’altra diventando chiunque...

Per 24 ore seguiamo questo personaggio, un assassino freddo e spietato che si muove nel tempo, viaggiando in continuazione. In ognuno dei suoi spostamenti assume un'identità del tutto differente: ora è un uomo, ora una donna, un giovane o un vecchio... con diversi ruoli e diverse posizioni sociali. Egli vive così di continuo vite in prestito, esistenze che non gli appartengono. È costretto a relazionarsi con persone che non conosce e non ama, eppure deve fingere di conoscerle e di amarle. E deve uccidere nemici che non sono i suoi. Alle volte però desidererebbe continuare ad indossare i panni dei personaggi che interpreta, per riuscire ad avere un'identità, una famiglia, un senso e un po' di pace.

Leos Carax, avrete capito, è un cineasta che divide moltissimo, soprattutto la critica. Osannato da alcuni e, trattato come un ‘buffone’' che prende in giro il pubblico, da altri. Ma, indubbiamente, la sua filmografia da sempre testimonia un universo davvero unico e un modo di girare che ha influenzato una generazione di cinefili.

Carax non è certamente regista facile ed esportabile ma non si può nemmeno liquidare senza qualche riflessione. Come disse al grandissimo critico Antoine de Baecque nel 2004, “ultimamente cerco di immergermi nei miei sentimenti, nelle mie paure, e raccontarle attraverso un personaggio che ne contiene altri mille, perché alcune domande sono troppo grandi per me!”.

Holy Motors passa in concorso, oggi 23 maggio, al Festival di Cannes.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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