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Hollywood, China

05/11/2013

Hollywood, China:  NBCUniversal progetta di aprire un ufficio a Pechino

Nel 2017 il mercato cinese varrà circa 7 miliardi di dollari per gli Studios hollywoodiani.

Se, fino adesso, il rapporto tra il cinema americano e quello cinese è stato complicato dai veti e dal protezionismo del Governo di Pechino, l'espansione delle sale cinematografiche grazie al digitale ha reso la Cina il secondo mercato mondiale cinematografico dopo quello nord americano spostando l'attenzione di Hollywood verso quel mondo sia sul piano commerciale che artistico.

Tra i primi è stato Jeffrey Katzenberg, presidente di DreamWorks Animation ad intuire le possibilità 'illimitate' offerte dalla Cina andando ad aprire uno studio di produzione dove realizzare pressoché interamente il terzo capitolo della saga di Kung Fu Panda

Sony ha realizzato in Cina il remake di Karate Kid con il figlio di Will Smith, Jayden, mentre Marvel ha realizzato una variazione di Iron Man 3 esclusivamente per il mercato cinese che - da solo - è in grado di 'giustificare' cambiamenti e adattamenti a bloickbuster della portata di quelli distribuiti in tutto il mondo dalla Disney.

E' di oggi, invece, la notizia riportata da Variety secondo cui Universal intende aprire un ufficio a Pechino dove l'anno prossimo uscirà Cattivissimo Me 2. La notizia, però, è particolarmente interessante perché lo Studio hollywoodiano non vuole solo distribuire film, ma anche coprodurli. 

Un passo importante, perché la Cina vuole vedere più film cinesi dustribuiti negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Come nel caso dell'esordio alla regia di Keanu Reeves, Man of Tai Chi che ha come protagonista principale la star locale Tiger Hu Chen

Non è un caso, quindi, che ANICA e Festival di Roma, domenica prossima promuoveranno un 'China Day' per celebrare il Premio al regista Tsui Hark, ma anche per capire come l'Italia stessa possa avere un ruolo nello sviluppo di un mercato cinematografico che nel 2003 aveva 120 milioni di dollari lacerato tra mancanza 

di cinema e pirateria, mentre oggi tocca quasi i tre miliardi di dollari.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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