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Harry Potter e i doni della morte parte 1, dal 19 in 940 sale. Cosa ne pensa la critica…

Attualità

17/11/2010

Sostanzialmente tutti i titoli dei quotidiani di oggi avvertono che Harry Potter e i doni della morte – parte 1 è un film apocalittico, horror, dark, più adatto ai grandi che ai piccini. Confermiamo, anche se il titolo forse poteva già dare qualche avvisaglia che non si trattava di una commedia.

Vediamo un po’ che cosa hanno scritto, pensato e provato alcuni critici della carta stampata dopo avere visto l’anteprima stampa del 15 novembre su questo settimo film della saga che ci avvicina, inesorabilmente, alla fine.

Paolo Mereghetti del Corriere della Sera afferma: “Bambini astenersi! E’ il consiglio preventivo che viene da dare dopo la visione di Harry Potter e i doni della morte – parte 1, settimo ma non ancora ultimo film sul maghetto di Hogwarts... Bambini astenersi perché i toni cupi e gotici che avevano già cominciato a essere preponderanti con l’Ordine della Fenice, qui diventano sempre più invasivi, man mano che lo scontro con il Signore Oscuro si fa più radicale e generalizzato, e consigliano la visione a chi (dai dieci anni in su?) sa elaborare un paio di scene di vera paura, con il serpente di Voldemort, Nagini, che inghiotte macchina da presa (e spettatori) nelle sue fauci spalancate.

La scena clou: Non è la lotta tra Harry e Voldemort il momento più importante di questo film, né uno degli agguati che i Mangiamorte preparano contro il ‘maghetto’, ma il suo confronto/scontro con Ron, geloso delle attenzioni che Potter dimostrerebbe per Hermione (di cui Ron è da sempre timidamente innamorato). Sono vere quelle attenzioni? Probabilmente no, sono solo delle illazioni di Ron, sotto l’influsso del medaglione Horcrux che, a turno i tre portano al collo, e che ha la malvagia capacità di influenzare negativamente il carattere delle persone (non a caso nel medaglione è racchiusa un po’ dell’anima demoniaca di Voldemort). Ma l’espediente serve soprattutto per dimostrare che i nostri eroi sono diventati adulti. Con tutto quello che comporta il passaggio dall’adolescenza alla maggiore età.
VOTO: due stelline e mezzo = interessante

Annamaria Piacentini su Libero scrive: “Se siete emotivi, prima di andare al cinema prendete una camomilla. Il regista David Yates al suo terzo film su Harry Potter rompe la tradizione, gira un red-movie e allontana i nostri protagonisti, che non sono più scolaretti in cerca di protezione, dai confini famigliari e magici di Hogwarts”.

Di fatto, per la prima volta non si vede più la mitica scuola di Hogwarts, sostituita da Ministero della Magia, un posto decisamente kafkiano.

Fabio Ferzetti del Messaggero mette in evidenza che il momento più emozionante del film è quando Hermione legge la favola de I Doni della Morte: “Fra le tante mirabilia e colpi al cuore digitali, la parte del leone la fa una fiaba nella fiaba, che poi è quella che dà il titolo al film, realizzata con la antica e sempre nuova tecnica delle silhouettes”.

Confermiamo quel pezzo di animazione è un vero, piccolo, grande capolavoro all’interno di un film che – nonostante ambientazioni, scenografie e una regia di qualità – non incanta fino alla fine.

Curzio Maltese, autorevole penna di La Repubblica è il più duro di tutti. “Un fenomeno come Harry Potter, che vende quattrocento milioni di libri e incassa in film quanto un paio di finanziarie, più di qualche recensione meriterebbe un seminario ad Harvard. Detto questo, bisogna constatare che questo settimo film della saga Potter è di gran lunga il più brutto e confuso della serie ed è destinato a deludere milioni (o miliardi?) di fan della creatura di J.K. Rowling sparsi per tutto il pianeta”.

Cari lettori/spettatori a voi l’ardua sentenza a partire da venerdì 19 novembre 2010!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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