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Guardati dalle Idi di Marzo: il Clooney regista da Venerdì nelle sale

Attualità, Personaggi

14/12/2011

Politica, ambizione, sesso, lealtà, tradimento, vendetta: George Clooney sfida l’ossimoro ‘hollywood – impegno’, per portare sul grande schermo la sua quarta prova registica. Che ci sia riuscito perfettamente non devo certo dirvelo io: acclamato al Festival di Venezia dove era in concorso, ammirato da registi del calibro di Steven Soderbergh, Le Idi di Marzo è ora pronto ad approdare nelle nostre sale da Venerdì, contro la corazzata di Sherlock Holmes 2 e de Il Gatto con gli stivali.

Guardati dalle Idi di Marzo’, scriveva Shakespeare nel celebre Giulio Cesare, battuta che ha ispirato Clooney fin dall’inizio e che ha convinto la produzione a modificare il titolo della piece originale da cui il film è tratto, ‘Farragut North’. “ Era un nome per specialisti, dalla fermata del metrò di Washington, linea rossa del quartiere dei lobbisti – spiega Clooney – Fissando invece le primarie americane al 15 Marzo, data dell’assassinio di Cesare, ho potuto evocare degnamente la morte dell'uomo per mano di amici e nemici”.

12 milioni di dollari di budget, cast stellare (in tutto 3 premi Oscar, 13 nominati e 6 Golden Globes) con un Leonardo di Caprio co–produttore con l’amata Appian Way (indicato inizialmente come protagonista). A spiccare è Ryan Gosling, decisamente uomo partita dell’anno grazie a Drive e probabile candidato ai prossimi Oscar, qui nei panni del giovane idealista e guru delle pubbliche relazioni Stephen Myers (figura disegnata su quella dell’addetto stampa di Barack Obama). Myers sogna un posto alla Casa Bianca e lavora alla campagna elettorale del senatore Mike Morris, un Clooney in grande spolvero, ma che preferisce cedere la scena al resto del suo cast. L’ammirazione per il suo capo e la ferma fede nell’onestà e nell’incorruttibilità di Stephen vengono però minate dall’incontro con la stagista Molly e da una serie di rivelazioni che mettono in discussione tutto quello per cui ha sempre lottato.

In generale Le idi di Marzo è un thriller politico, ma non politicizzato, forte di una sceneggiatura dai dialoghi fulminanti, dal ritmo intenso e dalla regia asciutta che tanto ricorda i film del genere anni ’70. Affronta la natura inquietante di tante tendenze presenti nella politica attuale, ottima lente di ingrandimento del comportamento umano, senza cadere mai però nel sensazionalismo, senza l’abusato espediente delle scene madri. Per raccontare la gestazione di questa pellicola bisogna tornare indietro al 2004, quando Beau Willmon, stagista nello staff del candidato alle presidenziali Howard Dean, porta in teatro Farragut North. E’ solo nel 2008 che il testo arriva all’attenzione della Smokehouse, la casa di produzione di Clooney: convocato il sodale sceneggiatore Grant Heslov, l’attore ne ha acquistato i diritti ed il resto è storia.

“ Stavamo lavorando allo script già da tempo – spiega il regista – quando Obama è stato eletto Presidente e tutti erano felici e pieni di speranza. All’improvviso un film cinico sulla politica sembrava fuori luogo. Un anno dopo siamo tornati cinici e abbiamo pensato di poter fare il film”. “Come attore è molto presente e professionale – dice Gosling di Clooney – come regista ha un occhio notevole e sa comunicare quello che desidera e quello di cui parla”.

Oltre alle già elogiate interpretazioni di Giamatti, Tomei, Wood e Seymour Hoffman, una menzione va anche alle scenografie: niente taglio documentaristico, ma grande realismo che conserva in ogni caso l’integrità visiva di una pellicola. Piccola curiosità grafica: i poster elettorali di Mike Morris, sono ispirati al manifesto Hope, di Stephan Farley, realizzato per Obama nel 2008.

Da Venerdì nelle sale per 01 Distribution

 

Scritto da Manuela Blonna
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