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Grande ritorno di William Friedkin, Killer Joe coinvolge il Lido!

Attualità, Interviste, Personaggi

08/09/2011

Il regista che ha diretto uno dei film della storia del cinema ovvero, L’Esorcista, è a Venezia, in concorso con un film davvero straordinario: Killer Joe, William Friedkin è un uomo simpaticissimo, con una immensa ironia che diventa il suo tratto distintivo nell’incontro con la stampa. Un po’ perché questa è la sua natura, un po’ perché il film è piaciuto molto e, soprattutto, perché il suo nuovo lavoro è così, un thriller, noir con al centro un gruppo di disperati ai quali non puoi che volere bene, nonostante non ce ne sia uno che è minimamente vicino alla definizione: sano di mente.

Interpretato da un cast di bravura colossale sul quale spicca Matthew McConaughey nei panni di un killer cordiale quanto schizzato che ci chiediamo ‘come mai fino ad ora lo abbiano utilizzato solo per commediole sentimentali dove faceva il belloccio di turno?!’, insieme all’eroe di Into the Wild ovvero Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon e la giovane Juno Temple, figlia del regista inglese Julian Temple.

Friedkin è un ottimo regista, possiamo citare Vivere o morire a Los Angeles, Il braccio violento della legge, Cruising ecc… ha 76 anni e il suo ultimo lungometraggio è stato lo straordinario Bug – la paura è contagiosa del 2006, la sua prima collaborazione con il commediografo Tracy Letts da cui è tratto anche Killer Joe (Letts ha affermato che per avere un’idea a chi ha pensato per creare questi personaggi, li possiamo inserire in un libro di Jim Thompson, scrittore pulp/noir/lisergico per eccellenza) . Poi ha lavorato tanto per la tv, soprattutto dirigendo la serie C.S.I. Las Vegas con William Petersen. Ora, arriva alla Mostra del Cinema di Venezia, per la prima volta in vita sua, con un film fantastico, in concorso ed è felicissimo. Killer Joe è un misto tra il miglior cinema americano anni ’70 e un fairytale allucinogeno e violentissimo.

Accompagnato dal giovane attore Emile Hirsch, William Friedkin ci dice subito che è stato il testo teatrale di Tracy Letts, che si è portato a casa un Pulitzer per Killer Joe, ad attirarlo e coinvolgerlo nel progetto. “Quando ho visto la pièce e letto la sceneggiatura che Tracy aveva scritto per farne un film ho percepito immediatamente che questi personaggi erano miei, facevano parte del mio mondo e potevo raccontarli. Ancora una volta, dopo Bug, ritrovavo una descrizione di una umanità varia come la vedo io. Li ho sentiti subito miei, come se facessero parte della mia vita. Li riconoscevo, tutti, li vedevo e li sentivo. E a quel punto non potevo non rappresentarli per il cinema. A tutto questo si è aggiunta la fortuna di potere avere a disposizione un cast perfetto e tutto è andato come avevo in mente. Io e Tracy vediamo il mondo nello stesso modo con un umorismo molto dark a fare da contorno. I protagonisti di Killer Joe sono animali, come tutti noi qui presenti, e io li amo, anche se sono terribili, li amo da morire”.

A proposito di cast, Mister Friedkin, la ringraziamo per averci regalato un Matthew McConaughey che ancora non avevamo visto in tutta la sua bravura, almeno al cinema. Visto che a teatro si era già dato a testi più impegnativi di quelli che Hollywood gli propone normalmente… “E’ vero, sono d’accordo con voi. – afferma FriedkinMatthew è un grandissimo attore ma non ha fatto molti film alla sua altezza. Io lo conoscevo, inoltre sapevo che era texano, il mio film è tutto girato in Texas – anche se in realtà buona parte delle riprese le abbiamo fatte in Louisiana ma questo non influisce sulla storia – e l’ho chiamato per offrirgli il ruolo di Joe Cooper. Ovvero un dirty old man innamorato di una bambina, visto che Juno nel film dice di avere dodici anni, un mini-Cenerentola che vive nel suo mondo di sogni e incubi e che, al contrario di quello che avviene nelle fiabe, decide che il suo Principe Azzurro è lui: un killer spietato. E, devo dire, che se anche Matthew fino ad ora ha fatto soprattutto commedie questo sarà un ruolo che farà scoprire a molti un volto nuovo, ovvero che c’è sempre stato ma non è mai stato mostrato – di un eccellente attore, che non è solo il belloccio di turno ma è un professionista di talento”.

Molti film, visti anche qui alla Mostra del Cinema, sono stati adattati da pièce teatrali, pensa che sia una tendenza? “Non direi una tendenza – ci dice Friedkin – anche perché anche Casablanca era tratto da una pièce e parliamo di uno dei film più famosi della storia del cinema. Una pièce tornando al film con Bogart che si chiamava Everybody Comes to Rick’s che non hanno mai messo in scena, questo per dirvi che è un fenomeno che avviene fin dalle origini. Molti bei film sono tratti da opere teatrali o da libri, mentre altri capolavori come 8 e mezzo di Fellini sono originali. A volte poi, come per Il Gattopardo di Visconti, è impossibile stabilire se sia meglio il film o il libro. Una cosa però è certa tutti questi grandi registi, aggiungiamo Orson Welles, John Ford ma la lista sarebbe infinita hanno sempre influenzato il mio cinema. Io non mi sono mai avvicinato alle loro altezze ma le mie ispirazioni arrivano dai loro lavori”.

Mister Friedkin lei ha una conoscenza del cinema molto ampia, è un cinefilo doc. Chi le piace attualmente, quali regista ammira? “Darren Aronofsky!”. – ride Friedkin alla grande…

Peccato che sia il Presidente della Giuria del Festival!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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