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Gorbaciof: un uomo da marciapiede della stazione di Napoli

Attualità, Interviste, Personaggi

03/09/2010

VENEZIA. Presentato Fuori Concorso, Gorbaciof di Stefano Incerti, è un atipico e interessantissimo film italiano interpretato da un vero 'mostro' della recitazione Toni Servillo che, avendo come co-protagonista una ragazza cinese, l'attrice Yang Mi che non conosce e non capisce una parola di italiano, riesce a mettere in piedi una pantomima commovente, inquietante, violenta e misteriosa.

Marino Pacileo, detto Gorbaciof a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale a Napoli. Pacileo, schivo e silenzioso, ha una sola passione: il gioco d'azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al tavolo da gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere e li dà alla ragazza. Da quel momento, tra partite sbagliate, riscossioni di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non riuscirà più ad uscire.

Abbiamo incontrato quel grande attore e galantuomo che è Toni Servillo - che rivedremo anche nel film di Mario Martone, in concorso, Noi credevamo dove è Giuseppe Mazzini - e ci siamo fatti raccontare da dove nasce l'idea di questo film?

"Il film è nato nella testa del regista Stefano Incerti molti anni fa. Poi quando è riuscito a trovare i finanziamenti e mi ha inviato la sceneggiatura ho scoperto che la storia di Gorbaciof era cambiata molto. Io gli ho suggerito di snellirla ulteriormente e di ambientarlo nel quartiere di Napoli che Gorbaciof bazzica ogni giorno nel tragitto che fa dal carcere di Poggioreale alla sua abitazione al fianco del ristorante cinese. Questo mi è servito moltissimo per creare il personaggio perché un giorno truccato come nel fim sono andato in giro per quelle strade e nessuno faceva caso al mio aspetto, decisamente strambo. Questo mi ha fatto capire che ero uno di loro, facevo parte del paesaggio e mi ha permesso di rubare i gesti della vita quotidiana delle persone che vivono lì. Ho preso spunto per gli atteggiamenti, le speranze, le attitudini di Gorbaciof da quel sottoproletariato, quella piccola piccola borghesia che ha qualche rapporto con la microcriminalità e di cui lui fa parte. E' solo l'incontro con questa ragazza dagli occhi puri e semplici che sono così diversi da suoi che l'uomo comincia a pensare che forse c'è un altrove. Forse, anche per lui esiste la possibilità di avere un destino diverso, una vita altra".

Servillo, Gorbaciof è un altro uomo estremamente solo. Come solo era il protagonista di Le conseguenze dell'amore. Vede similitudini tra i due personaggi?

"No perché sono due solitudini assolutamente diverse, di simile vedo, invece il tema della solitudine che è al centro di questo film come di quello di Sorrentino. In Le conseguenze dell'amore la solitudine del mio personaggio era imposta, era il suo carcere. Lui aveva fatto una sgarro alla camorra e ora pagava con la reclusione in quell'albergo. Mentre Gorbaciof è uno che sta bene da solo, si fa i fatti suoi, vuole essere uno che della sua vita è il padrone. Del resto basta il nome Gorbaciof, uno che si è guadagnato un soprannome di questa importanza lo conoscono tutti, quindi lui pensa di non avere bisogno di nessuno. E' un bordeline, un tipo fuori di testa, ma è uno noto. Tutti nella zona sanno chi é, quando esce di casa, quando va al ristorante cinese, allo zoo con Lila o a mangiare il kebab. E' uno profondamente solo ma protagonista della sua vita. Anche se è uno dimenticato dalla società, un anonimo, uno che non fa notizia".

Che tipo di amore è quello che Gorbaciof prova per Lila. Una bella ragazza, ma una extra-comunitaria, una cinese che non capisce nulla della lingua che parla lui, con una vita piena di guai. Che si incontra con un uomo con il quale comunica solo attraverso i gesti e gli sguardi...

"Direi che entrambi sono due persone che cercano un posto al sole in una città crudele, violenta, difficile come può essere Napoli. Per dare un senso alle loro solitudini e alle loro complicate esistenze ogni sera mettono in scena un teatrino. Ecco perché è giusto citare Luci della ribalta che è un capolavoro assoluto che abbiamo visto tante di quelle volte proprio per capire come fare a raccontare l'amore senza dire una parola. E loro due mettono in atto la loro pantomima drammatica. Sono due figurette che hanno un estremo bisogno di amore, vogliono essere amate, hanno voglia di tenerezza. Questo fa scattare una forte alchimia fra i due anche se non si comprendono con il linguaggio parlato. Gorbaciof è un topo che cammina in riva ai marciapiedi ma che se lo stuzzichi diventa violento. Sono morto tante volte al cinema ma non ho mai menato tanto come in questo film. Solo l'amore per questa ragazza fa uscire la sua tenerezza, un sentimento al quale si deve abituare tanto che a volte sembra quasi che lui se la immagini Lila, come se non esistesse nella realtà. In questo modo il film esce da un piano realistico e passa ad una parte quasi illusoria. E' una pellicola dai tempi rarefatti, pochi dialoghi e in qualche modo ricorda un certo tipo di cinema orientale. Le messe in scena tra me e la ragazza cinese mi sembrano delle vere e proprie coreografie all'interno di una realtà crudele".

 Gorbaciof è distribuito dalla Lucky Red e arriverà nelle sale italiane il 1° ottobre 2010.

 

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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