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Gli Orsi (e le patate) della Berlinale

16/02/2009

Ha vinto, con giudizio unanime della giuria, la coproduzione ispano-peruviana La teta asustada della regista peruviana Claudia Llosa. E' la pellicola che ha destato molto scalpore della cosiddetta 'patata antistupro'. La protagonista, interpretata da Magaly Solier, rimasta da poco orfana della madre, vive in un villaggio sperduto del Perù e, con il costante terrore di essere stuprata, decide di infilarsi una patata 'antistupro' nella vagina. Finché un ginecologo non la convincerà a togliersela, perché potrebbe germogliare. 

«Dietro la malattia della ragazza, trasmessa dal latte materno, nasce il terrore, l'ossessione della violenza sessuale», dice la regista Claudia Llosa. La consegna del Premio è stata salutata con grande entusiasmo da parte del pubblico ed è stata accompagnata da una canzone in lingua quechua cantata dall'attrice Magaly Solier. Al film è stato consegnato anche il premio FIPRESCI dalla critica internazionale. Erano 26 anni che una produzione ispanica non l'Orso d'oro a Berlino. Vittoria doppia del sudamerica, grazie al Gran Premio della Giuria assegnato (ex equo con Alle Anderen, Everyone else) al regista uruguayano Adrian Biniez per il Gigante una coproduzione tra Germania e Paesi Bassi. Il film ha ottenuto anche il Premio Alfred Bauer per l'innovazione (anche questo ex aequo con Sweet Rush di Andrzej Wajda) e il Premio della migliore opera prima. L'altro Gran Premio della Giuria è stato assegnato al film tedesco Alle Anderen della giovane Maren Ade, che ha ottenuto, per l'interprete Birgit Minichmayr il Premio per la migliore interpretazione femminile. Orso d'argento al regista iraniano di About Elly, Asghar Farhadi.

 

Scritto da ADMIN
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