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Gli esercenti cinematografici: un No secco all’aumento del biglietto

Attualità, Trade

03/02/2011

E’ un ‘no’ compatto quello pronunciato dalle associazioni di categoria riguardo all’ipotesi ventilata già lo scorso dicembre rispetto alla possibilità di una tassa di scopo sul biglietto del cinema inserito nel decreto Milleproroghe da parte del governo Berlusconi. Secondo quando si apprende, l’aumento di un Euro del biglietto del cinema andrebbe, infatti, a finanziare la copertura economica per il prolungamento del credito d’imposta la cui proroga è stata fissata fino al prossimo giugno, mettendo in difficoltà i produttori che stanno preparando i film in quel periodo dell’anno. “Non siamo contrari ad un prelievo sul biglietto così come accade in Francia.” Spiega Paolo Protti, Presidente dell’Agis, l’Associazione generale dello Spettacolo e degli esercenti cinematografici italiani Anec  (foto a sinistra)“Desideriamo che questo venga discusso in un orizzonte più ampio di riforma del sistema, dando vita ad una nuova legge sul cinema dove si tassi l’intera filiera ovvero anche le televisioni e gli Internet provider. Altrimenti aumentare il prezzo del cinema significa compromettere i risultati degli ultimi tempi e danneggiare sensibilmente la centralità della sala cinematografica.” Carlo Bernaschi, Presidente dell’Anem, l’associazione che raccoglie i Multiplex annuncia una risposta molto ferma da parte del settore e dice “Le ipotesi di prelievo coatto sul biglietto costituiscono l’ecatombe dell’esercizio cinematografico. Il cinema è un settore industriale e non un servizio di pubblica utilità e pertanto non può essere alimentato e sostenuto da imposizioni fiscali all'anello più debole della filiera. L'esercizio cinematografico si regge su esili equilibri fra costi e ricavi e pertanto, ulteriori aggravi finanziari, provocherebbero o l'aumento del biglietto e quindi una diminuzione di spettatori oppure verrebbero riversati sulle sue fragili economie. In entrambi i casi potremmo assistere alla chiusura di aziende ed al licenziamento di centinaia di lavoratori. Non possiamo subire questa imposta né per noi, né per i nostri spettatori.” Il presidente dell’Associazione che raccoglie le Sale della comunità, ovvero i circuiti di sale parrocchiali è durissimo Francesco Giraldo “Si tratta di un provvedimento ingiusto: le nostre sale subirebbero danni gravissimi, trattandosi di attività senza fini di lucro che operano però sul mercato e che praticano prezzi bassi. Non sembra che ci si renda conto di quello che può significare. E ci sono ben poche considerazioni da fare: si tratta di una misura profondamente ingiusta. E sull’ingiustizia non si crea nulla.” Il Presidente della FICE Mario Lorini, l’Associazione che raccoglie i cinema d’essai insiste sulla pericolosità del provvedimento “La transizione al digitale è appena stata avviata e adesso siamo in un sistema ibrido con metà delle sale che utilizzano la nuova tecnologia e un’altra metà ancora in pellicola. La mancanza degli incentivi fiscali rallenterebbe o bloccherebbe questo processo e noi rischiamo un vero disastro.”

Il produttore Fulvio Lucisano apre alla possibilità di una tassa di scopo a patto che a pagare siano tutti inclusi televisioni e Internet Provider, ma si dice sorpreso dal fatto che tale proposta arrivi in un momento come questo in cui il pubblico sta premiando il cinema italiano con grandi incassi, “Prima del Festival di Roma il Sottosegretario Letta e il Ministro Bondi ci hanno promesso che il Tax Credit sarebbe stato rinnovato.” Ricorda Lucisano “Ci hanno preso in giro! L’introduzione di un’eventuale tassa di scopo diventerebbe un boomerang contro di noi. E’ una cosa assurda!” Protti conclude: “Colpire le sale è la scelta più facile, ma è anche quella che denota la scelta di una politica culturale ben precisa da parte di questo governo. La strada maestra è parlarne noi tutti della filiera cinema con la volontà di trovare soluzioni condivise. Sottostare a ipotesi 'forzose', oltre che eticamente sbagliato, è un metodo da respingere inevitabilmente. Mesi e mesi fa, il Ministro dei Beni Culturali e SottoSegretario alla Presidenza del Consiglio avevano promesso e poi reiterato la promessa che il Governo avrebbe fatto ogni sforzo per evitare un Fus insufficiente e per prorogare per tre anni il tax-credit e tax-shelter. Non è certo attraverso una tassa mirata sulla parte più debole, ma pure più importante e decisiva per l’industria cinema che si mantengono le promesse e si risolvono i problemi. Serve mettere in campo una idea strategica ed una serie di misure complessive e mirate".

Scritto da Marco Spagnoli
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